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	<title>mountain fitness &#187; Senza categoria</title>
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	<description>“Le montagne non sono stadi dove placo la mia ambizione al successo. Sono le cattedrali dove pratico la mia religione.” Anatolij Boukreev</description>
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		<title>News Live dal Mt. Catria</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 16:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Fede e Diego oggi, segnano l&#8217;inizio della preparazione, per affrontare ad agosto e in autogestione l&#8217;intero percorso del Tour des Geant. &#8212;&#8211; Alla terza salita consecutiva dopo 3300 metri di dislivello positivo e 30 km totali, dall&#8217;Eremo alla vetta del Catria e ritorno, in appena 6 ore e 40 mi sono chiesto: ma che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fede e Diego oggi,  segnano l&#8217;inizio della preparazione,  per affrontare ad agosto e in autogestione l&#8217;intero percorso del <a href="http://www.tordesgeants.it/tordesgeants/index.php/ita/">Tour des Geant. </a></p>
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&#8212;&#8211;</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/edMuuedmiXM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/edMuuedmiXM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/05/dscn0980.JPG' alt='dscn0980.JPG' /></p>
<p>Alla terza salita consecutiva dopo 3300 metri di dislivello positivo e 30 km totali,  dall&#8217;Eremo alla vetta del Catria e ritorno,  in appena 6 ore e 40 mi sono chiesto: ma che mi manca dalla vita???</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/05/dscn0984.JPG' alt='dscn0984.JPG' /><br />
(Alla fine della terza ripetizione fede mostra il numero perfetto)</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/05/dscn0982.JPG' alt='dscn0982.JPG' /><br />
(Diego e la fioritura sotto il Catria)</p>
<p>Un lavoro che ci aspetta diverso dal solito. Un lavoro di fondo. Ore, ore e ore a passo veloce tra i monti con l&#8217;obbiettivo di completare il giro attorno alla val d&#8217;aosta per le alte vie. Giornata dura, parecchio, con i rintocchi cadenzati delle campane dell&#8217;eremo che si confondevano con il respiro profondo dei nostri polmoni. </p>
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&#8212;&#8211;</p>
<p>La salita per il ripido versante dei carbonai sale diretta fin sulla croce in 1100 metri  circa. terreno mai pianeggiante, mai riposante. Le gambe, i polpacci, i piedi dopo 7 ore gridavano pieta&#8217;. In alto un vento teso ghiaccio a stento ci ha fatto progredire tanto era forte. E ad ogni passaggio, ad ogni raggiungimento di sua maesta&#8217; croce di vetta era sempre piu&#8217; forte.</p>
<p>IÂ° passaggio: 1 ora e 17 per la salita e 50 minuti per la discesa svolta su percorso diverso.<br />
IIÂ° passaggio: 1 ora e 15 minuti per la salita, 54 per la discesa.<br />
IIIÂ° passaggio: con un forcing bestiale traghetto Diego dopo 3300 metri in 1 ora e 10 minuti e 55 minuti  di discesa.</p>
<p>Un tempo incredibile, una quarta salita che potevamo avere  nelle gambe e nella testa e la consapevolezza di poter riuscire nell&#8217;impresa. Ma la strada e&#8217; enormemente lunga&#8230;direi in salita??.</p>
<p>All&#8217;attacco Fede, Diego</p>
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		<title>4: un numero perfetto</title>
		<link>http://www.mountain-fitness.it/2010/05/29/4-un-numero-perfetto/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 18:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Una stupenda giornata da incorniciare sulle note potenti della Cavalcata delle Valchirie vi lascio ad alcuni salienti passaggi&#8230; all&#8217;attacco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una stupenda giornata da incorniciare</strong></p>
<p>sulle note potenti della <em>Cavalcata delle Valchirie</em> vi lascio ad alcuni salienti passaggi&#8230;</p>
<p><object width="520" height="420"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7ZrImvqDOwY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7ZrImvqDOwY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="520" height="420"></embed></object></p>
<p>all&#8217;attacco</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>nutrirsi in autosufficienza</title>
		<link>http://www.mountain-fitness.it/2010/05/27/nutrirsi-in-autosufficienza/</link>
