Provate a prendermi
Add comment luglio 4th, 2010
In corsa con Giulia, ma mi raccomando non la rallentate…
Location: unknown
Trailrunner: Giulia Giancarli
"la vostra guida negli appennini"
Add comment luglio 4th, 2010
In corsa con Giulia, ma mi raccomando non la rallentate…
Location: unknown
Trailrunner: Giulia Giancarli
3 comments giugno 30th, 2010

Un terzetto spavaldo, forte, motivato e allenato. Oggi con noi il grande e giovane Marco Mengarelli poco avvezzo, per ora all’outdoor ma con un motore capace di tirare per 3 ore e 30 su percorsi molto impegnativi, dove guadare con una gelida acqua fino alla coscia e’ stata una piacevole realta’. Ci siamo immersi in un mondo fiabesco, fatto di orride forre, prati verdi e in fiore e che culmina in vette di 2400 metri. Proprio perche’ tale lascero’ alla vostra conoscenza montana il saperlo riconoscere dalle foto. A tutti gli altri…pazienza…..
Vi elenco alcuni dati:
-30km
-1200 metri d+
-contusione bestiale in scivolata su ghiaione del sottoscritto
-canyon,gole e pinnacoli, bosco e lago
-cibo cucinato maestralmente
-compagnia all’altezza e fortemente preparata
-poche chiacchiere, molta sostanza
-un’oasi alternativa all’affollato mare adriatico
-una delle migliori location adatte al nostro gruppo
E adesso le foto








All’attacco, giornata meravigliosa, grazie ai presenti
3 comments giugno 14th, 2010
6/7 giugno, I Sibillini in raid come piace a noi

(al termine del primo lunghissimo giorno)

(Diego scruta il percorso verso il Fargno..sembra il duce)

(Lo scivolo impressionante della nord di vallelunga pronta per lo sci)

(lo scempio scandaloso. la ferita sulla pancia della sibilla)
Vi descrivo una delle ultime fatiche in compagnia di Diego tra le splendide vette dei Sibillini.
Innanzi tutto cos’e il raid.? E’ lo spostarsi per chilometri da un punto ad un’altro con l’obbiettivo di stare ore e ore sulle gambe, spesso a piedi ma anche in sci, bici o altro. Non importa il percorso, se esiste sentiero o se viene il buio. Sei tu e basta, in sintonia con l’ambiente, la natura e perfettamente a tuo agio con tutto cio’ che ti circonda. In questo spirito si viaggia spesso giorni e si condividono, fatiche, risultati, gioie, dolori, vesciche, freddo, caldo, pioggia, nebbia, vento e tutto quello che ad inizio giugno in luoghi cosi’ poco frequentati si incontra tra i 600 metri e i 2400 circa. Chiaramente a me piace uno spirito raid di autosufficienza e autogestione, dove per riuscire nell’intento oltre a conoscere il territorio, necessario anni di esperienza montana. Questo spirito di emozioni, di passare correndo dove da giorni nessuno transita, il dover far affidamento solo su te stesso, perche non esiste soccorso, dottore in gara e ambulanza pronta per il ritiro. Non puo’ essere un vero raid quello che si percorre in gara organizzata da altri. Li’ bastano le gambe qua’ servono, gia dai primissimi chilometri, anche mente ferma e capacita’ decisionali.

(la forcella della neve)
Progetto: Test per familiarizzare con dislivelli importanti e chilometraggio notevole in entrambe le giornate. Questa prima prova, risultava essere un ottimo responso in vista, se ci andremo, del tour della Valee’…
Idea di percorso: Primo giorno. Isola San Biagio, Monte Zampa, Corona Sibilla, Sibilla, Vallelunga Cima, Porche, Vallelunga, Capotenna, Infernaccio, Eremo San Leonardo, Priora, Berro, Fargno, Monte Rotondo, Casale Gasparri, Rio Sacro, Acquacanina, San Lorenzo al Lago. Secondo Giorno. Stesso percorso a ritroso.
E si, un totale il primo giorno di circa 55 km e 3500 metri di dislivello positivo che concludono il percorso nello splendido e accogliente lago di fiastra.

