Finalmente in dotazione per i nostri impegni in montagna la barretta della Linea Greenology commercializzata da Bioearth.
Un test di un paio di giorni, fondamentale per capire che, oltre ai gel di maltodestrine Agisko, in lavori pesanti, lunghi e stancanti, si deve affiancare anche un cibo di consistenza solida ma al tempo stesso velocemente assimilabile, digeribile e composto di alimenti naturali con una sufficente dose di energia. Credo sia l’unica barretta esistente in commercio ad inserire nella sua formula la preziosissima alga Spirulina.
La barretta di 30 grammi sviluppa circa 114 kcal.
Un prodotto a mio avviso da tenere sempre nello zaino e da bilanciare in giusta dose(chiaramente in base al tipo di lavoro e ai consumi individuali) con i gel e con la reintegrazione salina.
facciamo un po’ di chiarezza sulla strada percorsa fino ad oggi da mountain-fitness, su come vedo il presente, il panorama montagna e i nostri obbiettivi futuri,
Di nuovo alle prese con i preparativi, per i prossimi impegni (9-10-11 agosto) con Giampiero di Federico alla Maiella. Mi rendo conto che molti lettori del blog probabilmente piu’ runners che alpinisti, si chiederanno come mai questo pesante sconfinamento in un mondo poco frequentato fino adesso da Mountain-fitness. In realta’ distinguerei una cosa fondamentale. Una cosa sono le attivita’, come per altro ben specificato nelle nostra sezione ATTIVITA’a disposizione dei clienti che in qualita’ di guida, la legge mi permette di esercitare, una cosa sono le reali passioni, che un frequentatore assiduo di outdoor, in anni e anni, ha provato e sperimentato. Questa distinzione vi fa’ subito capire che per la legislazione, che sancisce i limiti dell’accompagnamento alla categoria di cui faccio parte, permette di esercitare in montagna, fin dove si riesce con l’uso delle gambe, ma per il mio bagaglio di esperienze maturate in anni di montagna, spesso da autodidatta, si deve ricorrere spesso all’uso delle mani(vedi piccozze) e soprattutto cosa che molti non immaginano fermandosi al semplice gesto della corsa, ad usare la testa.(non mi riferisco alla resilienza, peraltro fondamentale nella corsa oltre un certo chilometraggio) Immaginate l’evoluzione, di un approccio alla montagna, che all’inizio, in una fase precoce, partendo dal basso, si limita all’uso delle gambe, poi con l’avanzare delle esperienze e difficolta’ prevede l’utilizzo di uno o entrambe le braccia, e infine si raggiunge l’apice con il coinvolgimento assiduo e costante della mente, quando dobbiamo prendere decisioni fondamentali per la nostra incolumita’, impostare un tracciato di rotta, districarsi da imprevisti con utilizzo di corde ecc… Il Trail-Skyrunning in autogestione, L’alpinismo, lo scialpinismo e l’arrampicata, il tutto magari arricchito da spedizioni, sono il massimo grado di perfezione e conoscenza dell’ambiente montano; ma allo stesso tempo pericolose e affascinanti, dove alla semplice fatica fisica, subentra un’intensa dose di adrenalina, fisiologica risposta dell’individuo all’aumentare del pericolo. Quindi le scelte sono di due tipi: O ti affidi a guide alpine ad ogni uscita, oppure ognuno dei componenti di un’uscita di un certo livello, si deve rendere autonomo. Ecco quindi e spero di essere stato chiaro, con chi puo’ a primo impatto non capire, come mai ultimamente sto cercando di elevare sempre piu’ la mia frequentazione montana all’utilizzo non solo del fisico ma anche della mente. I paletti imposti da qualcuno che oltre il proprio orticello non se la sente di andare e’ dovuto a scarsa competenza e passione in quello che sta facendo. La visione e’ piu’ globale a 360°, l’approccio alla montagna non commerciale(ossia il solo iscriversi alla garetta e affidarsi a qualcuno dalla a alla z, cosa peraltro gia effettuata in passato) e’ pur legittimo ma e’ a mio avviso un po’ limitante e ripetitivo. Apro una parentesi su quest’ultimo punto: Come molti si saranno accorti da tempo il filo conduttore del blog seppur con dovute e meritate eccezioni (i nostri atleti impegnati in ultra e durissime competizioni) non evidenzia piu’ le gesta di atleti in gare, di resonti a manifestazioni ecc ecc..Sempre piu’, e a mio avviso troppo, alcuni autori, organizzatori , spacciandosi per depositari di culture trail o sky si rendono testimoni della filosofia dell’andare in montagna. Riviste che dedicano il 