24th ottobre 2011 02:55pm
Federico


Lettori del blog e amici, dopo alcuni mesi trascorsi ad impostare un cambiamento radicale al mio modo di vedere la montagna e il blog come avete letto in un precedente articolo, e’ arrivato per me il momento di coinvolgere altri in questa mia ricerca di ridare anima e voce al borgo fantasma di Laturo presso Valle Castellana, Teramo. Ma piu’ in generale faccio da oggi un appello per invogliare altri, nel progetto di credere che e’ impellente salvare un patrimonio di abitazioni rurali del castellano e tornare perche’ no’, ad una vita rurale e non solo ad un turismo rurale di giornata mordi e fuggi.
Perche’ questa idea o passione:
Perche’ quel territorio di montagna di un’estensione sconfinata, troppo per essere gestito e curato da un comune di appena 1000 anime (sito comune), pur con una voglia di lottare e non morire, ha bisogno di investimenti, amore e passione anche da fuori comune, regione, nazione. All’interno del territorio ci sono piu di 34 frazioni con una media di 2-3 residenti, molte di queste in completo abbandono da decenni. Alcune come Laturo abbandonate prima dell’arrivo della strada. Gioelli architettonici tramandati nei secoli. Villaggi che da ricerche fatte si sono mantenuti intatti per almeno 500-600 anni- Ed ora per il sopraggiungere dell’era industriale e del lento ma inesorabile spopolamento montano, hanno conosciuto una morte inarrestabile. In pochi legati fortemente alle proprie radici, tra immense difficolta’ hanno investito nel loro passato, proiettando una speranza di rinascita montana e continuando seppur come seconde case a non lasciar morire un sapere montano lungo secoli. Ma sono in pochi. Il resto si sta’ cancellando sotto le piogge autunnali o le pesanti nevicate invernali. I tetti non reggono, le travi si piegano sotto la neve, gli angoli si sgretonalo e cosi’ anno dopo anno, ripassando dagli stessi sentieri non puoi far altro che assistere all’involuzione.
Fermiamo questo declino. Abbiamo un patrimonio che ci invidiano nel mondo!!!
Vi faccio un piccolo flash back. Un anno fa’ correndo, mi imbatto nel preappennino dei monti Gemelli all’interno dei Monti Gran Sasso Laga. Qui tra le varie mulattiere di collegamento non posso far altro che rimanere estereffatto dallo stato di abbandono non solo dei sentieri, ma dei villaggi un tempo importanti nuclei di vita e scambi tra gente di montagna. In questo lembo di montagna posta tra i 600 e i 1000 metri troppo distante da Teramo per essere presa in considerazione, molto vicino ad Ascoli , ma purtroppo fuori comune, c’e una zona che passa per le Vallate di Olmeto, Laturo, Pantana, San Vito, Leofara ecc, dove fioccano splendidi casolari vecchi di secoli fino a interi villaggi da poche case a numerose, con tanto di chiese e scuole. Insomma piccoli nuclei autosuffcienti che ormai da 50 anni sono abbandonati o fortemente spopolati. In questo sito trovate un archivio frutto di un bellissimo lavoro di censimento:
www.seripubbli.it
Dei tanti troppi ruderi e paesini sparsi tra queste selvaggie e rigogliose montagne appenniniche, ne cito alcuni che in questi mesi sono stati meta dei miei trek o dei lavori di volontariato per la ripulitura delle piste di collegamento:
lepora, serra, collegrato, valzo, olmeto, laturo, corvino, il pizzo, vallecchia, cornito vecchia e nuova e una innumerevole presenza di splendide costruzioni in pietra, piu’ o meno isolate dal mondo disseminate in un territorio di una vastita’ impressionante.
