Posts filed under 'escursionismo'

27 settembre: Il Redentore

4 comments settembre 30th, 2009

Uscita Fast Trek del 27 settembre, un grande anello a Castelluccio di Norcia.

Prima del consueto resoconto, ormai un classico al termine di ogni uscita devo fare sinceri complimenti a tutti i presenti per la splendida giornata trascorsa insieme. Una passione per la montagna che sempre piu mi sta dando la possibilta’ di proporre a quei pochi….. fortunati, credo emozioni indimenticabili. La sinergia con il grande Alain titolare di Sport Action e la presenza di Max Pank in veste di fotografo ufficiale ha regalato alla giornata gia’ splendida, una nota di vera professioanalita’ e competenza.

Ma veniamo a noi: presenti all’uscita del 27 settembre:

1)Max
2)Fede
3)Alain
4)Diego
5)Giulia
6)Francesca
7)Raffaella
8)Francesco
9)Davide
10)Massi
11)Lorenzo
12)Andrea
13)Alessandro
14)Loris

Il percorso da me scelto permetteva di avere una visione d’insieme delle realta’ piu’ belle del Parco Nazionale dei Sibillini. Partendo da Castelluccio di Norcia il il lungo anello prevedeva il passaggio a Capanna Ghezzi, Forca Viola, Laghi di Pilato, Zilioli, Redentore e ritorno. Come preannunciato, queste uscite sicuramente intense e non adatte a tutti, hanno dimostrato che il Fast Trek e’ divertente ma faticoso e che potrebbe essere visto per chi in un futuro, vorra’ apprezzare se adeguatamente preparato, la montagna in veste atletica, di corsa in montagna. Percorso chiuso in 5 ore e 30 circa, ottima andatura, gruppo in gran parte omogeneo, nonostante un impegno muscolare, dislivelli e distanze non indifferenti. Il vento fortissimo sulle creste ha costretto a uno sforzo supplementare.

Vi toccano anche le pagelle:

Francesca: Una passione dimostrata sin da subito, una militanza in Mountain-fitness che crescera’ sempre piu’. Ha dimostrato tenacia, grinta e esperienza maturata in anni di trek, nel sapersi gestire in un allenamento forse sopra le sue possibilita’. Almeno per ora. Grande! voto 9. Voto 9 anche per l’abbigliamento tecnico e performante.

Raffaella: Con rammarico Raffaella si e’ dimostrata non ancora perfettamente in condizione per l’impegno previsto. Ha fin da subito avuto difficolta’ a reggere il ritmo sicuramente sopra le sue possibilita’. Ti aspettiamo alla prossima. Mi raccomando ci conto. Per l’uscita del Redentore un bel voto 4, che spero sara’ uno stimolo per allenarsi in questo mese di ottobre. Anche per l’abbigliamento confermo lo stesso voto, non prorpio congruo ad un impegno di fast trek.

Massi:Atletico, trofico, anzi iper trofico, nuotatore master di buon livello, deve aime’ penare per un fastidio al ginocchio che va’ avanti da alcuni mesi. In splendida forma fino ai laghi di Pilato, ha iniziato un declino lento e inesorabile, fino a crollare sul Redentore. Il travaglio del ritorno all’auto e’ gia sui libri di storia. Voto 7 per l’impegno atletico nonostante il trauma, voto 8per un look sempre piu’ consono all’ambiente. Voto 0 per le bottigliette d’acqua all’interno dello zaino Salomon.

Lorenzo: sempre piu’ in corsa per una mentalita’ da agonista in montagna, sempre piu’ pronto per conseguire titolo di maestro di sci e di rafting, Lory si dimostra allenato, e con un abbigliamento adatto. Continua cosi’. Voto 9 per la condizione, 8 per l’abbigliamento. Lory abbiamo notato un po’ di problemini sulla tecnica di corsa, mi raccomando da correggere.