		<comments>http://www.mountain-fitness.it/2010/05/27/nutrirsi-in-autosufficienza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 May 2010 13:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[date un&#8217;occhio a questo link trovato su adrenalinchannel che ci spiega come nutrirci in gare o allenamenti di autosuficcienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/05/intecratori-e-sport-774758.jpg' alt='intecratori-e-sport-774758.jpg' /></p>
<p>date un&#8217;occhio a questo link trovato su<a href="http://www.adrenalinechannel.it/component/content/article/42-primo-piano/586-katia-figini-come-nutrirsi-nelle-gare-in-autosufficenza.html"> adrenalinchannel </a>che ci spiega come nutrirci in gare o allenamenti di autosuficcienza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>&#8220;le prime donne&#8221;</title>
		<link>http://www.mountain-fitness.it/2010/05/20/le-prime-donne/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 20:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente anche per il sesso &#8220;debole&#8221;, si fa&#8217; per dire ovvio, e&#8217; arrivata la conquista di tutti i 14 ottomila della terra. A completare l&#8217;opera maschile alcuni decenni fa&#8217; il grande Reinold Messner che spesso in solitaria e in inverno ha segnato la storia di questo sport e a distanza di anni continua a far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente anche per il sesso &#8220;debole&#8221;, si fa&#8217; per dire ovvio, e&#8217; arrivata la conquista di tutti i 14 ottomila della terra. A completare l&#8217;opera maschile alcuni decenni fa&#8217; il grande Reinold Messner che spesso in solitaria e in inverno ha segnato la storia di questo sport e a distanza di anni continua a far parlare di se. Ma quello che non credevo era la corsa vera e propria che si e&#8217; scatenata negli ultimi anni con almeno 4 atlete in gara per lo sprint finale. E qui si dovrebbe aprire una parentesi infinita. Se il traguardo dei 14 ottomila e&#8217; l&#8217;obbiettivo per tutte le candidate al titolo, il come raggiungere l&#8217;obbiettivo fa&#8217; la differenza. E cosi&#8217; capite bene che avere un team di sherpa che ti aprono la strada, fare uso di ossigeno massicciamente o al semplice bisogno, salire per le vie commerciali  gia&#8217; attrezzate, semplifica e velocizza il traguardo. C&#8217;e quindi chi seppur in maniera differente, grazie a soldi, sponsor e ossigeno ma comunque con le proprie gambe e con i propri sacrifici, ha ottenuto il titolo in questo mese di maggio e chi come la <a href="http://www.nivesmeroi.it/">nostra Meroi </a>si e&#8217; ultimamente defilata da questa corsa al vertice,  apprezzando piu&#8217; uno stile alpino,  fatto di essenza e di purezza. Niente ossigeno, ne&#8217; portatori, magari per vie nuove, ma soprattutto lontano dai frastuoni mediatici in stile hollywodiano&#8230;.Vi sembra uguale?? </p>
<p>Ognuno ha le proprie idee al riguardo, ma l&#8217;impresa resta comunque leggendaria</p>
<p>Complimenti dunque per l&#8217;ambito traguardo seppur con notevoli dubbi sulla veridicita&#8217; di una delle salite,  alla <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_27/donne-ottomila-alpinismo_76d99582-51e2-11df-9da0-00144f02aabe.shtml">prima donna,  la Coreana Miss Oh.. </a></p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/05/missoh.jpg' alt='missoh.jpg' /></p>
<p>e alla fresca di successo ma seconda, la <a href="http://www.google.it/images?hl=it&#038;q=edurne+pasaban&#038;um=1&#038;ie=UTF-8&#038;source=univ&#038;ei=MZf1S_3gOJyHOI6zsPEI&#038;sa=X&#038;oi=image_result_group&#038;ct=title&#038;resnum=5&#038;ved=0CEEQsAQwBA">eroina</a> basca <a href="http://www.edurnepasaban.com/">Edurne Pasaban</a></p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/05/96_edurne-pasaban.jpg' alt='96_edurne-pasaban.jpg' /></p>
<p>Per quest&#8217;ultima proprio di ritorno al campo base, ritorna protagonista il grande Messner che con un messaggio inviato alla stessa scatena un tumulto di emozioni. Merita di essere letto l&#8217;articolo di <a href="http://www.montagna.tv/?q=node/12286">montagna tv</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I prossimi ambiziosi obbiettivi</title>