Io rimasi folgorato dal piu’ grande, Laturo. 150 persone fino al 1950 vi abitavano stabilmente. 30 case ormai solo 4-5 salvabili, sparse su uno sperone di roccia, che domina una valle ricca di acque e di boschi. non una luce, ne’ un rumore. ne’ strada. solo una ripida pista per fuoristrada, la puo’ collegare al mondo in stagioni non piovose. laturo e’ il simbolo a mio avviso di uno degli ultimi angoli di vita autentica di montagna. L’isolamento e’ stato la sfortuna per i proprietari costretti ad abbandonare l’intero villaggio, ma la fortuna per un luogo che e’ rimasto praticamente intatto, per nulla antropizzato. Qui da giugno 2011 sto portando avanti un personale progetto di riaprire le vie di collegamento per laturo dopo aver di recente completato la puliza da rovine e da rovi della via principale. Un luogo fiabesco di stampo medievale con un lungo vialone di accesso e muretti di sostegno, che conducono al nucleo centrale. Qui dopo malintesi iniziali, con anziani eredi spesso inconsapevoli dello stato di forte degrado che versa il paese, direi inagibile, non si lasciano facilmente coinvolgere nella vendita o affitto di splendide seppur malandate abitazioni di un tempo, fatte da mastri scalpellini, con opere di edilizia impensabili ai giorni nostri. Travi e architravi intagliati a mano, edifici con muri da 90 di spessore dove grazie alla dimesione, la temperatura e’ fresca in estate e tiepida in inverno ; qui’ si viveva con poco o nulla, bastava il cibo. Inverni lunghi e nevosi, estati di duro lavoro, ma dopo aver intervistato chi ancora puo’ raccontare, tutti mi dicono: si stava male ma oggi si sta’ peggio. L’obbiettivo un tempo era mangiare, oggi non sappiamo piu’ quale e’ il vero obbiettivo oltre lo spendere e sperperare.
Ma veniamo a noi. Da solo amici e appassionati di montagna non riusciro’ mai a salvare il poco rimasto in piedi. La mia attivita’ di guida e di futura associazione si sta’ concentrando in quell’area. Dopo mesi ho ottenuto un comodato per un piccolo fienile a laturo che personalmente e con immense ma appaganti, scomodita’, stiamo sistemando. Ma altre splendide case sono li’ che aspettano voi amanti dell’outdoor e della vita autentica di montagna per essere adottate e sistemate. Ho le visure in mano di tutto il paese, ormai sono conosciuto in zona per aver riaperto alla visita un borgo che fino a maggio 2011 era impossibile solo entrarci. Appoggiatemi, aiutatemi nell’”adottare laturo” nel diventare con me comproprietari, ugnuno con una piccola cifra simbolica di poche migliaia di euro. Negli anni diventereste titolari non solo di uno dei nuclei abitativi piu’ grandi e affascinanti della Laga, ma mettere a mio avviso un’ipoteca seria e alternativa, su un mondo che sta’ andando a rotoli. Dopo che anche Dario Fo’ non molto per scherzo, su Che Tempo che Fa’, sabato scorso,’ urla a gran voce che per salvarsi bisogna ritornare alla vita di un tempo e che le uniche popolazioni che sopravviveranno a questo declino saranno chi rimasto per secoli senza luce, riscaldamento ecc, cioe’ le popolazioni tribali ancora presenti numerosi nel pianeta, non vi esorto a mettervi l’anello al naso e a governare l’aratro.Giammai, troppo pessimismo seppur in tono ironico di un grandissimo premio nobel.. Vi chiedo perche’ non farci una visita. Saro’ disposto ad accompagnarvi e mettere al vostro servizio l’esperienza maturata in questi mesi.
Perche’ investireste piccole cifre per “adottare un borgo”??:
una sola o tutte insieme queste motivazioni valgono il piccolo investimento, se a crederci non rimango solo..
Per le ferie
per sport in tutte le stagioni
per respirare aria buona
per raccogliere castagne e funghi
per essere all’interno di una delle zone montane piu belle del centro Italia e vicinissimi a tutti i parchi piu famosi
per allontanarsi da un mondo troppo caotico
per ricercare se stessi
per tornare a vivere con i mestieri di un tempo, imparando dai pochi anziani in grado di tramandarli
Per non lasciar morire splendidi edifici in pietra che potrebbero essere un patrimonio dell’unesco
per andare a spasso con mulo o cavallo
per chi e’ amante della vita di un tempo
per dedicarsi alla scrittura o alla lettura
per chi possiede della sana follia nel suo dna
per portarci la compagna
per portarci la moglie
per creare una famiglia
per cercare tartufi in compagnia dell’amato cane
per ritornare e provare a coltivare e allevare come i contadini di una volta
per chi crede nella bioedilizia e nella facilita’ oggi grazie alla tecnologia di abitare dove prima era difficile
per chi si accontenta delle cose semplici
per chi si adatta a tutto rinunciando al superfluo
per chi pensa che cosi’ non si puo andare avanti per molto
per chi non crede che a laturo si puo’ campare bene con 100-15o euro al mese
per passarci un giorno
per passarci un mese
per abbandonare tutto e andarci a vivere
venitemi a trovare (ma prima chiamatemi non abito ovviamente li) a Laturo di Valle castellana prima che arrivi la neve. saro’ lieto di accompagnarvi e spiegarvi tutto. Adottare un borgo e’ chiaramente un invito anche per altri nuclei abitativi del castellano.