Davide: Alla prima uscita Davide non era in forma smagliante. Complice un inizio stagione, un ritmo delle uscite sicuramente piu’ tosto del passato, mi e’ sembrato accusare soprattutto nei tratti di vetta. Forse abbigliamento non azzecato? Ho notato in una foto che nonostante avessi tutto l’abbigliamento addosso il tuo zaino era comunque pieno!! Ma che avevi dentro?? Voto 6- per la forma, voto 8 comunque per un vestiario tecnico e adatto all’impegno.

Loris: Un immenso loris mi ha sorpeso per la sua tenacia e rabbia nell’affrontare un anello non alla sua portata. Ha tirato sin da subito, confrontandosi anche con gli altri in tratti di corsa. Immenso, considerata l’eta’ e il suo bagaglio di allenamenti e cioe’ una uscita a settimana in mountain-bike quando ci riesce…..Voto 9 per la forma voto 2, per la gestione dell’aspetto vestiario e cibo: panini con salame, bottiglie di acqua gassata, scarpe da trek fino al ginocchio ecc…

Francesco: Allenato, preparato, tenace, si e’ dimostrato perfettamente all’altezza del percorso in ogni suo aspetto. Grande non saltare le prossime uscite. Voto 9 per la condizione, voto 9 per l’abbigliamento.

Andrea: White giant cosi’ soprannominato per la enorme statura e la felpa bianca addosso, e’ per gli amici super andry. Un validissima prestazione, in ogni punto del percorso. In condizione anche in tratti di corsa. Grande Piri voto 9 per la forma, voto 6 per un abbigliamento ancora un po’ adattato alle uscite. Felpa del nuoto, calzoni prestati con tanto di buco, zaino analog enorme e non ergonomico. Una salomon invece azzeccatissima ormai in simbiosi con le sue unghie….

Alessandro: Un immensa prestazione, la migliore tra tutti i partecipanti. Ale e’ semplicemente a suo agio con il percorso, mai facile sia in salita che in discesa. Battiti del cuore regolari, grazie a impegni in acqua, abilita’ in discesa quasi disarmante, per uno alle prime armi con questo ambiente, direi quasi spavaldo viste le mani in tasca, i Rayban e l’Mp3. Voto 10. Per l’abbigliamento, eccetto le scarpe non proprio sue, Voto 1. Quella finlandese e’ indecente e quel marsupio a tracolla inguardabile.

Per MaxPank e Alain Un voto 10. L’uno per lo splendido servizio fotografico in corsa l’altro per la professionalita e pazienza dimostrata in tutto il giro. Una medaglia al valore civile per Alain anche per l’assistenza umanitaria e psicologica verso Massi in preda a Crampi dal Redentore fino all’auto .

e adesso il video…

Grazie ragazzi alla prossima

Vi presento il Fast Trek

1 comment settembre 2nd, 2009

Per tutti gli amanti della montagna, dello sport e di un pizzico d’avventura e’ arrivato il momento di avvicinarsi a questo splendido mondo dell’outdoor.

fotobiglietto-federico-copia.jpg

Da quest’anno Mountain-fitness in collaborazione con Raid by Sport Action presentera’ il Fast Trek:

Tutto il programma e le info sul banner in alto nella Home page del sito

Vi aspetto Fede

Nella Sardegna del Selvaggio Blu

13 comments giugno 5th, 2009

L’esperienza in Sardegna che abbiamo portato a termine e’ una delle cose piu’ importanti che mi siano capitate negli ultimi anni.

L’amore per la Sardegna mi e’ iniziato dopo un intenso viaggio di quasi un mese nel 2002 in jeep, quando mi sono esplorato gli angoli piu’ intatti e meno turistici sia della costa est che di quella ovest. Ma e’ nel supramonte che la mia indole di solitario amante del silenzio e di spazi selvaggi e parzialmente ancora inesplorati si era soffermata. Ed e’ stato proprio il Selvaggio Blu, una delle cose che mi ero promesso di regalarmi per rivivere lo spirito di questa isola meravigliosa.