90% a resoconti gare, e il resto a superficiali approfondimenti, competizioni aperte a tutti senza la minima selezione, spesso con incidenti gravi, spaziando dalla salsiccia o porchetta trail fino al utmb, mi fanno distaccare sempre piu’ da questo finto spirito di montagna, dove alla fine rimangono tonnellate di rifiuti in terra, soldi nelle tasche degli organizzatori e poco altro. Siamo stati in grado negli anni e sfido qualcuno a dire il contario, a portare la cultura podistica spesso semplicistica della strada, in montagna, su ferrate e su percorsi lunghissimi senza preoccuparci dell’impatto che potesse avere, ma pensando unicamente all’indotto che simili fenomeni portano al turismo locale. Prediligo quindi dar spazio ad autogestioni, a resoconti di viaggi, allenamenti, spedizioni, a solitarie ecc, o a semplici avventure escursionistiche in giro per le nostre montagne. Questa rimane la vera poesia a mio avviso. Il sapersi continuamente mettere in gioco, appprendere da veri maestri, le necessarie tecniche di sicurezza e autosicurezza, ci permettera’, ma solo a chi ha deciso di iniziare questo percorso, di crescere di livello, ma soprattutto di affrontare la montagna in una forma piu’ matura e consapevole. Continueremo ad amare e praticare il trailrunning, lo skyrunning, continueremo a sommare dislivelli abissali in pochi istanti, ma se serve sapremo gestire pericoli e contrattempi con la testa da alpinisti e meno da corridori, pur facendo salvo il mio stile di montagna che e’ quello del running e della velocita’. E’ questo l’impegno che spero chi mi seguira’, vorra’ condividere, per una montagna a mio avviso piu’ adatta a “montanari” piuttosto che a podisti “montanari” improvvisati della domenica..
A buon intenditor…
Tra alcuni giorni vi faro’ saper come sta’ procedendo l’approccio con il verticale e su cosa consiste tecnicamente questa full immersion con la guida e istruttore Giampiero.
Ps. Ho appreso solo oggi dal link di Montagna tv che uno dei piu’ forti skifreerider lo svedese Ericson e’ deceduto nel tentativo di discesa con gli sci dal K2. Era una delle poche leggende viventi in grado di imprese simili. Un destino infame dopo che al precedente tentativo era deceduto l’Italiano Fait. Date un’occhio al link Montagna tv
(Un saluto da “tetto-” grado 6a Falesia di Roccamorice)
Appena tornati da 5 intensi giorni immersi nella Maiella piu’ autentica, ospiti in una “dimora” che regala emozioni profonde, ma solo a chi in grado di carpirle. Per chi apprezza un Abruzzo autentico fatto di sapori, di vette, di aria rarefatta, di temporali improvvisi, di animali selvatici, forre e eremi inaccesibili. Una Maiella ricca di storia e abitata da gente ospitale e tenace. L’abbiamo di nuovo vissuta da dentro, dall’interno, appesi alle verticali pareti, di duro calcare, con il nostro grande Giampiero, per continuare il corso di alpinismo/arrampicata, dove oltre ai rapaci che ti volteggiano sopra, pochi altri rumori disturbano un’oasi di autentica pace. Abbiamo percorso in lungo e in largo i suoi valloni, corso per ore e ore sommando dislivelli himalayani, ci siamo misurati con le orride e inaccessibili rave dell’alto Orfento,con le gole di Santo Spirito, i valloni delle Mandrelle, Cannella e Macchia lunga, ripercorso i sentieri spesso cancellati dal tempo che collegavano, alpeggi e Eremi, ma soprattutto ci siamo dedicati anima e corpo, con sincera passione all’apprendere dal Maestro, l’arte delle manovre su corda e le giuste tecniche per arrampicare. Una dimora-museo dove come in un tempio religioso, mente e corpo si fondono per regalare sensazioni e emozioni sportive che ci hanno lasciato ricordi bellissimi.
(le greggi, i tholos e le imponenti vette: questa e’ la Maiella)
(L’ immensa val Cannella al Monte Amaro quota 2800m.)
(L’odore del Pino Mugo, simbolo della montagna Madre)
Non aggiungerei altro, il corso andra’ avanti e tornare nel B&B Santo Spirito vi giuro sara’ di nuovo un vero piacere.
Avvolti da un’atmosfera mistica abbiamo corso e ci siamo immersi nel regno di Pietro da Morrone nella Maiella piu’ autentica e spirituale.
Ma non finisce qui’. In compagnia di Giampiero di Federico, uno dei piu’ forti alpinisti abruzzesi di tutti i tempi, iniziato un corso di falesia e alpinismo nelle falesie di Roccamorice.
Inizia per noi un percorso nuovo che completera’ il nostro bagaglio di conoscenza montana.
