Ed eccomi qua a raccontare e descrivere un’altra bellissima e importante giornata tra le nevi tardo-primaverili, ma ancora abbondanti del Gran Sasso d’Italia. In mia compagnia dopo un’assenza di un mese circa dalla montagna “vera”, l’amico Diego che oggi ha preferito seguirmi ma senza sci. L’idea, visti gli impegni decisamente importanti i prossimi mesi, era partire con tutto il carico sulla schiena in stile running, per poi calzare scarponi e ramponi quando la neve lo obbligava. E in un fulmine partiamo dai Prati, dove imboccato il sentiero per la val Maone in breve siamo gia’ con le salomon, impegnati ad attraversare i resti dell’immane valanga staccatasi un mese fa’ circa dai Ginepri. L’aria e’ ancora frizzante, la nostra andatura considerato il carico sorprendente, ma migliorabile. In un primo momento avevo in mente la salita dallo Scrimone, ma poi scarsa neve nella prima parte, mi ha fatto proseguire per Campo pericoli in un paesaggio di alta montagna, ancora piena di neve. I primi raggi di sole che scaldano i versanti ovest mostrano un paesaggio invernale. L’ intensa nevicata sopra i 2000 metri dei giorni precedenti che piu’ in quota ha scaricato ben 30 cm di fresca ammantando tutto il paesaggio, ha dell’incredibile. Lascio la mia citta’ dove abito, alle prese con i primi ombrelloni aperti e lettini pieni di gente, intenti a carpire i primi raggi del sole di maggio, e mi ritrovo decisamente piu’ a mio agio, con zero termico a 2700 metri, ghiaccio , neve fresca e pendii da sogno. Il sole e il vento in un primo momento avrebbero lasciato il posto a nebbia e nuvole, premonizione di un cambio repentino dal pomeriggio. Con Diego in forma e motivato in 2 ore appena, siamo alla base della direttissima. La via e’ la piu’ ripida su neve, piu’ veloce ma piu impegnativa in caso di fresca nel canale o ghiaccio nelle zona in ombra. Un problema ulteriore la presenza massiccia di skialper, saliti comodamente dalla funivia di Campo Imperatore, la utilizzano come scelta obbligata per entusiasmanti sciate dal Canale Bissolati o discesa nel Calderone, compiendo la Traversata Alta del Gran sasso. E cosi’ impugnata la piccozza e calzati i ramponi, con un’andatura ridotta e con un’occhio attento a non commettere errori, entriamo nel budello gelido e ghiacciato del canale, che in alcuni tratti arriva a 45 gradi di pendenza. In molti punti, il ghiaccio era cosi’ duro che abbiamo progredito con la piccozza in presa di becca (se ne avessimo avute due non era affato sbagliato) e in lenta processione, a tratti con sole altri con una nebbia inquietante, usciamo sulla cresta di vetta, poco sotto la croce. Veramente emozionante!! Il vedere poi, almeno altri 10 sciatori godere di tanta bellezza e scambiarsi informazioni sui vari itinerari, mi ha veramente fatto sentire partecipe di una grande giornata…Ci siamo vestiti in fretta, barrette energetiche e l’incontro con il mitico Pontifex, Capo indiscusso e guida spirituale dei Cavalieri. L’incontro ufficializzato da foto e’ andato cosi:
“Si avvicina un tipo con baffi, chiaramente dalle sembianze, avvezzo all’aver macinato e consumato anni e anni di montagna…Con la sua macchina digitale, ci chiede che giro facevamo, da dove siamo saliti e dove scenderemo. La cosa mi ha insospettito positivamente, tanto da farmi subito pensare, alle domande di rito del Pontifex. Poi associo le domande con i folti baffi, mi ricordo del suo profilo sul blog dei Cavalieri e alla terza domanda consecutiva mi blocco, guardo il mio amico Diego, sperando di non sbagliarmi, e esclamo…lo sai chi e’ questo…?? e’ il Pontifex dei Cavalieri!! Ho subito notato l’espressione incredula del sommo, ma poi svelata anche la mia identita’, l’esultanza e la gioia hanno fatto il resto. Bell’incontro, nel luogo piu’ simbolico del nostro amato abruzzo. Forse e’ un segno…”
Diego si prepara a scendere di corsa dentro il Calderone, con un’incombente cornice nel suo bordo superiore (impressionante al 9 maggio!!!), mentre io calzati gli sci a 2900 metri circa, mi preparo per una discesa, l’ennesima della stagione, da urlo. A dire il vero i primi 200 metri da incubo, visto i 30 cm di neve pesante e molle che mi hanno costretto a curve fantozziane, ma poi da meta’ ghiacciao, fino alle scalette a quota 2000, uno spettacolo autentico. E cosi assieme al Rifugio Franchetti sfila velocemente, anche questa bellissima e preziosa giornata, ma non prima di aver nuovamente tolti gli sci e di corsa, di nuovo, senza utilizzo degli impianti dei Prati, fino all’auto.