Dovrebbe essere chilometrico il post, per descrivervi cosa abbiamo imparato in questa preziosa settimana, in questo remoto e ancora arcaico fazzoletto di terra all’interno del golfo di Orosei, dove in una zona montuosa e fortemente inaccessibile, un ventennio fa’ qualcuno penso’ di tracciare un ipotetico sentiero lungo costa, intrecciando antichissimi sentieri di pastori che collegavano ovili di capre e maiali selvatici e ormai estinte carbonaie. A tutt’oggi non esistono strade, ad eccezione della statale orientale Sarda, che passa pero’ decine di chilometri piu’ nell’interno e l’unico accesso alle splendide cale che si percorrono nel selvaggio e’ possible solo via mare, quando le condizioni lo permettono. Questi 60 circa km di Selvaggio, sono un percorso che mantenendosi sempre in prossimita’ o vicino al mare, collegano la localita’ di Pedra longa con Cala Gonone. Ma chi decidesse come noi di avventurarsi, si rendera’ subito conto di fare un viaggio a ritroso nel tempo e soprattutto un viaggio fortemente introspettivo.

Il vero spirito del Selvaggio e’ quello di aver vissuto e goduto degli antichissimi sentieri dei “pastori alpinisti del Supramonte“, in luoghi ancora parzialmente esplorati, a due passi da una civilta’ che neanche si rende conto, di potenzialita’ancora esistenti in certi angoli di Italia in fatto di “wilderness”. L’aver veduto panorami ineguagliabili sospesi tra mare, montagna, cielo e essersi misurati con una natura prepotentemente superiore a noi.

Dopo questa doverosa e sicuramente non esaustiva introduzione, Federico, Diego e Giulia, ringraziano personalmente Matteo la nostra guida, per lo splendida settimana trascorsa insieme. Credo che tutto il nostro amore, cresciuto giorno per giorno, per questi affascinanti angoli di Sardegna e per le sue storie umane che si tramandano da generazioni, siano solo merito di chi ci ha con scrupolosa professionalita’ accompagnato giorno e notte. Matteo si e’ rivelato, oltre che un profondo conoscitore dei luoghi che attraversava, luoghi in cui e’ cresciuto, ha studiato e si e’ credo piu’ volte felicemente perso, un attento osservatore della natura che attraversavamo insieme. Un ragazzo sempre pacato e disponibile con un bagaglio di esperienza alpinistica da arrampicatore e nel soccorso alpino, fondamentale in moltissime situazioni. E completano il profilo di Matteo, un ottimo motore “(cilindrata)”-delle sue gambe-polmoni-cuore- capace, assieme al terzetto rimasto affiatato fino all’ultimo, di incredibili performance su terreni cosi’ impervi.

L’abbandono da decenni di quasi tutti gli ovili non raggiungibili in auto, la vegetazione che riconquista gli spazi sottratti negli anni, il totale isolamento che per giorni vivrete, spesso non incontrando come noi nessuno fino a cala luna, sono almeno per me “piacevoli inconvenienti” di questa esperienza. Il Selvaggio Blu e’ un trek veramente impegnativo, sia dal punto di vista tecnico, del fondo, sempre su roccie affilate e sconnesse, dal caldo, dai pesantissimi zaini che scavano e logorano le spalle sbilanciandoti in passaggi esposti, della mancanza d’acqua, ma soprattutto della impossibilita’ di orientarsi. E’ forse questo il fattore che piu’ mi ha colpito in tutta la vacanza. Mi sono, da quando ero bambino, sempre distinto per avere un ottimo senso dell’orientamento. Credo di possedere soprattutto per anni di esperienza sul campo in svariati massicci montuosi, una capacita’ innata nel fiutare il percorso anche senza bussola carta o gps. Ma vi giuro che il vedere Matteo districarsi in decisioni e bivi durante il selvaggio mi ha fatto ricredere. Il supramonte non e’ per tutti, nel selvaggio non si naviga in modo tradizionale. Il percorso lo si annusa, lo si intravede da esili tracce, lo si riconosce leggendo sbiadite impronte su pietre di capre o esseri umani, lo si azzecca, leggendo i colpi di vecchi tagli con macete o roncola, lo si scorge da picchi o dalle falesie che per un attimo ti alzano lo sguardo e si intravede la direttrice di marcia. Ma soprattutto credo bisogna amarlo il Supramonte, un amore viscerale che ti permette di duellarci ad armi pari.