		<link>http://www.mountain-fitness.it/2010/03/23/i-prossimi-ambiziosi-obbiettivi/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 08:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa stagione cosi&#8217; anomala in montagna con forti nevicate seguite da brusche ondate di scirocco, e&#8217; sempre piu&#8217; difficile da interpretare e di conseguenza porsi degli obbiettivi decisamente ambiziosi. L&#8217;elenco di discese che spero di effettuare tra marzo e aprile sono capolavori di fine stagione, effettuabili con condizioni meteo- nivo assolutamente perfette e con un&#8217;ottima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa stagione cosi&#8217; anomala in montagna con forti nevicate seguite da brusche ondate di scirocco, e&#8217; sempre piu&#8217; difficile da interpretare e di conseguenza porsi degli obbiettivi decisamente ambiziosi. </p>
<p>L&#8217;elenco di discese che spero di effettuare tra marzo e aprile sono capolavori di fine stagione, effettuabili con condizioni meteo- nivo assolutamente perfette e con un&#8217;ottima capacita&#8217; di conoscenza montana e di tecnica sia di salita che di discesa. Sono importanti pareti, generalmente lunghe, severe, ripide e ghiacciate, da salire e scendere in determinati momenti della giornata quando la neve e&#8217; ancora molto dura in salita per facilitare la progressione con ramponi e inizia a sciogliere per ridiscendere.. Non vi nego che come in altre gia&#8217; scese in passato,  alcune di esse,  le attendo da anni. Credo che eccetto che per una, che la percorrero&#8217; in sci, per  tutte le altre rispolverero&#8217; il mio caro snowboard con il quale ancora mi trovo piu&#8217; a mio agio. In alcune di esse come il Priora e il sambuco,  lunghi avvicinamenti e complessi ritorni all&#8217;auto ne fanno uscite che rimarranno impresse a lungo.</p>
<p><em>Speriamo di metterne nel cassetto almeno una&#8230;.</em></p>
<p><a href="http://www.eneafiorentini.it/icorsroc/icorstabs.html">La scala delle difficolta&#8217; nello scialpinismo</a></p>
<p><strong>Ve le presento</strong></p>
<p><strong><em>La nord del Priora</p>
<p>Sibillini<br />
Esposizione Nord<br />
Difficolta&#8217; osa<br />
Attrezzo snowboard/sci</em></strong></p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/priora.jpg' alt='priora.jpg' /><br />
(La inquietante nord della Priora)</p>
<p><strong><em>La conca del Sambuco e l&#8217;Intermesoli</p>
<p>Gran Sasso<br />
Esposizione est<br />
Difficolta&#8217; osa<br />
Attrezzo sci</em></strong><br />
<img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/sambuco.jpg' alt='sambuco.jpg' /></p>
<p><em><strong>Il Vallone dei ginepri e il Primo scrimone al Corno Grande</p>
<p>Gran sasso<br />
Esposizione nord ovest<br />
Difficolta bsa/osa<br />
Attrezzo snowboard</strong></em></p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/scrimoneitinerario.jpg' alt='scrimoneitinerario.jpg' /></p>
<p><em><strong>Il canale Majori </p>
<p>Sirente/Velino<br />
Esposizione nord<br />
Difficolta osa<br />
Attrezzo snowboard</strong></em></p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/majori1.jpg' alt='majori1.jpg' /></p>
<p><strong>3,2,1 via&#8230;io ci provo.</p>
<p>all&#8217;attacco vi terro&#8217; aggiornati</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un per ..&#8221;corso&#8221;.. doveroso</title>
		<link>http://www.mountain-fitness.it/2010/03/21/un-per-corso-doveroso/</link>
		<comments>http://www.mountain-fitness.it/2010/03/21/un-per-corso-doveroso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 13:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[(via salita in falesia, immagine google) Dopo aver, per ragioni di lavoro, dovuto abbandonare il secondo livello di scialpinismo del cai, nonostante istruttori bravi e preparati, ho cercato altrove, chi mi poteva dare le basi per la sicurezza in montagna in vie piu&#8217; difficili, cordate, conserve e ferrate. La necessita&#8217; di sapere le basi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/falesia2.jpg' alt='falesia2.jpg' /><br />
(via salita in falesia, immagine google)</p>
<p>Dopo aver, per ragioni di lavoro, dovuto abbandonare il secondo livello di scialpinismo del cai, nonostante  istruttori bravi e preparati, ho cercato altrove, chi mi poteva dare le basi per la sicurezza in montagna in vie piu&#8217; difficili, cordate, conserve e ferrate. La necessita&#8217; di sapere le basi per fare sicura ad un compagno in una gita su neve piu&#8217; complicata, il sapermi calare da un canalone non praticabile o con salti di roccia per l&#8217;impossibilita&#8217; di togliere gli sci o tavola, il frequentare le vie ferrate di appennini e alpi anche abbinandole a vacanze, mi ha da molto tempo motivato a saperne di piu&#8217;. La mia montagna e&#8217; prevalentemente di gambe, corsa e individualita&#8217; forti e