Con un inverno aime’ misero per le nostre regioni Marche e Abruzzo in fatto di neve, temperature e stazioni scistiche aperte, l’esodo verso nord purtroppo e’ iniziato. Non mi e’ mai capitato in anni di attivita’ di dover puntare il naso cosi’ spesso verso le regioni settentrionali, peraltro sommerse da copiose nevicate. E cosi’ avendo solo il sabato a disposizione, nonostante annunci meteo preoccupanti, entro sul sito www.cimonesci.it e mi organizzo per una giornata di scialpinismo lungo le piste e allenamento che si rivelera’ un’odissea..(per il sottoscritto e per i compagni con me, un’odissea dal bilancio positivo).
Ma veniamo alla descrizione:
Partenza alle ore 4.30 direzione Sestola. Con me in una Mercedes stracolma di attrezzatuta da backcountry e scialpinismo, Diego e giulia. All’altezza di Vignola nel modenese, la pioggia mista a neve, iniziava a attaccare sul fondo stradale e a 40 km dall’arrivo la strada aveva le sembianze di una pista da scii. Arrivati a Sestola dopo numerose sbandate, controsterzi(la mercedes ha la trazione posteriore!!) i Carabinieri obbligavano alle catene..Mi e’ toccato anche a me ovvio!! L’aspetto del paesaggio di stampo canadese vedeva nella localita’ di Pian del falco accumoli di oltre 80 cm di fresca e con bufere in atto.
Si preannunciava una giornata non facile. Visto le piste completamente non battute e sommerse da neve polverosa decido di approfittare di due salite con gli impianti per godere di piste non tracciate a forte velocita. Dai 2000 ai 1400 metri in un battito di ciglia, con un white out impressionante e tracce che si richiudevano al nostro passaggio.
La restante parte della spendida e fruttuosa giornata e’ passata a faticare con pelli e ciaspole per salire e scendere a bordo pista, dove ad ogni passo si sfondava e dove il vento ci costringeva a sforzi supplementari. Alle 13.35 dopo 1000 metri circa di dislivello, umidi e infreddoliti fino alle ossa, decidiamo di scaldarci con vov e grappe e osservare dalla finestra del rifugio una tempesta sempre piu’ intensa.
La giornata e’ finita li’, almeno dal punto di vista atletico. E’ continuata per me, presso Mountain Experience di savignano dove in 1 ora circa sono riuscito a farmi valutare la mia vecchia attrezzatura da sci, scarponi e comprare tutto nuovo…
Dynafit chiaramente.
A presto per il test del mio nuovo Seven Summit, attacchi Diamir eagle e scarponi Dynafit zero 4 ganci.
Il ritorno sulla neve nel parco del Sirente Velino. Un ritorno che anche per me amante del freddo ha creato un po’ di problemi.
E cosi’ alle 5 di sabato partiamo destinazione Ovindoli. Fuori ancora buio, piove a dirotto con una pioggia che gia’ in Ancona era mista a neve. La prospettiva di blocchi del traffico in autostrada era reale. Seppur con fatica nonostante le quattro motrici, arriviamo alle 8 nel piazzale sommerso dalla neve della localita’. La strada non soggetta a pulizia causa 30 cm caduta nella notte sembrava una pista da bob. Il termometro in auto segnava -10.5. Tutto il giorno curve sulla polvere in sci con pochissima gente, bufere in quota ma impianti aperti regolarmente, come si addice ad una localita’ in forte crescita che vanta assieme a Roccaraso e Campofelice impianti di prim’ordine e costi ormai simili al nord italia. Sciare su piste non battute, con 50 cm di fresca e’ una sensazione indescrivibile. Cristalli scintillanti al tiepido sole, uscito in tarda mattinata, ci hanno regalato una giornata degna di un’inizio stagione con..i fiocchi..
In serata una temperatura scesa a -20 e con una bufera che ha scaricato ulteriori 10 cm, girare con l’auto per le stardine di Ovindoli non e’ stato facilissimo. Cocciuto per la pigrizia di non mettere le catene, la neve a terra compattata, rendeva la trazione nulla. E cosi’ la passat i piu’ di un’occasione si trasformava in slitta, andando a cozzare su cumuli di neve a bordo strada. Cena presso la locanda la stazza e poi a nanna presto nell’ Alberghetto dove nel week del 19-20 dicembre eravamo gli unici clienti.