Questo il percorso che Matteo mi ha gentilmente inviato in maniera puntuale e dettagliatissima, con tanto di dati tecnici dei tratti alpinistici.

1ma tappa:
Partenza da Pedra Longa, attraversamento della valle di Fòrrola, dove fino agli anni 60 si coltivava il grano con metodi atichissimi (aratri trainati dai buoi ecc). Successivamente salita verso cuile Us Piggius attraversando la cengia di Giradili, percorsa da un’interessante ed ardita mulattiera di carbonai. Dopo Cuile Us Piggius, insediamento ancora usato, si percorre il bordo della falesia fino a Cuile Combidaboe, sito del primo pernottamento.

2a tappa
Da Cuile Combidaboe ci siamo spostati sulle pendici di Monte Ginnircu; abbiamo raggiunto per tracce di sentiero Cuile sa Enna ‘e S’orgiola (capanna diroccata), poi la zona di Sisìera dove abbiamo sceso il Ghiroe omonimo sul bordo delle falesie. Falchi, terebinto monumentale e panorami su pedra longa e sul golfo di arbatax. Attraversamento di Ghiroe sisìera nel corbezzolaio, poi raggiunto il Bacu Tenadili, dove si entra e si esce passando su due splendide Iscalas ‘e Fustes (singolare: iscala ‘e fuste, =scala ,passaggio, di tronchi). Dalla sin orografica di Tenadili passaggio sull’orlo delle falesie di Capo Monte Santo, fino al raggiungimento di portu porru ‘e campu, chiamato spesso eroneamente Portu pedrosu. Secondo pernottamento.

3a tappa
Da porr ‘e campu raggiungimento di portu cuau. Segue l’attraversamento di 4 fra ghiroes e baccos che incidono la zona di Eltìera, fino ad arrivare al più grande, bacu sonnùli, dove si entra seguendo una lunga cengia armata con tronchi di ginepro. Superato il Bacu si arriva a Cuile Fenos Trainos, dove è ancora visibile la capanna e il recinto delle capre (sa corte). Risalita verso la Serra Salinas dove si raggiunge il Cuile Su Runcu ‘e Su pressu. Sosta pranzo su balcone panoramico a Punta Salinas, discesa sull’udulu del pastore presso il Cuile Salinas, costruito dal sig. Mancosu. Pernottamento alla Cala di Goloritzè.

4a tappa

Risalita lungo il Bacu Goloritzè, poi sul Bacu Boladina Su antiche scale di pastori e passaggi su roccia (IV, recupero con piastrina e mezze corde).
Finita la salita di Bacu Boladina, si sono raggiunti gli ovili di Su Tasaru, poi si è proseguito in direzione N sulla cresta di Serra ‘e Lattone. Pranzo su balcone panoramico sovrastante punta mudaloru. Discesa sull’orlo delle falesie lungo us piggius (le cengie) di Pentrosu, calata di 18m con tecnica di doppia piastrina in serie + machard e raggiungimento delle aie carbonili di Portu mudaloru, all’estuario dell’omonimo Bacu. Spietramento…e pernottamento.

5a tappa.

Risalita del costone di Urele, dove si compie una deviazione sul selvaggio blu per percorrere il nascosto Iscalone ‘e Urele. Raggiungimento della località di Ololbizzi, poi Piddi, presso l’omonimo ovile. Passaggio a Sa Nurca ‘e Piddi, stretto intaglio tra le pareti. Due calate in corda: 22 e 42metri, stessa tecnica descritta precedentemente. Pranzo su carbonaia con vista su Cala Biriola; attravrsamento dei boschi di Biriala, Oronnòro, Plumare. Arrampicata su cengia, su un nuovo passaggio aperto pochi giorni prima (IV), poi su ferrata (III). Doppia di 42m sul bosco grande di plumare (stessa tecnica delle precedenti), poi altra doppia di 20 nei pressi di Cuile Piras. Pernottamento a Cala Sisine.