preparate che prediligono l&#8217;aspetto velocita&#8217; e raid alla parte tecnica e quindi alpinistica. Sono due montagne diverse ma che in alcuni momenti e ultimamente spesso, si incontrano. Trovarsi alla fine di un canale con gli sci ai piedi, ancora in ombra, dopo averlo sceso tutto e accorgersi che un salto di 10 metri di roccia ci impedisce di superarlo potrebbe rovinare non solo il proseguio della giornata&#8230;..ma ben altro. E allora avendo in certe uscite, il materiale minimo a sufficienza, per farsi autosicura o sicura ad altri, potrebbe minimizzare i rischi di uscite che a volte si spingono un po&#8217; oltre. E in ultima analisi l&#8217;allenarsi all&#8217;esposizione e a situazioni critiche spesso ci aiutano poi su difficolta&#8217; di scala minore. Abbandonato il cai quindi convinto di ritrovarlo piu&#8217; avanti mi sono appoggiato in chiave puramente di amicizia a Stefano, alpinista e climber nonche snowboard e scialpinista di livello che opera anche nel soccorso alpino.</p>
<p>Con lui ho iniziato un percorso decisamente piu&#8217; completo di quello che avrei intrapreso con il cai che in alcune giornate di teoria in indoor e con uscite in ambiente su roccia e neve mi avrebbero gettato le basi per i rudimenti di</p>
<p>&#8212;&#8211;<br />
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&#8212;&#8211;</p>
<p>-1)<a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.montagnapertutti.it/corsi/roc/progressione/img/via.jpg&#038;imgrefurl=http://www.montagnapertutti.it/corsi/roc/progressione/tiri.php&#038;usg=__zwG7VS-708n0aCIguqsYUMPbcgc=&#038;h=533&#038;w=400&#038;sz=29&#038;hl=it&#038;start=1&#038;um=1&#038;itbs=1&#038;tbnid=VfDjSMjjElhtAM:&#038;tbnh=132&#038;tbnw=99&#038;prev=/images%3Fq%3Dprogressione%2Ba%2Btiri%26um%3D1%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2GGLL_it%26tbs%3Disch:1">progressione in parete a tiri </a>(sicura al primo e recupero del secondo)</p>
<p>-2)<a href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Discesa_in_corda_doppia">discese in doppia su soste o corpi morti</a></p>
<p>-3)come e dove fare le soste</p>
<p>-4)<a href="http://ice.unimi.it/alp/dida/Dispensa-CONSERVA.pdf">conserva per ghiacciai o rapporto guida-cliente</a></p>
<p>-5)conoscenza dell&#8217;attrezzatura, corde, nodi ecc..</p>
<p>-6)teoria e pratica in uscite negli appennini</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/nodi_longe.jpg' alt='nodi_longe.jpg' /></p>
<p>Tutto quindi si e&#8217; mosso in 2 giornate dedicate ad apprendere la conoscenza dei materiali, i nodi, e la scelta dell&#8217;attrezzatura minima sufficente per caversela in molte situazioni. Specifico molte e non tutte per il semplice fatto che in questo durissimo mondo le variabili sono infinite. Non esiste una regola che vale per tutte le situazioni che si trovano in ambiente. Spesso e&#8217; la mente, la pratica e l&#8217;esperienza che giocano un ruolo fondamentale nel sapersi districare dai guai. Il kit quindi da comprare presso il negozio Pennente che comprende varie dotazioni base, quali moschettoni, kit piastrina, kit machard, kit secchiello, rinvii, kit longe, cordini, fettucce, mezze corde, ecc&#8230;.</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/nodo-machard.jpg' alt='nodo-machard.jpg' /><br />
(il nodo machard)</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/gigi.jpg' alt='gigi.jpg' /><br />
(piastrina usata come freno sia per recuperare il secondo che su doppie)</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/350px-atc-xp_on_locking_carabiner_saa.jpg' alt='350px-atc-xp_on_locking_carabiner_saa.jpg' /><br />
(secchiello o tuber usato per sicura al primo)</p>
<p>Poi finalmente ieri pomeriggio ci siamo incontrati presso la falesia di Rosara(Ascoli) dove nel cuore della palestra degli ascolani per l&#8217;arrampicata abbiamo salito alcune vie, per il sottoscritto decisamente impegnative data l&#8217;ignoranza in materia fino ad un grado 5 b.</p>
<p>Il pomeriggio e&#8217; passato su 4 vie di difficolta&#8217; decrescente dove in situazione di stress emotivo dovuto agli strapiombi di 30 metri e oltre, difficolta&#8217; nel salire e spostarsi su roccia, ho ripassato quello imparato in palestra con la sicura fatta al primo (stefano) che attrezzava la via, e le varie doppie una volta in cima per ridiscendere. </p>