(verso il porche )
E alle 7.30 di sabato si parte con un bello zaino di 7 kg che ci impedisce spesso di correre anche in pianura ma sulla schiena avevamo tutto con noi, dal cibo, ai ricambi per la notte all’acqua oltre al minimo kit di pronto soccorso. E’ uno zaino prova, che avremo anche in Valle d’aosta, forse con qualche chilo in piu’. Un’infinita’ di paesaggi si susseguono, verdeggianti pascoli, sentieri erbosi ricoperti, ortica fastidiosa, creste affilate, sole implacabile in basso, vento ghiaccio e neve in quota. Un ricordo indelebile mi appare ora mentre scrivo, la fatica e il senso di smarrimento e di calo mentale, sulla interminabile spalla del Priora dopo 6 ore di raid. I 1600 metri di salita, in alto, su erba folta, senza sentiero, ci ha costretto a interminabili zig-zag. Poi in vetta ci e’ apparsa la restante parte del percorso e non vi nego che non eravamo messi benissimo. Il lago era minuscolo quasi invisibile, la fatica e i dolori gia presenti e pensare al giorno seguente un incubo. Ma si procede con il grosso delle salite alle spalle fino al Fargno, sorso di cola, snacks e si riparte di corsa fino alla croce di monte rotondo e poi in picchiata nell’interminabile Rio sacro. I 6 km di asfalto in sali e scendi fino al lago sono ormai entrati nella storia. Zoppicanti in 10 ore 55 minuti arriviamo alla pensioncina stanchi ma soddisfatti. Rifocillati a dovere, era tardi per un bagno nel lago, a nanna prestissimo. La domenica appena scese le scale ci accorgiamo entrambi che la giornata sarebbe stata un martirio. Fitte da acido lattico ancora presente, tendini doloranti e un caldo piu’ afoso del sabato ci scoraggiavano nel ripartire. Ed e’ qui’ che il termine di RESILIENZA tanto caro a Trabucchi, si e’ mostrato ad un tratto in tutto il suo vero significato. Le gambe non c’erano piu’ la mente ripassava il percorso fino all’arrivo, all’ auto, alla salvezza. Partiamo alle 7, di nuovo asfalto, poi Rio Sacro, Monte Rotondo, Fargno, qui’ decido di effetture un breve variante, passando per l’alta val di panico, Forcella della Neve, Bove Sud, Passo Cattivo, Vallinfante, Porche, Vallelunga, Sibilla. A causa di un tratto troppo tecnico per le nostre gambe ormai ridotte a bastoni duri come il legno, decidiamo (non credo sia stata una saggia scelta) di percorrere corricchiando tutto lo stradone(12 km) dalla Sibilla fino a Isola passando dall’omonimo Rifugio. 10 ore 30 minuti anche oggi, 2600 metri di dislivello positivo e 45 km, una lacrimuccia di soddisfazione e una smorfia di autentico dolore.

(al ritorno da cima Vallelunga)
E ancora dati:
-7 litri di acqua consumati in due giorni
-4 gel agisko al giorno a testa + 2 packgel di sali
-2 persone incontrate il primo giorno e 2 il secondo
-indispensabile uso bastoncini telescopici
-neve a chiazze presente in piu’ punti
-in molti tratti il sentiero e’ un lontano ricordo
-la salita al monte zampa ostica e isolata
-la salita al priora immensa
-ospitalita’ presso l’osteria del lago di fiastra
-coca cola al fargno e birra al rif. sibilla
-i compeed per le vesciche miracolosi
-non si vive di soli gel, quindi panino con prosciutto al top!!
ecc…….
Grazie Diego condividere un’esperienza simile in due e’ decisamente meglio.
Fede
1 comment giugno 10th, 2010