Domenica dopo una notte che credo sara’ ricordata come picco di freddo record in abruzzo, l’auto ha ghiacciato il gasolio, probabilmente perche non adatto a questi climi (ho imparato che sotto i -5 serve un gasolio speciale con additivo oppure i gasoli super, vedi blu diesel ecc..) Risolto il problema, ci dirigiamo aime’ un po’ in ritardo, di nuovo alla base delle piste dove avrei effettuato la prima scialpinistica fino al Monte Magnolia, sfruttando le piste battute per salire con le pelli. Giornata freddissima, il corpo che non accennava di scaldarsi seppur l’andatura era elevata, sono arrivato in cima completamente intorpidito con una mandibola paralizzata e i muscoli delle gambe contratti dal freddo. Mi vesto velocemente e mi butto in picchiata fino all’auto dai 22oo metri ai 1400 del parcheggio. Avrei potuto ripetere la salita dato che le condizioni erano buone, ma pensando che appena una settimana fa’ facevo bagni a 40 gradi alle Similan…, ……come inizio stagione non ci possiamo lamentare.
Alla prossima e all’attacco di questa nuova stagione invernale
Nel mese di giugno finalmente riproposta una splendida esperienza di sano agonismo, tra le “nevi” tardo primaverili della cima del Vettore. La lunga lingua che grazie all’esposizione e alla quota rimane per lungo tempo, e’ da anni terreno di una simpatica e unica esperienza di alta montagna. Non esiste un altro caso alle nostre latitudini di avere la possibilita’ di sciare di mattina e fare bagni al mare nel pomeriggio. Una organizzazione meticolosa e attenta all’ ecosistema fragilissimo dei Sibillini, al cospetto di severe e imponenti pareti del Pizzo del Diavolo e del lago turchese di Pilato. Un evento da esportare sicuramente in altri “alti” nevai del centro Italia dato il successo ottenuto in questa edizione.
(video realizzato da powder mob disponibile su youtube)
Complimenti ragazzi una gran bella giornata di sole e aria frizzante tra le nostre splendide vette.
Con un tempo strepitoso, appena sopra le 4 ore, Dennis Trento, Matteo Eydallin, Manfred Reichegger in forza all’Esercito, polverizzano il precedente record abbassandolo di 17 minuti, lungo il tracciato che da Cervinia arriva a Gressoney passando per il Castore.
(entrambe le foto sono tratte da trofeomezzalama.it)
Le cose da dire in questi intensi week end primaverili sono tante, cerchero’ di non scontentare nessuno:
1)Outdoor con Mountain-Fitness riprende alla grande dopo la Ciaspolata di Castelluccio con 2 imperdibili appuntamenti per gli amanti del trek solitario e del fitness in montagna. La prima proposta che presentero’ il 17 maggio e che sara’ aperta a tutti (a patto di essere in ottima forma) e’ un superbo anello nell’”Appennino Perduto”, ossia il comprensorio ancora poco conosciuto del Ceresa.
(il borgo fantasma di Cocoscia)
(la remota grotta del petrienno)
-Oggi 25 aprile in compagnia di Diego e Giulia ho percorso integralmente, ma di corsa, l’itinerario in questione per complessivi 26/28 km circa e 4 ore e 20 di tempo totale e un dislivello attorno ai 1000. Un mare di acqua e fango ci ha accolti tra i sentieri piu’ remoti del nostro appennino con tanto di guadi e passaggi bagnati sotto cascate, Le piogge dei giorni scorsi a carattere torrenziale hanno intriso il terreno che era viscido in ogni suo punto. Fioriture, asparagi, un verde rigoglioso che ritorna padrone dopo il lungo e freddo inverno che tra quei borghi fantasma di Agore, Tallacano, Cocoscia e Rocchetta e’ quasi spaventoso, le vette in lontananza ancora cariche di neve sopra i 2000 metri e l’incontro con la grotta del Petrienno fanno di questa giornata un evento di rara poesia. Non vi svelo cose ulteriori, vi aspetto il 17 maggio per unirvi a noi nelle 7 ore che impiegheremo per concludere a ritmo di trek il lungo, magnifico e duro anello.
Il secondo appuntamento sara’ il 7 giugno dove entreremo nella valle delle centofonti e conquisteremo il Gorzano. (Magnifica Laga)
Per info, costi e adesioni lasciate la richiesta alla mail del sito.
2) Continuano i lunghi per il gruppo ultra Max Paolo e Dante in vista della TheAbbotsway nel ponte del 1 maggio. Oggi da Campodonico i 3 hanno chiuso 4 ore e 50 di allenamento fino al Pallone.
3) Rinviata anche per Fede e Diego oltre che per il plotone del Mezzalama,
la cavalcata fino alla Capanna Margherita in sci a 4554 metri sulla vetta del Monte Rosa. L’ultimo tentativo si effettuera’ nel ponte del primo maggio con le guide di Gressoney. Oltre quella data se le condizioni meteo e neve non dovessero essere favorevoli, saremo costretti a rinunciare.