Questo e’ lo step a mio avviso :
1)innamoratevi di un posto
2)esploratelo e capite pro e contro
3)tornateci alcune volte
4)cercate le visure delle case che vi interessano e commissionate ad un bravo geometra la trattativa spesso estenuante
5)iniziate se la cosa va a buon fine a prendevi cura del luogo e dei suoi collegamenti, reintrecciando, conoscenze e maestranze montane, contattando i vicini, scambiando merci e aiuti vari.
6) dopo mesi o anni , potete essere certi di aver adottato una casa, averla salvata, averci ricreato vita e movimento e interesse in un luogo che poco prima era dimenticato.
7) e’ iniziato il viaggio all’incontrario. le citta’ ormai al collasso, la migrazione verso le aree montane dove legna da bruciare, acqua da bere per ora non sono un lusso per pochi.
Proprio quello che da mesi noi di Mountain-Fitness stiamo portando avati a Laturo, dedicandogli ferie e tempo libero
Benvenuti a Laturo, il motto che vi si presenta appena arrivate in paese,
L’ultima frontiera
Fede
11th settembre 2011 09:18am
Federico
DOMENICA 23 OTTOBRE

(Laturo in una foto di alcuni anni fa’ con la Laga sullo sfondo innevata)
Dalla diga di Talvacchia a Settecerri passando da Serra, Collegrato e la mitica Laturo.(Il percorso potrebbe essere effettuato anche dall’altro senso di marcia, dato che in ogni caso si tratta di una traversata obbligandoci a gestire le auto prima e dopo il trek.)
Con piacere vi presento un’uscita autunnale targata Mountain-Fitness, questa volta adatta a tutte le “gambe”, tra gli splendidi e abbandonati sentieri del preappennino dei monti gemelli. Toccheremo alcune delle frazioni piu o meno abbandonate, nel territorio di Valle Castellana, Teramo.
Il percorso mai impegnativo seppur lungo, spesso passa all’interno di enormi castagneti. Dove possibile in castagneti abbandonati, raccoglieremo un po’ di frutti per cuocerli davanti al camino.
Al termine dell’uscita nel borgo di Settecerri, consumeremo una merenda presso l’abitazione di uno dei privati del luogo che gentilmente ci ospitera’ nella sua dimora, non essendoci in zona nessun tipo di bar o ristorante.
Ci organizzeremo con auto proprie per raggiungere Ascoli, quindi il punto per la partenza del trek.
Non e’ prevista alternativa in caso di mal tempo, ma il giro verra’ semplificato
ITINERARIO:
Dislivello 1150 D+, partendo da Talvacchia, 400 circa partendo da Settecerri.
impegno (EE-E)
quote tra i 500 e i 1200 metri
tempo totale 4-5 ore circa di trek effettivo soste escluse
ABBIGLIAMENTO:
scarpe da escursione impermeabili e traspiranti con adeguata suola antiscivolo vibram o simili oppure per chi ha dimestichezza gia’ con la montagna, scarpe da running (queste ultime solo da outdoor, vedi Salomon), calzino in tessuto traspirante, calzone rigorosamente lungo adatti all’escursionismo, maglia primo strato a pelle in tessuto sintetici (evitare il cotone) , felpa o secondo strato in tessuto sintetico, giubbetto antivento e pioggia , pile leggero(facoltativo in base alla giornata) , cappello di cotone e lana(facoltativo in base alle esigenze e temperature), guantini leggeri(solo se freddo), occhiali da sole, zainetto con una maglietta di ricambio, acqua e cibo. Facoltativo ma consigliati, bastoncini per camminare, (medicinali personali se li usate)
ORARIO:
il trek parte alle ore 8.30-9 dal posto. La partenza per chi e’ di ancona e’ alle 6.30-7 circa
MERENDA
E’ prevista al termine dell’uscita una merendona presso l’abitazione di un privato di Settecerri che gentilmente ci ospitera’.
