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Montagna invernale per tutti??

1 comment dicembre 28th, 2009

avalanche.jpg
(un’immensa valanga invernale)

Era da tempo che covavo la voglia di dire la mia sulla fruibilita’ estesa a tutti della montagna invernale. Le seguenti considerazioni nascono dagli ultimi fatti avvenuti in Alto Adige, con il solito soccorso a sprovveduti, ad opera di valorose guide del soccorso alpino, purtroppo decedute anche loro nel prestare aiuto.

Quello che scrivero’ probabilmente dara’ fastidio a molti, ma non e’ chiaramente verita’ assoluta, bensi’, solamente la mia opinione.

In anni di montagna invernale, di escursioni (ramponi e piccozza, ciaspole), di snowboard sotto tutte le sue forme (freestyle, freeride, backcountry, agonismo) e ultimamente di scialpinismo, ho penso maturato una sufficente esperienza personale e un bagaglio di esperienza (sia grazie a corsi, amici, pratica, studi) da potere dire la mia a testa alta.

Ci sono innumerevoli chiarimenti che i non appassionati o addetti al settore devono sapere:

Chi muore in montagna?: scialpinisti, escursionisti e amanti del fuoripista in genere.

Perche’ e’ in aumento il numero degli incidenti? :perche la passione per l’outdoor invernale e’ un fenomeno in crescita e quindi una massa sempre crescente di persone si avvicina ad un mondo che in questo periodo e’ pericoloso.

Perche’ e’ pericoloso in questo periodo e non in altri? La montagna e’ come il mare, un ambiente naturale ricco di fascino, ma di enormi imprevisti. I mesi che vanno da novembre a fino a marzo, con dovute eccezioni in base a localita’ e altimetria, sono quelli in cui le precipitazioni nevose sono piu’ abbondanti e i metamorfismi della neve molto piu’ lenti rispetto ad altre stagioni. Questa stupenda coltre bianca che si deposita farinosa sui pendii e’ sempre di piu’ “droga” per un vastissimo numero di appassionati.

A questo punto distinguerei due importanti approcci al montagna innevata, tralasciando attivita’ minori (ciaspole, alpinismo invernale, cascate di ghiaccio, speleo) ma pur sempre affascinanti e rischiose:

freeride_advanced_snowboard.jpg

1) il Freeride (che si effettua in sci, snowboard, telemark)

*ha bisogno possibilmente dell’elemento neve fresca.

*e’ l’attivita’ piu in voga e rischiosa nelle nostre montagne (fortissimo rischio di provocare valanghe)

*viene praticata purtroppo da persone poco preparate e istruite essendo di forte impatto mediatico ed estetico

*e’ possibile utilizzare mezzi meccanici, gatti, elicotteri, motoslitte

*e’ sempre rischiosa anche se, accompagnati da guide alpine e in possesso delle dotazioni obbligatorie, il rischio si abbassa notevolmente (saranno le guide che valutano per voi il manto e il percorso adatto, spesso limitando il divertimento!)

sci_alpinismo.jpg

2) Lo scialpinismo/snowboardalpinismo/telemark di stampo classico

*si effettua in periodi “intelligenti” ossia quando la neve e’ assestata

*richiede una conoscenza approfondita della montagna

*ci sia avvicina a questo mondo tramite le guide alpine o i corsi del Cai

*si predilige spesso la salita e la pianificazione dell’uscita, al brivido della discesa estrema a forte velocita’

*richiede una pratica e una passione non adatta agli “sciatori della domenica”

*c’e una forte componente atletica e mentale

Mi preme puntualizzare che questa distinzione e’ puramente sulla carta. In realta’ chi frequenta la montagna e’ allo stesso tempo freerider in alcuni mesi e scialpinista classico in altri, ma comunque la precisazione chiarisce molte cose. Infatti la stragrande maggioranza degli incidenti avviene a chi, non da’ tempo, al manto nevoso di assestarsi, vuoi per incompetenza vuoi per “dipendenza” dalla famosa droga, di cui parlavo prima. Anche io, sono ormai da anni, per lo meno 15, entrato in un tunnel che mi ha portato a desiderare talmente tanto la polvere (powder in gergo montano) da commettere soprattutto in passato, ingenuita’ grossolane. Surfare o sciare sulla neve appena caduta, con temperature bassissime e cristalli candidi scintillanti al sole e’ una tentazione alla quale ormai molti, non sanno rinunciare. Ed il problema e’ tutto qui’:

Tralasciando questioni legali, leggi vigenti in pista o in fuoripista delle quali non ne so’ un granche’, muore o rischia di uccidere altri, chi, sia in presenza di impianti di risalita, che in ambiente aperto, si avventura piu’ o meno preparato, in un pendio nel quale la neve e’ fortemente istabile e non coesa con gli strati sottostanti. Il freeride come dice la parola stessa e’ lo scendere liberamente e senza vincoli, pendii aperti o boscosi a forte velocita’, lasciando una traccia indelebile sulla polvere. Questa disciplina nata in Canada e in Alaska e’ ormai da anni pubblicizzata e praticata anche da giovani e meno giovani nel nostro paese. Le case produttrici investono in video, prodotti, tendenze stili di vita, allargando la base degli usufruitori. Vendere e istruire sono concetti aime’ inversamente proporzionali. A quanti sara’ capitato di vedere, cafoni in abiti sgargianti, pavoneggiare tra gli impianti e tracciare in modo anomalo e irresponsabile pendii adiacenti alle piste??

Questa forte crescita del fenomeno freeride e’ a mio avviso preoccupante. Come dicevo prima il freeride, si effettua in periodi e su pendii in cui la neve non e’ ancora stabile. Divertente ed emozionante per carita’, lo sci fuoripista invernale, l’eliski, sono attivita a mio avviso da regolamentare a dovere, alla stessa stregua di chi si vuole avventurare per mare o per cielo. In anni di pratica e grazie a frequentazioni di guide o corsi del Cai (la piu’ valida istituzione che abbiamo in Italia) mi sono sempre piu’ reso conto che, chi insegna ad andare in montagna non ti esortera’ mai alla pratica del freeride. Chi avesse avuto lo scrupolo in anni di “CARRIERA” di avvicinarsi ad una minima didattica, avra’ sentito dire che le uscite in montagna si possono effettuare solo quando il manto e’ stabile. Questa condizone, difficilmente puo’ avvenire in periodi di forti precipitazioni, ma solo a tarda stagione, quando il processo di assestamento e’ piu’ marcato. Non si effettuano salite prestigiose nelle alpi in inverno, non si salgono con le pelli canali stracolmi di neve fresca, non si scendono a forte velocita’ in snowboard pendii instabili e magari a ridosso degli impianti.

O meglio tutto si puo’ fare, ma incomiciamo ad assumerci, colpe e pene per i danni causati a me, agli altri e alla natura stessa

Chi puo’ a mio avviso, essere parzialmente, con la coscienza a posto:

-CHI HA ANNI DI PRATICA NELLA SUA SPECIALITA
-CHI HA FREQUANTATO CORSI DI METEO, NIVOLOGIA, ARVA
-CHI NONOSTANTE ABBIA NOZIONI TEORICHE POSSIEDE SUFFICENTE PRATICA ED ADDESTRAMENTO
-CHI HA PARTECIPATO A CORSI CON GUIDE ALPINE DI FUORIPISTA O DI SCIALPINISMO
-CHI HA PARTECIPATO AI CORSI ANNUALI CON IL CAI NELLE VARIE SPECIALITA’
-CHI POSSIEDE NOZIONI DI PRONTO SOCCORSO
-CHI SI MANTIENE IN COSTANTE ALLENAMENTO FISICO E PSICHICO
-CHI HA UN’ATTREZZATURA ADEGUATA ALL’IMPEGNO PREVISTO

Da punire con vigore a mio avviso

-chi utilizza gli impianti a pagamento e abbandona le piste battute ! La responsabilita’ di questi soggetti che rappresentano la massa degli incidenti in montagna dovrebbe essere molto piu’ severa e punita.

Ricordarsi di:

-controllare sempre i bollettini meteomont i giorni precedenti all’uscita
-il meteo
-non uscire mai da soli e avvisare la forestale di competenza sul percorso scelto
-avere cura maniacale dell’attrezzatura soprattutto del dispositivo arva
-scegliere compagni di uscita collaudati in mesi di allenamento tra i monti
-adeguare il percorso alle proprie capacita’ fisico /tecniche

Chiedo troppo se sogno una montagna senza divieti ma con appassionati competenti, formati e che rispettano regole comuni?

Alcuni siti:

Pianificare un’uscita e bollettini meteomont

Cai

Guide alpine

Meteo 1

Meteo 2

Aineva

La risposta caro Bertolaso, purtroppo bersagliato in questi giorni da piu’ emergenze, alla domanda iniziale e’ presto fatta:

La montagna e’ di tutti, … ma non per tutti, ed e’ compito anche dello Stato vigilare su questo..