<p>Credo di aver dimostarto una capacita&#8217; inaspettata nel salire anche tratti strapiombanti, e saper gestire l&#8217;emozioni di trovarsi appesi ad un nodo all&#8217;imbrago come unica sicura che ti tiene in vita&#8230;Mi sono piu&#8217; volte fermato nei tiri a volte con piccolissimi appigli, per riposare avambracci duri e gonfi dallo sforzo, e poi in cima con un sudore freddo nella schiena allestire su un balconcino di 20 cm a strapiombo doppie in totale autonomia. Da collaudato ed esperto dell&#8217;ambiente,  stefano,  mi ha aiutato ben poco, ribadendo che dagli errori e dalle situazioni di forte stress le cose si imprimono nella mente sicuramente meglio. Bella consolazione!!</p>
<p>Alle 18.30 al buio dalla collina di Rosara tra Ascoli e Acquasanta mi calavo per l&#8217;ultima volta sospeso nel vuoto scorrendo lungo una piastrina e grazie alla sicura di un portentoso nodo autobloccante machard&#8230;</p>
<p>..Alla prossima. Grazie ste</p>
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		<title>Il cono perfetto</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Fede in vetta al Sevo) &#8212;&#8211; &#8212;&#8211; Piu&#8217; che voglia di neve che non credo mi passi prima di giugno, la voglia matta questo week, era di gustare nel regno dall&#8217;amatrciana, per l&#8217;appunto ad Amatrice, degli squisiti bucatini in bianco.Gia rimasti folgorati alcuni mesi fa&#8217;, quando in un&#8217;assolata domenica di agosto, dopo aver completato gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/sevo-010.jpg' alt='sevo-010.jpg' /><br />
(Fede in vetta al Sevo)</p>
<p>&#8212;&#8211;<br />
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&#8212;&#8211;</p>
<p>Piu&#8217; che voglia di neve che non credo mi passi prima di giugno, la voglia matta questo week, era di gustare nel regno dall&#8217;amatrciana, per l&#8217;appunto ad Amatrice,  degli squisiti bucatini in bianco.Gia rimasti folgorati alcuni mesi fa&#8217;, quando in un&#8217;assolata domenica di agosto, dopo aver completato gli anelli di ortanza e malopasso alla Laga, ci siamo ingurgitati,  almeno 1kg in tre, di bucatini rossi e bianchi,  presso l&#8217;Hotel Roma di Amatrice..Unico neo di quell&#8217;esperienza, la difficolta&#8217; con 38 gradi di digerire un piatto non proprio leggerissimo.</p>
<p><strong>Ingredienti per la mitica e originale amatriciana in bianco</strong>: </p>
<p>I monti della Laga da cornice<br />
Il paesino di Amatrice<br />
Lo storico Hotel Roma,  luogo dove sembra sia nata la ricetta<br />
Bucatini trafilati a bronzo<br />
Pecorino romano abbondantissimo<br />
Pepe<br />
olio extravergine<br />
guanciale locale abbrustolito</p>
<p><strong>Aggiungo</strong>: un robusto stomaco per oltrepassare i 200 grammi di porzione</p>
<p>Ma se l&#8217;enogastronomia e&#8217; un ingrediente principe di ogni uscita, il piatto forte e&#8217; stato il Pizzo di Sevo da Macchie Piane che con il suo <strong>cono perfetto </strong>da quell&#8217;angolazione risulta una meta sempre ambita e abbastanza isolata. </p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/sevo-002.jpg' alt='sevo-002.jpg' /><br />
(sulla cresta del Bove Sud)</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/sevo-006.jpg' alt='sevo-006.jpg' /><br />
(la lunga salita verso il Sevo )</p>
<p><em><strong>Sintesi della 2 giorni</strong></em>:</p>
<p>&#8212;&#8211;<br />
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&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Sabato 13 marzo</strong>: anello di Monte Bove e discesa prima nella est, poi nella val di bove. Imboccata la Valle del tenna e risalita per il passo cattivo e di nuovo al Bove Sud. Complesso itinerario che in condizioni di neve asssestata e&#8217; decisamente piacevole. Con nebbia, cornici, e <a href="http://www.aineva.it/bolletti/bollet5.html">croste da rigelo non portanti </a>si e&#8217; rivelato un&#8217;uscita impegnativa e stancante. Sciare con una crosta parzialmente non portante e&#8217; difficilissimo!!!!!Un tempo minaccioso che si richiudeva il pomeriggio ci ha costretti ad accelerare il ritmo in modo da ritrovarci all&#8217;auto prima di un cambio piu&#8217; deciso. Nel complesso macinati 1100 metri  e una sciata soddisfacente seppur non facile. Trasferimento passando dalla Piana Grande, e da Forche Canapine,  il pomeriggio,  ad Amatrice dove l&#8217;indomani avremmo salito con tempo stabile il Pizzo di Sevo a oltre 2400 metri nel cuore della Laga</p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/sevo-012.jpg' alt='sevo-012.jpg' /><br />
(..cartolina da sommati, brindisi e ammirazione da fondovalle.)</p>