COSTI:
-Escursione durante tutto il trek con guida escursionistica euro 10
-sosta per merendona euro 15 bevande incluse
REGOLAMENTO e ADESIONI
1)La guida ambientale ha facolta di non accompagnare in montagna coloro i quali ad insindacabile giudizio della guida stessa, non siano idonei con attrezzatura e allenamento ad effettuare l’ uscita prevista. E’pure insindacabile la sospensione, o cambiamento dell’itinerario anche il giorno stesso, se le condizioni non fossero valutate idonee(forti temporali, nevicate) L’adesione alle uscite e’ autolimitato a 15-20 persone, purche’ maggiorenni. In caso di adesione sotto le 6 unita’ l’uscita verra’ sospesa.
2) Le adesioni mi devono pervenire tramite mail, cellulare, facebook nell’evento dedicato, entro il 15 ottobre.
E’ obbligatorio l’acconto di 10 euro entro tale data solo per chi risiede nelle vicinanze di Ancona. Vi ricordo che organizzare un evento simile prevede una mole di lavoro non indifferente, compreso l’organizzazione e l’impegno dei privati nell’acquistare cibo per la merenda. L’adesione e’ quindi vincolante, prima di segnarvi e fare gruppo vi chiedo pertanto di essere sicuri sulla vostra reale partecipazione alla giornata.. Sara’ escluso dall’evento quindi chi non versa la caparra entro i termini stabiliti. La caparra sara’ restituita unicamente se l’escursione sara’ annullata dalla guida per cause di forza maggiore(malattia, cattivo tempo ecc)
3) In collaborazione dell’Azienda Bioearth sara’ offerto un gel AGISKO ad ogni partecipante e un adesivo MOUNTAIN-FITNESS.
Qualsiasi ulteriore info 3357812774
vi aspetto
federico
15th agosto 2011 08:42pm
Federico

Ecco in sintesi dalla loro penna impegni e resoconti per questa stagione 2011
Da Maggio ad oggi tra me e mia moglie abbiamo disputato parecchie gare di triathlon e di mountain byke.
Tutti gli allenamenti (svolti per lo più alle sei del mattino) sono stati eseguiti regolarmente con il sostegno dei gel AGISKO e dei Sali minerali di questa ditta meravigliosa. Devo dire che quest’anno sia in allenamento che in gara le energie ci hanno sempre sostenuto, i piazzamenti per Michela non sono mancati, sia in gare regionali, dove ad Arcevia e’ arrivata prima assoluta, sia in gare in bici da strada: i sette muri Fermani (gara nazionale di gran fondo molto dura per la presenza di salite molto ripide), piazzandosi terza assoluta e seconda di categoria.
Per me il debutto nel triathlon e’ stato fantastico, anche se non e’ semplice allenare le tre discipline in maniera costante, le soddisfazioni non sono mancate.
Per i il futuro, ho programmato un 70.3 Ironman a Settembre, e la maratona di New York a Novembre, entrambi disputeremo tre importanti gare in MTB, due a Settembre in Italia ed una ad Ottobre in Francia, la Roc d’Azur, la più importante gara nazionale in fuori strada Francese.
Resoconto DOLOMITI SUPERBIKE MTB
SABATO 09/LUGLIO
VILLABASSA (BZ)
110 km con 3357 metri di dislivello totale ,per questa gara che in realtà è una grande festa per tutti gli amanti delle mtb..
Sveglia alle 5.00 , per essere in griglia alle 7:00..Non vedo l’ora di partire , il sole è già alto è lo spettacolo delle montagne che mi circondano suscitano in me rispetto e timore.
L’aria è frizzante e una musica di sottofondo accompagna il nostro start.. 3..2..1.. partiti
La prima salita sembra non finire mai ,dopo un primo tratto di asfalto si prosegue su sterrato per poi attraversare un sottobosco, bisogna spingere in questo tratto per cercare portarsi più avanti possibile evitando inutili rallentamenti. Segue un single-tack in discesa impegnativo per via del fondo viscido.