6a tappa
Da Sisine si percorre il percorso classico per Cala Luna: Ghiroe Longu, dove si raggiunge l’omonimo ovile, poi Ghiroe ‘e Lupiru con passaggio presso s’arcada ‘e Lupiru, celeberrimo arco naturale. Su masongiu, poi Cala Luna, rientro in battello.

Con un lungo lavoro di raccolta e montaggio, ho racchiuso alcune sequenze di questa nostra vita all’aria aperta, sperando spero presto di contagiare anche voi. Ci sono innumerevoli associazioni o agenzie, ma credetemi il vero selvaggio, quello portato a termine da noi, lo conoscono integralmente solo alcune persone. Appoggiandovi a Corrado Conca e alla guida Matteo dell’associazione segnavia avete la certezza di affidarvi a veri esperti del Supramonte. Non ve ne pentirete. Per tutto il resto, arrivare vittoriosi in fondo dipende solo dalla vostre capacita’ e dalla vostra grinta.

Buona Visione

selvaggio blu 2009 from federico panchetti on Vimeo.

(video realizzato da Federico, consigliabile visione a schermo intero)

Altri fatti salienti in questa intensa settimana di fine maggio:

-l’oasi di protezione retrodunale di san teodoro La cinta con l’omonima infinita spiaggia.
-il cantiere forestale di biderrosa con le sue calette di sabbia bianca incontaminata.
-l’aver vissuto intensi momenti nell’ovile di Bertarelli a Golgo con una cena faraonica
-la visione magnifica di su Gorropu dalla tortuosa statale tra Dorgali e Baunei
-l’esperienza in una peschiera di arbatax, prima dell’imbarco, negli stagni dove si producono muggini, ostriche, spigole ecc..

Vorrei concludere facendo dei sinceri complimenti a Giulia, immensa dall’inizio alla fine, a Diego che con un carico ingiustificato dietro la schiena di almeno 23 kg., ha retto il passo non accusando mai in nessun tratto, e infine a Francesca che anche se per poco si e’ dimostarta simpatica, coraggiosa e disponibile nel presentarsi sola, ad una esperienza del genere…

Credo sia tutto

Un saluto da Fede Diego e Giulia

All’attacco del Selvaggio Blu – ultimo aggiornamento 30 maggio

10 comments maggio 23rd, 2009

s-blu-005.jpg
(logo stampato sulla t-shirt mountain-fitness, edizione limitata per l’evento)

AGGIORNAMENTI LIVE DALLA SARDEGNA

30 maggio ore 16.25

selvaggio blu
(cala luna arrivo del selvaggio)

Evviva!! Concluso il selvaggio alle ore 13. Da sisine a cala luna. Tappa veloce e tirata dove abbiamo dimostrato un ottima condizione nella salita di 800 metri di dislivello con i soliti 30 gradi di temperatura. L’arrivo dall’alto alla splendida cala luna dopo appena 4 ore, {considerata tra le più belle d’europa} è apparso un sogno. I primi bagnanti incontrati dopo 6 giorni di assoluta vita da eremiti ci ha lasciato stupiti. Come annunciato brindisi finale con la guida matteo con una ottima birra gelata. Il selvaggio blu si è rilevato uno dei trek più duri d’europa. La sua fama è tutta reale. Se non fossimo stati così preparati non l’avremmo finito. Un grazie a corrado conca dell’associazione segnavia, a matteo la nostra infaticabile guida, a diego e giulia mai in seria difficoltà durante il selvaggio e a tutti quelli ci hanno seguito. A presto. Fede.