<p><strong>Domenica 14 marzo</strong>: A marzo del 2009 il Sevo ci ha respinto dall&#8217; essere salito integralmente con gli sci causa assenza di <strong><a href="http://www.camptocamp.org/articles/108521/it/materiale-scialp-i-coltelli">rampant</a></strong>.. quest&#8217;anno con una neve ancor piu&#8217; ventata e gelata siamo riusciti a spingerci con gli sci fino alla croce sommitale, come al solito sommersa da galaverna e neve sparata dal vento. In appena 2 ore e 30 prarticamente soli in tutto il percorso ci affacciamo in uno dei balconi piu&#8217; belli di tutto l&#8217;appennino. Intorno a noi il massiccio dei Sibillini , il Terminillo, Il gran sasso, e una lontana Maiella. Lo spessore della neve non abbondante come la precedente salita ci ha comunque permesso di sciare dai 1250 metri ai 2440 senza mai togliere gli sci. Gambe che giravano alla perfezione e una tecnica di sciata in miglioramento nonostante la difficolta&#8217; anche per la domenica di una neve poco divertente(ghiacciata e ventata in alto, con crosta in basso). </p>
<p>Un binomio Sevo, bucatini che credo si ripetera&#8217; come una cerimonia anche per i prossimi anni.</p>
<p>Superba Laga, solitaria e possente come al solito.</p>
<p>&#8212;<strong>Ci scusiamo con una tecnica di sciata sia in salita e discesa non proprio da manuale..</strong>,<strong>ma soprattutto con ll pittoresco e inconfondibile timbro di voce nasale di Diego..(hai mai pensato ad una visita dall&#8217;otorino??)</strong></p>
<p><object width="520" height="420"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/i3YsjvjICQE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/i3YsjvjICQE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="520" height="420"></embed></object></p>
<p><strong>ps:</strong> se vi capita di imbattervi presso la Fattoria di Sommati, arrivate a digiuno almeno da 1 settimana, altrimenti oltre all&#8217;antipasto non riuscite ad andare!</p>
<p>all&#8217;attacco</p>
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		<title>Gare: Pierra Menta</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 19:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggete tutto su planet mountain]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/4737.jpg' alt='4737.jpg' /></p>
<p>Leggete tutto su <a href="http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&#038;keyid=37291">planet mountain</a></p>
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		<title>Un giovedi&#8217; diverso dal solito</title>
		<link>http://www.mountain-fitness.it/2010/03/12/un-giovedi-diverso-dal-solito/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[(immagine di frontignano nella giornata di ieri) Non capita spesso di trovarmi gia alle 8 di un normalissimo giovedi&#8217; mattina a fare i conti con una strada montana innevata e con una bufera di neve in atto. Ma quando uno e&#8217; in ferie le cose cambiano! Affiacciato dalla finestra di casa, sento pioggia, freddo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/frontignano_zoom_h1200.jpg' alt='frontignano_zoom_h1200.jpg' /><br />
(immagine di frontignano nella giornata di ieri)</p>
<p>Non capita spesso di trovarmi gia alle 8 di un normalissimo giovedi&#8217; mattina a fare i conti con una strada montana innevata e con una bufera di neve in atto. Ma quando uno e&#8217; in ferie le cose cambiano! Affiacciato dalla finestra di casa, sento pioggia, freddo  e di partire solo non ne ho tantissima voglia. Ma la borsa gia pronta e le pelli gia sugli sci, mi fanno desistere. In men che non si dica alle 9 mi trovo a salire sci ai piedi le ancora deserte e vuote piste di frontignano, luogo ideale per sfuggire e trovare un angolo di polvere vicino a casa. 5 auto nel parcheggio, impianti ancora chiusi. Salgo praticamente solo sotto una fitta nevicata tutto il canalone fin all&#8217;arrivo degli impianti a quota 2000. Forzo come un matto e in 50 minuti sono su. Sudato da morire mi infilo il windstopper e scendo dai ripidi pendii del Cornaccione sospeso in un mare di polvere tutta da tracciare. Scarsa visibilita&#8217; mi fanno pennellare le curve a ritmo tranquillo fin dentro il bosco dove con sorpresa trovo gli impianti appena aperti. Sfruttando la seggiovia mi faccio 3 o 4 discese con gli impianti tracciando e sciando tutto il possibile. Ma capite bene che con solo 7 persone la localita&#8217; era deserta. Mai vista una cosa simile. Per un attimo terminate una serie di curve a forte andatura mi volto e mi ritrovo nel canalone praticamente solo. Questa e&#8217; la montagna