Percorso: Prati di Tivo, Val Maone, Direttissima al Corno, Calderone, Madonnina, Prati. Dislivello salita 1600 circa. Tempo totale comprese le soste e i cambi scarponi, 5 ore circa.
(Fede sospeso nella nebbia ovattata all’uscita della Direttissima)
(Mountain-Fitness e Il Pontifex, sommo capo dei Cavalieri)
Ragazzi vi aggiorno flash per rimandare l’articolo in settimana
Oggi 9 maggio in una meravigliosa giornata di alta montagna appenninica…:
1)Incontro al vertice in tutti i sensi sulla croce del Corno Grande tra Mountain-fitness e i Cavalieri della Polvere. Federico e il Pontifex si abbracciano esultando… Epico!
2) Diego e Fede completano un mostruoso anello di sky-ski raid
3) Diego raggiunge in ottima forma e per la prima volta il Corno Grande
4) con oggi, anche se si potrebbe andare avanti per altri 15 giorni, credo di ufficializzare la fine della stagione sciistica nel migliore dei modi. Una sciata di quasi 1000 metri dentro il magico Calderone dopo aver salito il ripidissimo versante ghiacciato della Direttissima al Corno, risalendo prima, di corsa, la Val Maone integralmente..
Presto il post
Grazie a tutti quelli in vetta. Non ero il solo a godere di tanta bellezza
E mentre da noi il ricordo di un manto candido nevoso uniforme risale ormai al mese di marzo, seppur oggi 6 maggio le web del Gran Sasso mostrano una spolverata di nuova neve, Massi e Lory se la spassano nel loro sport preferito, tra i ghiacci perenni dell’Otzaler Alpen.
Da Merano questa splendida perla altoatesina dista solo 1 ora circa. Il ghiacciaio a 3200 m. ai piedi del Grawand, e’ un luogo magico per lo scialpinismo e per piste sempre ben innevate. E’ il regno di Otzi la mummia del Similaun ritrovata alcuni decenni fa’ sotto il Giogo alto da escursionisti. E’ un posto famoso per la mitica transumanza ovina che scollina venendo da Vent in Austria, ai 2800 metri del rifugio Bellavista fin al paesino di Silandro spesso con le greggi che sprofondano nella neve. E’ il luogo dove dimora il mitico Messner presso il Castello Juval. Ma semplicemente e’ montagna vera, poco affollata che regala grandi emozioni
Massi e Lory dopo il loro test del Soft shell in alta quota, ne parlano positivamente soprattutto in questa stagione quando repentini cambi climatici, da neve a sole in poche ore, ci obbligano ad un capo versatile e leggero.
Il raid finisce oggi, in anticipo, alla splendida piramide del Castore., famoso passaggio simbolo del Trofeo Mezzalama.
Descrizione della giornata: “sveglia alle 5 e alle 5:30 con pile frontali si parte per una delle più lunghe cavalcate in alta quota d’Europa. Temperatura -18, è notte e il cielo è stellato. Stavo da Dio le gambe giravano a bestia. Dopo 3 ore siamo già sotto la Ovest della vetta, a metà giro, ma tutto il fianco a causa di scarse precipitazioni negli ultimi giorni e di venti incessanti in quota era di un ghiaccio verde primordiale.Si vedeva l’anima del Castore l’immensa calotta che lo ricopre da centinaia di anni scricchiava sotto i nostri ramponi. Nonostante erano già le 10, ancora in ombra si gelava a -16. Data la difficolta’ palese e ingiustificata di uno dei clienti nel progredire con la sicurezza necessaria in una conserva, ossia la progressione legati in contemporanea, la guida Pietro, decide di non proseguire il tour che doveva toccare il ghiacciaio del felik, naso del Lyskamm e Rif Mantova.Il rosa e’ rimandato ancora una volta. Peccato, io ce l’ho messa tutta.
Fede
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Niente Rosa purtroppo, mancava ancora 3 ore al naso del Liskam e un’ulteriore ora, al sicuro del Rif. Mantova, ma essendo legati da un contratto guida cliente non potevamo proseguire da soli. Gia’ da solo il Castore meritava la gita per il Rosa e la Capanna Margherita e’ rimandata… .”
Grazie ai lettori del Blog
Fede
Gioved’ 15 aprile
Oggi tempo fortemente brutto, temperatura per tutto il giorno -15, con nebbia e nevicata continua. Raggiunto come da programma il Breithorn sia occidentale che centrale a quota 4215 m, senza nessun malessere per l’alta quota, soltanto un pò di nausea per la nebbia incessante.