29 maggio ore 18.56

selvaggio blu selvaggio blu selvaggio blu selvaggio blu

9 ore e 30. La Tappa più dura di tutto il selvaggio è stata conclusa da tutti i 3 componenti del mountain fitness . Oggi si andava da bacu mudaloru a cala sisine passando da luoghi talmente remoti da richiedere praticamente sempre imbrago, corde e tutta la dotazione alpinistica . Ci sono state 2 calate da 45 metri e una da 20 , 2 passaggi di 4 grado e 1 ferrata . Oltre a questo sentieri su ganda e ghiaioni per un totale di 15km circa e oltre 900/1000 metri di dislivello . Nono vi nego che tutti e 4 guida compresa abbiamo esultato come bambini al termine di questa massacrante prova . Il selvaggio blu è al termine domani l’ultima tappa fino a cala luna di appena 5 ore . Ma per fare un brindisi direi di attendere . Un grazie alla guida matteo . Oggi se lo merita . Un saluto a tutti i lettori del blog . 

28 maggio ore 19

Da cala goloritze per bola dina, pentrosu fino a bacu mudaloru. La prima vera tappa alpinistica con passaggi fino al 4 grado e calate in doppia da 20 metri. In realtà tutta la tappa conclusa con grossa fatica è su fondo impossibile. Collegamenti in cenge esposte a picco sul mare e frane al limite dell’aderenza. Abbiamo impiegato 7 durissime ore. Siamo provati ma sapevamo che oggi e domani erano le più dure. Adesso stiamo sistemando il campo per la notte e preparando la legna per un grosso fuoco che ci scalda da un’umidità bestiale. Il problema sembrano le abrasioni e le pulci e zecche . Un saluto da diego fede giulia e la guida matteo. Si va avanti.

27 maggio ore 17.11

selvaggio blu selvaggio blu

Da Porto pedroso alla spiaggia e guglia di goloritze. Tappa chiusa in 6 durissime ore ad un ritmo pazzesco. Rimanendo in 3 tutti ottimamente affiatati abbiamo deciso di fare forcing nonostante un caldo torrido. Percorso stupendo su falesie a picco. Notevoli i passaggi esposti e scale di passaggio tra antichi ovili fatte di alberi di ginepro. Dopo uno splendido bagno adesso stiamo dividendo le razioni alimentari e di acqua per la cena e per domani. Stiamo tutti bene , siamo solo pieni di graffi e neri come il carbone. Un bacio a tutti.

26 maggio ore 19.07

Oggi 26 maggio causa tappa durissima francesca di milano abbandona il selvaggio blu. domani alle 8 un gommone se il mare non è mosso la carica e la riporta alla civiltà. Siamo dispiaciuti. Rimarrà oltre la guida solo il gruppo mountain. Da combi da boe a porto pedroso 6 ore di terreno impervio regno di capre e ovili di pastori abbandonati da anni. Passaggi alpinistici facili ma instabili causa peso sulla schiena. Terreno sempre a ganda affilata. Arrivo su un fiordo naturale con un acqua blu cobalto. Bagni sole e ricci. Domani tappa di 7 ore fino a goloritze. Un saluto.

25 maggio ore 19.34

selvaggio blu
(pedra longa sullo sfondo punto di partenza del trek)

ieri 24 maggio giornata di spiagge incantevoli e pernottamento in ovile con cena e pernotto a casa di pastori.
oggi prima tappa da pedra longa a combi da boe, 800 metri di dislivello.
caldo torrido a 35 gradi, zaini pesanti fino a 20 kg e percorso estremamente tecnico e duro.
adesso campo e fuoco per la notte tra cinghiali e capre selvatiche.
sarà dura.
un saluto a tutti.

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24 maggio / 1 giugno: Un immneso in bocca al lupo a Fede, Diego e Giulia nel tentativo di portare a termine il trek Selvaggio blu in Sardegna con le guide dell’Associazione Segnavia. Saranno impegnati per 7 giorni consecutivi con tappe di circa in 10/12 ore e zaini da 15 kg, in regime di totale autosufficienza idrica e alimentare. Il percorso di circa 55 km totali collega Pedralonga nel comune di Baunei con Cala Gonone passando per le stupende spiagge di Goloritze’, Sisine, Luna. Una prova durissima considerato anche il caldo previsto, resa ancora piu’ ostica dall’uso spesso di corde per passaggi fino al 4° grado e calate in doppia di 50 metri.