che mi piace. Con un&#8217;ultima discesa volo fino al parcheggio del Felicita da dove dopo un riposo meritato mi cambio e si riparte con le pelli ai piedi per altri 650 metri di dislivello. Anche le 7 persone presenti se ne ritornano a casa e cosi&#8217; tutta la salita la porto a termine completamente solo con una pista e gli impianti aperti solo per me. Assurdo e inquietante lo scorrere delle seggiovie e il tintinnio del metallo ma nessuno intorno. Irreale quasi da shining..Alle 15 provato e intriso di umidita&#8217; e sudore fino al collo mi concedo un panino al ciauscolo, 1 quartino di rosso e un punch al cioccolato. Quando di ritorno mi infilo nel caos e nel traffico di chi torna dal lavoro mi sento un po&#8217; in colpa, un po&#8217; fortunato. &#8230;ma le ferie non sono sindacabili &#8230;sbaglio ??</p>
<p>Fede</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il paradiso dello scialpinismo</title>
		<link>http://www.mountain-fitness.it/2010/03/09/il-paradiso-dello-scialpinismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[(il magico cucchiaio di rava cupa, l&#8217;ambito traguardo della due giorni) Sabato 6 e domenica 7 marzo E di nuovo mi trovo a raccontare la nostra vita passata a cercare di appagare la grande fame di neve, montagna e scialpinismo. Piu&#8217; che trascorrono gli anni piu&#8217; che mi rendo conto di essere in bilico tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/3317078422_dd01b2b9fe.jpg' alt='3317078422_dd01b2b9fe.jpg' /><br />
(il magico cucchiaio di rava cupa, l&#8217;ambito traguardo della due giorni)</p>
<p><strong>Sabato 6 e domenica 7 marzo</strong></p>
<p>E di nuovo mi trovo a raccontare la nostra vita passata a cercare di appagare la grande fame di neve, montagna e scialpinismo. Piu&#8217; che trascorrono gli anni piu&#8217; che mi rendo conto di essere in bilico tra un privilegiato e un emarginato. Quello che proviamo e viviamo infatti e&#8217; difficilmente raccontabile e condivisibile con persone adatte a vivere una quotidianita&#8217;. Mi capisce solo chi,  come noi,  dedica la propria vita,  all&#8217;amore per la montagna, la natura,  in tutte le stagioni. Ma qui&#8217; andiamo oltre. Ad uno sguardo superficiale e poco attento,  la stragrande maggioranza di chi,  mi chiede tornando alla routine,  cosa ho fatto nel week,  si limita a dare consigli su prudenza, su quanto sole ho preso nel viso e su come anche questa volta l&#8217;ho sfangata da una morte certa per valanghe&#8230;ma c&#8217;e anche chi, leggendo il luccicare dei miei occhi per almeno buona parte della settimana, capisce che tipo di esperienza onirica ho appena trascorso. Be&#8217; a questi ultimi dedico sicuramente attenzione ed esperienza,  a tutti gli altri appena un accenno di sorriso. </p>
<p><img src='http://www.mountain-fitness.it/wp-content/uploads/2010/03/pescofalcone-052.jpg' alt='pescofalcone-052.jpg' /><br />
(Diego sale la spalla nord del Pescofalcone)</p>
<p>Quando vuoi fortemente una cosa di solito si realizza. Nello scialpinismo le variabili e le incognite sono innumerevoli ma anche questa volta gli incastri del puzzle hanno collimato alla perfezione. E cosi&#8217;, dopo un&#8217;ondata di neve che andava a ricoprire e a riprendere gli spazi,  sottratti dall&#8217;erba,  causa un tempo piu&#8217; simile ad inizio estate, la decisione di fuggire mentalmente e fisicamente nel regno maiella era forte. La scelta itinerario,  sarebbe ricaduta su itinerari <strong>ms </strong>o <strong>bs</strong> possibilmente non incassati nelle famose rave. Mi rimaneva l&#8217;ormai conosciuto Rapina, ma la tentazione di continuare verso il Pescofalcone e scendere nella depressione della rava cupa era un sogno. Tutto si realizza basta volerlo fermamente e avere le necessrie carte in regola&#8230;e cosi&#8217; e&#8217; stato;</p>
<p><strong>Ingredienti di questa 2 giorni</strong>:</p>
<p>La mia cara immensa, protettrice, stupenda Maiella. Un&#8217;attesa e sperata ondata di freddo , abbondanti nevicate, un compagno allenato e tenace  che stringe spesso i denti ma che non deve mai abbassare la guardia anzi crescere continuamente di livello, una casa in pietra, un borgo dimenticato, un caseificio delle meraviglie, un allenamento mostruoso, una discesa su polvere dai 2600 metri che rimane nei nostri geni anche per le future generazioni.. e..poi vesciche, stanchezza, freddo pungente, alzatacce all&#8217;alba, una nebbia da panico che e&#8217; riuscita a spaventarmi, un sole che cuoce il viso, una neve che si trasforma, un vento che sferza gli zigomi e cancella problemi e pensieri, un abruzzo meraviglioso, una due giorni che non scambieresti con nient&#8217;altro al mondo.. neanche con il piu&#8217; piacevole dei sogni.</p>