Dislivello 800 metri.
Purtroppo non abbiamo raggiunto il rifugio guide d’Ayas per rischio seracchi e la guida ha quindi scelto di dormire a Plateau Rosà .
Domani mi attenderà una lunga traversata per il Castore di 8 ore.
A presto!
(la meta finale, la Capanna Margerita sulla Punta Gnifetti)
Ragazzi seguitemi in tempo reale sul blog con l’aggiornamento live dalla traversata piu’ alta d’Europa in sci. Provero’ con le guide di Liskamm4000 una difficile e lunga traversata da Cervinia, toccando il Lyskamm, Castore e infine la vetta del Rosa a 4600 metri, in 4 giorni di completo silenzio, tra i ghiacciai piu’ belli d’Italia. Ci caricheremo tutto sulle spalle e dormiremo nei rifugi a quote mai inferiori ai 3500 metri.
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Ecco in tour completo a cui prendero’ parte:
1° GIORNO: Ritrovo in luogo da destinarsi (Ivrea?) e trasferimento a Gressoney. Lasciata li una macchina (per il rientro dell’ultimo giorno) trasferimento a Cervinia.
Salita con gli impianti al Plateaux Rosa e una volta calzati gli sci salita al Breithorn occ.( 4165mt) e al Breithorn centr. (4160mt). Discesa attraverso il ghiacciaio di Verra fino al rifugio delle Guide della Val d’Ayas. Cena e pernottamento. Dislivello salita 700m. Dislivello discesa 800m. Tempo di percorrenza 4-5 ore.
2° GIORNO: Partenza all’alba e salita alla vetta del Castore(4220m), discesa attraverso il colle di Felik fino nel bacino inferiore del ghiacciaio del Lys a quota 3650.
Di qui rimesse le pelli, salita al naso del Lyskamm (4150m), traversata sul versante opposto e discesa al Rif. Mantova(3500mt). Cena e pernottamento.Dislivello in salita circa 1400mt. Dislivello in discesa 1250mt. Tempo di percorrenza. 7-8 ore.
3° GIORNO: Partenza all’alba e risalita attraverso il ghiacciaio del Garstelet e il ghiacciaio del Lys fino alla Capanna Margherita (4559mt). Da qui si puo’ prevedere la possibilita’ di salire un’altra cima ad esempio P. Zumstein (4535mt). Discesa sullo stesso itinerario fino al Rif. Mantova.Cena e pernottamento. Dislivello in salita e in discesa 1050mt. Tempo di percorrenza 6 ore.
4° GIORNO: Partenza dal Rif Mantova e breve discesa fino al ghiacciaio d’Indren. Una volta messe le pelli salita alla vetta della Punta Giordani (4045m). Discesa sul versante valdostano fino a Gressoney e rientro a Cervinia per recuperare le auto. Dislivello in salita 750mt, dislivello in discesa 2400mt. Tempo di percorrenza 5-6 ore.
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Da domani, giovedi 15 a domenica 18 , provero’ a tenervi al corrente con foto e descrizioni dei percorsi.
(una discesa da sogno nell’anfiteatro glaciale del Calderone)
(la vetta del corno grande sempre piu’ vicina)
(il Franchetti sempre piu’ piccolo…)
(la parte centrale dell’itinerario, il regno delle cornacchie)
(La parte finale della salita, l’uscita dal calderone e la vetta orientale)
Oggi, sabato 3 aprile, in 2 ore 55 minuti salgo dai Prati di Tivo sci in spalla(causa assenza di rampant) fino alla vetta del Corno Grande, 2912m.(vetta piu alta degli appennini) in un ambiente glaciale da sogno. Tutta la salita si e’ svolta nello splendido scenario di alta montagna del Vallone delle Cornacchie, Passo del Cannone, Ghiacciao del Calderone. E’ una prima per me in sci e una prima con una neve che alle 11 era ancora marmo. La giornata era dedicata una volta ridiscesi alla sella dei due corni a scendere il vallone dei Ginepri, ma immani valanghe bloccavano in basso l’uscita in Val Maone. Decido allore nella piu’ remunerativa sciata verso i Prati dove a quota 1550 ho tolto gli sci.
(sullo sfondo la nord del camicia…)
(neve, verdi colline e mare..)
(la casa di luca mazzoleni)
(il vallone precipita verso San nIcola, io salgo verso le Scalette)
(il sambuco e’ ancora li’ che aspetta)
Giornata memorabile. Coperti in salita a buon ritmo 1550 metri di dislivello. Itinerario valutato bsa/os per la pendenza di entrata nel calderone e per il tratto sempre gelato del passo del cannone. Una montagna importante, di fine stagione, che regala emozioni impagabili.