Non potevamo desiderare maestri piu’ validi di loro.
(Fede in longa manus grado 6a falesia di Roccamorice)
In attesa del resoconto va’ un ringraziamento personale a Giampiero che ci ha sinceramente, da fuoriclasse come e’ lui, inserito in questo ambiente nel modo piu’ sereno e professionale possibile.
Pubblico un breve resoconto dei due fortissimi atleti, peraltro in continua crescita, Manuele e Michela nelle loro ultime esperienze in competizioni in montagna e non solo.
Vi faccio di nuovo le congratulazioni e speriamo presto di organizzare qualcosa insieme.
In attesa di prossimi resoconti di questa forte coppia, vi lascio ad alcune foto e alla loro descrizione con classifiche:
8 marzo: strasimeno 58 km: miky 9° ass. in 5:29 h. io 103° ass. in 4.40 (con contrattura al vasto – soprannominato devasto!).
1° maggio: abbots way, gara a coppie di 125 km, primi assoluti cat twin team in 13:53 h.
15 maggio: le finestre di pietra a cantalupo ligure, 35 km, miky 3° ass. dietro alla famosa corinne favre, io 12° ass.
Inoltre:
ecomaratona di roma
teva extreme game ivrea 45 km 2000 d+ , miky 4° ass. in 5:20 io 20° ass. 4:53.
queste gare sono state programmate in crescendo durante la stagione come difficoltà chilometriche e di dislivello per cercare di adattare la nostra condizione fisica gradualmente, con lo scopo di portare a termine la “gara” in ottime condizioni fisiche e con il sorriso stampato sul volto. Abbiamo intervallato alla corsa anche parecchia bicicletta, cosa che ci ha permesso di staccare la spina dalle gare di trail per quindici giorni nel mese di giugno, nei quali ci siamo cimentati nella maratona delle dolomites, gara su bici da strada di 140 km. con 4000 mt d+ che passa sui più bei passi dolomitici, e solo io nella gara di mtb svoltasi la settimana dolpo a dobbiaco, di 120 km. con 4000 mt d+. La nostra filosofia e’ molto semplice, divertirsi, poi se si presenta il piazzamento siamo anche più felici, ma sicuramente non ci rovinerà la giornata un’imprevisto, o un atleta più forte che ci sorpassa.
Da quando si e’ presentata l’opportunita di “testare” i gel ed i sali minerali AGISCO le nostre avventure sono in qualche modo migliorate; da quando andiamo in montagna abbiamo sempre sentito il bisogno di trovare l’alimento piu’ idoneo piu’ digeribile o gradevole da assumere durante ore di sport, con questi gel, assunti ogni ora ed intervallati da una barretta energetica stiamo trovando un buon equilibrio enrgetico nella lunga durata.
un saluto da manu e miky.
Fede, Diego e Giulia spossati dall’ultimo sforzo nell’arrivare sul Camicia, non potevano far altro che commuoversi vedendo la sua foto.” Noi non ti abbiamo mai conosciuto in vita, ma l’amore per l’Abruzzo, per le nostre montagne che anche tu sicuramente apprezzavi abitando all’Aquila, ci fanno dedicare la nostra impresa sicuramente alla tua breve esistenza che grazie a questa foto di vetta e’ un po’ di tutti adesso. Non e’ la prima volta che mi commuovo in cima ad una vetta. Questo e’ forse il vero motivo che da anni mi spinge lassu’, cosi’ in alto. Qui, in cielo, la distanza con un’entita’ superiore, si accorcia sicuramente, ed e’ qui che i tuoi genitori ti cercheranno ogni anno. Buona fortuna Alessio”
Un immancabile ringraziamento all’Azienda Bioearth, il nostro prezioso fornitore di integratori naturali Agisko che in questa caldissima giornata, seppur le quote mai sotto i 2000 metri, ci ha costretto ad un uso intenso di sali, circa 3 litri, e di gel maltodestrine in circa 3 unita’ per le 6 ore di durissima prestazione. Non abbiamo avuto bisogno di cibi solidi.
Uno dei percorsi piu’ belli e complessi dell’intero appennino. Una prima per noi, che non ci aspettavamo cosi’ dura. . Montagna vera da affontare con tutte le dotazioni necessarie (kit da ferrata) e con un ottimo allenamento in un percorso mai banale e riposante. Non e’ adatto a mio avviso, a chi non ha dimestichezza con sentieri esposti e spesso cedevoli. Ricordarsi che nella stagione propizia e cioe’ l’estate o l’autunno sul percorso non si trovano fonti. La nostra prestazione scaturisce da duri allenamenti di anni e conoscenza montana, non invitiamo pertanto nessuno a confrontarsi con un percorso del genere in velocita’.