Vi aggiorno dell’ottimo piazzamento di Max e i suoi compagni di gara, Emanuele e Michela all’ecomaratona di Roma di domenica scorsa.
Questo in sintesi il messaggio di Max
“Michela 23° assoluta e 4° assoluta con 4:33; Emanule 4°di cat e 22° assoluto con 4:32′; Io 1°cat. e 36° assoluto con 4:55′…la Gara si è svolta a Frascati, villa Torlonia e poi sui colli attorno ai laghi di Nemi e di Albano. Percorso scorrevole, da andatura sostenuta, con poco tecnico, ma con una temperatura alta e quote non altissime. Ciao Max “
Tutte le info sul sito dedicato
Interessante il video di MiticoJane che riprende anche il nostro Max in corsa…
Un grazie ad Agisko per la fornitura in gara sempre preziosa e insostituibile.
Fede
4 comments giugno 7th, 2010
Pubblico flash questa foto con una smorfia di vero dolore, nonostante il colorito da alta quota..appena di rientro da uno dei raid piu’ importanti, lunghi e faticosi che abbiamo mai compiuto. 20 ore sulle gambe, su sentieri impossibili, spesso inesistenti, a spasso tra i Sibillini meno conosciuti, 6200 metri di dilivello positivo e oltre 90 km in due giornate consecutive.
Presto il post
5 comments maggio 15th, 2010
(l’ imponente roccia, segna la fine della lunga cresta, Fede e Max)
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Alla Lavaredo Ultratrail di passaggi impegnativi ce ne saranno parecchi, le salite lunghe a volte corribili altre meno prevedono l’aver macinato parecchi metri di dislivello in allenamento per consentire al fisico di arrivare pronto all’impegno non rischiando acido lattico e muscoli impreparati al tipo di lavoro. E cosi’ l’uscita l’ho studiata apposta per permettere a Max di migliorare la qualita’ del suo lavoro in percorsi tecnici, esposti e con importanti lavori muscolari che obbligano a tenere battiti elevati e a smaltire con sufficiente rapidita’ l’acido lattico che inevitabilmente si crea. Questo tipo di lavori piu’ simili a percorsi di skyrunning che di trail, permettono pero’ di insistere e mirare su una preparazione che difficilmente un trailrunner come Max esegue nelle sue sessioni. .. La mia personale idea e’ che in questo ambiente piu’ esperienze si hanno e meglio e’. Il bagaglio che acquisisci dal lungo inverno, te lo ritrovi poi nelle gare estive. L’arrampicata, lo scialpinismo, l’escursionismo o alpinismo, lo sci da fondo, la mtb, il fast trek e il nordik walking, sono tutte discipline che permettono di raggiungere il massimo della performance con un bagaglio completo al servizio del proprio sport, in questo caso il Trail.
(a picco sull’abitato di Falcioni)
In questo caso mi sono avvalso del Parco regionale Gola Della Rossa, a due passi da casa, dove oltre a bellissimi sentieri, ci sono impegnativi ghiaioni, affilate creste esposte, lunghe e inesorabili, con scalini di roccia naturale che non sembrano finire mai.
Quello che fa’ al caso nostro??…
E cosi’, velatamente intimorito da quello che gli sarebbe toccato, il grande Max si affida alla preparazione del sottoscritto, nel percorso che partendo dal paesino di Palombare vicino a Falcioni, sale ripido con un serpeggiante sentiero, spesso chiuso dalla vegetazione, fin sulla vetta del Mt. Murano nei pressi del Country House a 1000 metri circa. L’andatura da me impostata per allenarsi a correre sempre in spinta, prevede un passo di corsa sull’avampiede (la gioia per tendini e tricipiti surali) a blando ritmo, ma costante, dove la parola “adesso cammino”, non era minimamente accettata. Incredulo del lavoro che sta’ svolgendo, Max che in precedenti tentativi sul percorso, ha sempre alternato camminata a corsa, arriva fino in vetta sempre a ritmo running…La discesa con un vento e un tempo decisamente in peggioramento, avviene per il tormentato versante della cava, sopra la grotta del Vernino, dove tra balzi e ghiaioni ritorniamo alla statale di Ponte Chiarodovo. Ma il bello e’ appena iniziato. Respira profondamente, rilassati, riprendi le energie, mangia qualcosa, bevi un goccio di sali, questi i consigli che mi sono sentito di dare al veterano Max, prima dell’impennata verso la spalla del Revellone. Da qui’ inizia il sentiero “ad” alpinistico, che ci avrebbe portati in un’ora circa fin sotto la croce di vetta. Il comodo sentiero del Murano lascia il posto a roccia viva, dove per velocizzare l’azione bisogna correre, arrampicare nello stesso momento. Gli ricordo mentre i battiti sono alle stelle e le gambe trafitte da lame di coltelli, che piu’ che corridori dobbiamo simulare degli stambecchi. Ricordo chiaramente, il vento, l’esposizione, le prime gocce d’acqua, i muscoli stanchi e rigidi dalla paura, la mente che prova a resistere allo sconforto, ma un’unica espressione, volando in discesa dalla Grotta Fucile alla macchina che e’ quella di gioia…
Grande un percorso che lascia il segno, in tutti i sensi..
Fede