<p><strong>In sintesi gli itinerari</strong>: </p>
<p><strong>sabato</strong>: salita dal borgo di san nicolao a quota 700 circa con neve che ricopre anche l&#8217;asfalto e un&#8217;aria pungente a -7,  fino alla vetta del rapina a 2027 metri. Fede batte traccia per quasi tutta la salita con Diego che quando puo&#8217; si fa forza e gli da&#8217; il cambio. Un lavoro inumano con neve di 50 cm da aprire dalla base alla vetta. Tempo di salita 2 ore e 30. Discesa stesso itinerario esposto a nord e ovest. Il pomeriggio l&#8217;abbiamo trascorso a scrutare con binocolo altri superbi canali nel versante ovest ancora non in condizione date le abbondanti nevicate. In serata nello stanzone della nostra dimora a Roccacaramanico, cena e poi a nanna. Tutto tace uno dei borghi piu&#8217; belli d&#8217;Italia, ci accoglie con la sua aria gelida e la pace eterna.</p>
<p><strong>Domenica. </strong>Nonostante gia&#8217; sul posto, complice un cambiamento del tempo previsto e temuto,  sapendo di quanto instabile il tempo in quelle montagne, a quelle quote,  decido di alzarmi prestissimo e di affrontare lo scoglio pescofalcone gia alle 7. Dopo un cielo stellato,  la temperatura si fermava a -10. Cielo terso, leggere velature in lontananza. Calma di vento. Il mio fiuto mi indicava che avevo tempo fino alle 11, poi si sarebbe guastato. E vi giuro non era quello che volevo. La salita lunga e interminabile e&#8217; poco tecnica ma estenuante. La traccia del giorno prima,  causa vento,  si e&#8217; ricoperta, cosi&#8217; il sottoscritto, quasi interamente si prodiga per tenere alto il ritmo e correre avanti al cambiamento del tempo. E cosi&#8217; arrivo al Rapina in appena 1 ora e 50 minuti,  gia&#8217; salito il sabato e mi affaccio su quello che ancora mi attende. Una spalla lunghissima e in tremenda salita,  si impenna verso sud lunga e inesorabile. Il sole scalda il viso e fare traccia diventa veramente un inferno. Una sensazione tra piacere e nausea, tra delirio e inferno, tra vittoria e abbandono,  mi assale ogni qual volta guardo verso l&#8217;alto e ogni qual volta penso e osservo al tempo che lentamente sta&#8217; cambiando. Nebbie che riempono le valli, il Morrone gia&#8217; coperto, dal basso un mare di nuvole accenna ad un brutto presagio. &#8230;Salite o voi solitari atleti&#8230;. che poi dal ritono del paradiso vi attende l&#8217;inferno&#8230;E cosi&#8217; dopo 3 ore di andaturna folle,  Fede poggia gli sci in vetta al Pescofalcone a 2600 metri circa. Ci attende una memorabile discesa nel cucchiaio,  tutto per noi , con 1 metro di fresca e cristalli scintillanti al sole;  Entriamo prima nel limbo sospesi tra nuvole, neve, polvere e cespugli di pino mugo poi nell&#8217;inferno dantesco vero e proprio. La base del canale a quota 1900 era gia avvolto da una nebbia ovattata e mortale. Nulla si distingueva, neanche il mio amico a 1 metro da me. Per la prima volta seriamente non avendo punti gps ne&#8217; azimut ho temuto di non farcela. Un white out piu&#8217; completo mi impediva di scorgere le tracce di salita. Vagavo alla ricerca della discesa da 20 minuti, sospeso in un plateau tutto uguale. Poi mi sale un briviso quando per ben 2 volte ripercorro le mie orme. Stavo girando in circolo. Solamente il mio senso della montagna, l&#8217;istinto da orso (tra&#8217; l&#8217;altro presente in quelle rave) hanno evitato conseguenze non facilmente risolvibili. Tutto viene in mente in quelle situazioni. Ripassi le tecniche di bivacco d&#8217;emergenza, i numeri da chiamare, ma poi contando i viveri che scarseggiano e il termos praticamente vuoto pensi bene che tornare all&#8217;auto sia una impellente necessita&#8217;. Calzati gli sci, trovate le flebili tracce sulla neve, Fede e Diego scendono sospesi nel tempo verso l&#8217;auto,  fermamente convinti di quante emozioni si possono provare in un semplice week end di scialpinismo a 2 ore di auto grazie alla nostra amata e odiata montagna.</p>
<p><object width="540" height="460"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7mCWvnW6IsQ&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7mCWvnW6IsQ&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="460"></embed></object></p>
<p>Fede, Diego</p>
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