E’ dura non cadere ma passo indenne.. Si prosegue per uno sterrato che attraversa malga Silvestro e raggiunge la sommità del monte poi ancora discesa veloce fino a San Candido.
Il calore della gente lungo le vie regala nuovo vigore alle gambe che ora iniziano a dare i primi segnali di fatica , un gel Agisko prima di affrontare la dura salita al monte Elmo : da 1200 m di San Candido si arriva a quota 2200, e qui c’è il GPM , con strappo finale durissimo dove molti preferiscono scendere e spingere per salvare le gambe. Lunga discesa , dove lascio correre la bici , segue, un tratto di pista ciclabile ( con vento contro) dove spingere è fondamentale per non perdere posizioni,da qui si prosegue con la salita al rifugio Baranci (1500) non molto lunga ma fondo sconnesso nell’ultimo tratto.
Imboccata la ciclabile che collega Dobbiaco a Misurina, mi dirigo verso Prato Piazza..le gambe sono dure dalla fatica e quella strada è ingannevole sembra pianura ma in realtà e tutta da spingere e un leggero vento contro in alcuni tratti rende tutto più divertente..Finalmente arrivo alla base della salita che si inerpica fino a Prato Piazza(2140) , l’ultima grande fatica.. Affronto la salita con una rinnovata energia e in breve raggiungo la sommità dove lo spettacolo è impareggiabile.. Sono felice questa gara mi ha regalato momenti indimenticabili.. Sento le persone che mi incitano per nome .. Alcuni ragazzi mi fanno cenno di seguirli ..ci aspetta la lunga discesa finale che ci riporta a Villabassa.. Una folla è li pronta ad applaudire ogni singolo bikers , è bellissimo .. sprint finale e finalmente il traguardo… peccato è già finita!!!!
15 ° assoluta donne e 3° di categoria con un tempo di 6h53’ .
Altre foto visibile su FACEBOOK
Con loro, in tutta la stagione, gli integratori AGISKO
www.agisko.it
8th agosto 2011 07:40pm
Federico

Fast Trek di esplorazione e autosufficienza idrica e alimentare in uno dei luoghi piu’ intatti e selvatici d’Abruzzo.
Niente corrente elettrica, niente strada.
Sport e tecniche di sopravvivenza, come accendersi un fuoco, pescare, lavare panni e piatti a impatto zero, lavarsi e bere con acqua di torrente e tante altre immense emozioni.
Monti Gemelli
Fede, Giulia e i loro ospiti
A breve si replica
19th luglio 2011 03:30pm
Federico

Con Max uno degli anelli piu’ belli da realizzare in zona Sibillini. Un lungo avvicinamento da Fiastra alla Priora, poi tutto d’un fiato in picchiata dal Rotondo dentro in Rio sacro. Un’esperienza completa per mountain-biker esigenti e tecnicamente preparati. L’ho definita una delle tante esperienze “definitive” o ti diverti o soccombi. Bello, infinito, lungo, tecnico, pericoloso in alcuni tratti, adrenalina a fiumi, aria frizzante oltre i 2000.
6 ore, 60 km, 2200 d+ con un caldo che sfiorava i 33 gradi al rientro al lago.