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(Fede, Giulia, Diego)

Seguiteli su questo post che verra’ aggiornato appena possibile, live, con foto e brevi commenti di ogni tappa.

Enjoy ragazzi

Outdoor con Mountain-fitness al Ceresa

6 comments maggio 20th, 2009

Domenica 17 maggio: Tornati indenni dall’ immenso “appennino perduto”

Questi i valorosi che sono riusciti nell’impresa di concludere lo stupendo anello di 26km circa e 1000 metri di dislivello nel comprensorio del Monte Ceresa con un buon tempo finale di 6 ore e 20 minuti.


Fede
Diego
Mike
Luca T.
Luca G.
Massi
Ivan
Davide
Giacomo
Loris


(Montaggio curato da Mike)


(Montaggio curato da Massi)

Qualcuno mi ha sussurrato al termine del giro: “questo non e’ un semplice trek, sono emozioni profonde…”

Ricordo a tutti gli interessati che il 7 giugno ci sara’ la magnifica salita nel cuore della Laga. Le Cento Fonti e il Gorzano. Per prenotazioni ed informazioni lasciate un messaggio alla mail del sito

Vi aspetto

Fede

News da Mountain Fitness

6 comments aprile 25th, 2009

Le cose da dire in questi intensi week end primaverili sono tante, cerchero’ di non scontentare nessuno:

1) Outdoor con Mountain-Fitness riprende alla grande dopo la Ciaspolata di Castelluccio con 2 imperdibili appuntamenti per gli amanti del trek solitario e del fitness in montagna. La prima proposta che presentero’ il 17 maggio e che sara’ aperta a tutti (a patto di essere in ottima forma) e’ un superbo anello nell’”Appennino Perduto”, ossia il comprensorio ancora poco conosciuto del Ceresa.

acquasanta_104890.jpg
(il borgo fantasma di Cocoscia)

petr.jpg
(la remota grotta del petrienno)

-Oggi 25 aprile in compagnia di Diego e Giulia ho percorso integralmente, ma di corsa, l’itinerario in questione per complessivi 26/28 km circa e 4 ore e 20 di tempo totale e un dislivello attorno ai 1000. Un mare di acqua e fango ci ha accolti tra i sentieri piu’ remoti del nostro appennino con tanto di guadi e passaggi bagnati sotto cascate, Le piogge dei giorni scorsi a carattere torrenziale hanno intriso il terreno che era viscido in ogni suo punto. Fioriture, asparagi, un verde rigoglioso che ritorna padrone dopo il lungo e freddo inverno che tra quei borghi fantasma di Agore, Tallacano, Cocoscia e Rocchetta e’ quasi spaventoso, le vette in lontananza ancora cariche di neve sopra i 2000 metri e l’incontro con la grotta del Petrienno fanno di questa giornata un evento di rara poesia. Non vi svelo cose ulteriori, vi aspetto il 17 maggio per unirvi a noi nelle 7 ore che impiegheremo per concludere a ritmo di trek il lungo, magnifico e duro anello.

Il secondo appuntamento sara’ il 7 giugno dove entreremo nella valle delle centofonti e conquisteremo il Gorzano. (Magnifica Laga)

Per info, costi e adesioni lasciate la richiesta alla mail del sito.

2) Continuano i lunghi per il gruppo ultra Max Paolo e Dante in vista della TheAbbotsway nel ponte del 1 maggio. Oggi da Campodonico i 3 hanno chiuso 4 ore e 50 di allenamento fino al Pallone.

m.jpg

3) Rinviata anche per Fede e Diego oltre che per il plotone del Mezzalama,

rosa.jpg

la cavalcata fino alla Capanna Margherita in sci a 4554 metri sulla vetta del Monte Rosa. L’ultimo tentativo si effettuera’ nel ponte del primo maggio con le guide di Gressoney. Oltre quella data se le condizioni meteo e neve non dovessero essere favorevoli, saremo costretti a rinunciare.

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