Degni di nota i soggiorni intorno al La go. Splendido regno di silenzio, acqua cristallina. Noi eravamo in camper, canoa e tutto il necessario per una 3 giorni di sport avventura e natura. Nuoto, canoa, bici, grigliate, forre e tanto, tanto buon cibo alla splendida e amata fattoria del panda presso la Quercia della Memoria, vero scrigno di arte contadina riportata sapientemente in cucina
fede, max
tutte le foto visibili su facebook
22nd giugno 2011 09:22pm
Federico
Laturo dopo decenni sta’ tornando a respirare, non vivra’ per molto probabilmente un paio di inverni saranno fatali ai solai e tetti. Alcuni edifici sono gia’ pericolanti e pericolosi, quindi chi arriva laggiu sempre in guardia. Ma sentivo il dovere di ridare un’anima e una voce ai vecchi residenti, spesso emigrati in altre nazioni. Il collegare borghi e sentieri ricreando, vita e movimento, dove un tempo ferveva e brulicava di gente e animali e’ sempre piu attuale tra i miei interessi. Laturo e’ un paese simbolo del mio impegno,l’ho definita l’ultima frontiera, ma presto altre zone attorno ai gemelli e alla laga torneranno ad essere fruibili da escursionisti esigenti. Purtroppo il lavoro e la passione di un singolo che alla montagna deve tanto non basta a cancellare una storia di sentieri e villaggi lunga secoli. Senza adeguati e continui fondi necessari al ripristino di carrabili e ripristini edili urgenti, molti luoghi a breve saranno solo un ricordo in foto. Un servizio comunque prezioso il mio che offro per passione a me stesso ma anche al comune, a proprietari spesso inconsapevoli di possedere vecchie porzioni di ruderi e ad escursionisti esigenti e ambiziosi in grado di scovare nella carta percorsi meno turistici e frequentati dei gruppi adiacenti. Potrete quindi in tanti’ contare in quest’opera di rinascita montana e valorizzazione di un’ecoturismo anche grazie al mio prezioso e spero, capito, apporto. Per dotare me e i miei collaboratori degli attrezzi necessari a ripulire(rigorosamente a mano e senza ausili motorizzati) da rovi e piante infestanti, splendidi edifici costruiti anticamente con tecniche sopraffine, ho ritenuto oppurtono dotare due vecchie stalle per rimessaggio attrezzi, cosi’ ogni volta non mi devo caricare tutto in spalla per i lunghi tratti che separano l’auto dal borgo.Una vecchia fonte aime’ priva di acqua rende molto dura la permaneza nel posto. Chi passasse di la’ non si preoccupi, non ci vive nessuno stabilmente. A chi interessato al mio lavoro, o che voglia contribuire con volontariato, mi contatti, di lavoro “antistress” ce n’e’ per almeno 5o anni…

“la mia ricerca di sentieri e vite dimenticate, villaggi sperduti e irraggiungibili in auto, mi sta’ facendo fermare nell’appennino tra Laga e Gemelli. Qui’ ho iniziato una personale e difficile opera di ripulitura villaggi, al fine di creare una rete fruibile di percorsi. Un luogo magico, ma scarsamente frequentato. Per un po’ mi troverete con macete e roncola tra queste dirute frazioni, ma il benessere e la liberta’ sono totali.”
Lavori in corso.
Da un po’ e forse qualcuno se ne sara’ gia’ accorto, il sottoscritto oltre che atleta e guida di montagna, sta’ diventando montanaro a tutti gli effetti. Quando un mio caro amico un giorno mi disse, che la vita che stavo conducendo e’ si elitaria e splendida, ma da turista di montagna, un po’ come “mordi e fuggi”, un senso di parzialita’ nel vivere le emozioni in quell’ambiente, mi turbava. Appagato il piacere si ritorna alla caotica ma sicura vita di citta’. Questo un po’ mi ha urtato nel mio animo, tanto da chiedermi se dopo 15 anni macinati a percorre sentieri e a creare spesso nuove tendenze in fatto di outdoor, compiere dislivelli impensabili, correre, correre, sciare, sciare, correre, sciare, camminare, pedalare, arrampicare…non venisse il momento di riflettere e chiedermi; ma sarei capace di vivere nell’ambiente che apprezzo e che mi ha formato carattere, personalita’ e stile di vita?
La risposta e’ forse.
Quindi dopo svariati sopraluoghi, ho scelto Il Parco della Laga, versante Teramano, per questo inizio di montagna “diversa” meno da turista e piu’ da montanaro .
Non aggiungo altro, progetti in corso, fondi, sedi, ripuliture sentieri, manovalanza, quello che sto’ provando in questo ultimo mese e’ il tassello che mancava ad un puzzle quasi al completo.
Continuate a non capire non vi ho detto molto, ma da oggi il blog si trasformera’ da un semplice ma accurato reportage di viaggi, uscite e allenamenti, anche in esperienze e difficolta’ quotidiane di vita vissuta da “residente” .La strada ancora e’ lunga e le sfide sono piu’ complesse che salire l’everest senza ossigeno, ma le parole del mio amico proprio non le avevo digerite…
Dall’archivio Mountain-Fitness ho rispolverato questo
Nel borneo Teramano
A presto Fede
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