Fede

e’ arrivato l’inverno

4 comments dicembre 15th, 2009

Il prossimo week ci trasferiremo nella localita’ abruzzese di Ovindoli.

Lo spot a ridosso del Sirente Velino si sta’ riempiendo di polvere..

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castelluccio_pdah.jpg

una intensa ondata di freddo di origine russa portera’ freddo vento e neve nelle montagne del centro sud. probabilmente sara’ un bianco natale. per ora mi accontento di sognare davanti alle immagini delle webcam che immortalano copiose nevicate.

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il prossimo week end forse il battesimo della stagione.

News Live dal viaggio

26 comments novembre 30th, 2009

Venerdi’ 11 dicembre:

indigestione di shopping sfrenato in una metropoli tra le piu’ adatte. sotto il periodo natalizio, fa’ strano vedere con 40 gradi e il 100% di umidita’, scritte merry christmas and happy new year, ma fare spese qui’ e’ incredibile. ci saranno almeno 20 shopping center di 7-8 piani. noi in 3 ore ne abbiamo completato velocemnte solo uno. ..

giudizio: bisogna venirci apposta solo per 4 giorni di spese folli.

Stasera dopo probabilmente il secondo shopping, una mega cena di sushi o china food a base di dim sum o noodle l’ultimo mega relax con 2 ore di thai massage

domani il volo.

per adesso grazie di cuore a tutti i lettori. al nostro ritorno un esauriente descrizione sulla thailandia e sulle nostre impressioni.

haaallooooo

Giovedi’ 10 dicembre:

In mattinata traghetto per phuket town, poi taxi fino all’aeroporto. 2 ore passate a niang beach tra sole e mare tranquillo e pulito in attesa del ceck in. pomeriggio volo e arrivo a bkk. Trasferimento in taxi fino a tanon sukumvit tempio dello shopping e della bangkok commerciale. Cena ad un famoso locale della zona il lemongrass, un po’ troppo chili per i nostri gusti, poi, mega massaggio di 2 ore . prima foot massage, poi oil massage. rientro alle 2.00. .

Mercoledi’ 9 dicembre:

Deciso alla fine un pacchetto tutto incluso per vederci phi phi leh , mosquito island e altre spiagge non raggiungibili via terra. 500 bath per una giornata intensissima su un battello in legno improvvisato al turismo. insieme a noi altri soggetti non proprio adatti ad un’esperienza simile…immancabili due giapponesi a bordo che per precauzione e per non trovarsi impreparati hanno calzato maschera boccaglio e pinne fin dall’albergo. impagabili!!. la visione alla fine della giornata con la stupenda Maya beach, un autentico paradiso terrestre ci ha fatto per un attimo dimenticare il traffico aime’ senza limiti delle barche in un parco marino cosi’ fragile. Per un attimo proviamo ad immedesimarci in di caprio che nel 1999 per ben due mesi si trasferi’ con la paramount di hollywood in questo scenario..un ultimo saluto tutti insieme al tramonto con la piroga che sfrecciava tra onde e frangenti, con il rammarico di dover iniziare il viaggio verso casa. ..domani volo phuket-bangkok nel tardo pomeriggio.

a presto le foto di maya beach e koh phi phi leh

Martedi’ 8 dicembre:

Partenza da Bamboo island e sistemazione a Phi Phi island.

a presto, domani tour a phi phi leh e maya beach famosa per il film di di caprio “the beach”

Lunedi’ 7 dicembre:

Bamboo island

Degni di nota nel video

-il simpatico varano che assieme a suoi simili popolava bamboo island
-il trolley del caro diego perfettamente necessario e pratico per una vacanza simile
-un saluto con salto di fede con tanto di urlo “yhoo” cosi’ in voga tra i turisti made in japan(i piu’ demenziali)
-se qualcuno ha pensato bene che fosse una luna di miele con diego, la scritta sulla sabbia dimostra il contrario

domenica 6 dicembre:

dopo uno splendido thai massage di 1 ora e mezzo che ci ha semplicemente devastato tanto era intenso la notte di sabato oggi domenica siamo partiti con il battello per phi phi don dove saremmo arrivati dopo un paio d’ore di navigazione. siamo arrivati e l’isola incredibilmente bella e con scogliere altissime ci e’ sembrata a prima vista un po’ troppo invasa da turisti. cosi’ preso dopo contrattazione un private boat taxi, partiamo per la splendida bamboo island ad oltre un’ora di mare. qui il racconto termina:

-mare
-spiaggia deserta
-pesci di tutti i tipi
-una simpatica gestione familiare a preparare i pasti
-tenda per campeggiare

per chi volesse approfondire che cos’e’ il thai massage cliccate qui:

massaggio thai originale

Sabato 5 dicembre:

giornata intensa. In un giorno pensavo di esaurire la visita di phuket town e un’occhiata alle famose spiagge di kata, karon e patong. Ma abbiamo osato incredibilmente di piu’…Ecco il resoconto.. colazione a base di yakult, poi nescafe’, poi in un mega mercatino di piazza, assaggio di cocco con il suo latte, manghi, passion fruit, papaya, banane, lichies, kiwi rosa tropicale ecc.. poi acquisto del volo thai di rientro per bangkok dato che siamo a oltre 15 ore di pulman e non abbiamo voglia di ripetere l’esperienza dell’andata. E se vi diciessimo che abbiamo avuto il coraggio in uno dei traffici piu’ caotici e pericolosi del mondo di affittare uno scooter 100cc. e girarci phuket da soli????? be’ l’abbiamo fatto. per 3 euro circa un fiammante honda che ci ha permesso di guidare tra una vivace isola. Alla guida fede e diego in navigazione con guida turistica in mano sfrecciare a folle velocita’ tra ingorghi e semafori con file chilometriche. era come trovarsi su un gioco playstation. i semafori scandivano i secondi che mancano al verde.. 3..2..1 e’ stata una gara a chi sfrecciava piu’ veloce . in difficolta’ all’inizio ma poi credo di essermi preso la rivincita… cosi’ facendo spiaggia di kata, poi karon e infine la pullulante patong una rimini asiatica piena di bordelli, negozi e affaristi di ogni genere. chioschi che cucinano alla griglia e fritti parti del pollo al curry (zampe, ali, pelle, petto e testa) ci hanno saziato a bestia. veloci verso puket acquistiamo ticket per phi phi dove passeremo nelle bianche spiagge i prossimi tre giorni .

phi-phi-don.jpg
(phi phi don)

koh-phi-phi-maya-beach.jpg\
(maya beach, location film the beach )

bamboo.jpg
(bamboo island)

vedremo phi phi don, leh e forse bamboo island. mentre vi scrivo cena veloce fra squisite bancarelle thai a base di spiedini di calamari con il suo stomaco alla griglia, pane cinese al vapore con ripieno indefinito e un budino a forma quadrata di latte e uno di farina di ceci.

speriamo di risentirci prima di giovedi’ quando torneremo a bangkok

a dimenticavo ci aspetta un massage tra poco. originale ovvio!!

Saluti fede e diego

Venerdi 4 dicembre:

Sveglia e consueta nuotata in una baia di 500 metri tutta per noi, come in un’acquario. Due tartarughe si avvicinano e si lasciano toccare. avevo la tentazione di aggrapparmi tanto erano tranquille e curiose. la solita razione di 3000 metri in oceano con diego a scandire le bracciate. aspettiamo la barca che ci preleva alle 13 e si parte prima per un tour di altre isole poi per la terraferma. e’ archiviata questa fantastica esperienza alle ko similan. veloci sotto un’acqua torrenziale con un passaggio rimediato all’ultimo dalle gentilissime guide del parco, e arrivo in serata a phuket la piu’ meridionale tra le grandi citta’ con forti influenze indonesiane.

Giovedi 3 dicembre:

Giornata dedicata alle nuotate, mare relax, sole (fortissimo che con la sabbia bianca ci ha fin da subito ustionati)

Mercoledi’ 2 dicembre.

dopo 11 ore tra strade infernali, passi di montagna, io e diego unici turisti in un bus di locali, arriviamo in mattinata a kaolak. piove, ma caldissimo. in minitaxi verso il molo d’imbarco. tutto e’ frenetico e difficile da pianificare. l’inglese parlato dai tainlandesi uno slang indecifrabile. la nostra richiesta nel baracchino di imbarco per l’arcipelago e di passare tre notti in tenda nell’isola piu’ bella e fare un tour alle altre isole. Si parte il mare sembra calmo, temevamo il contrario dato che abbiamo letto di turisti in preda a onde enormi e affondamenti. gli oltre 60 km del mare delle andamane non ci facevano stare tranquillissimi. e andiamo verso il parco marino. approdo a ko similan dopo 1 ora e 45 minuti. appena arriviamo un sogno. nuotiamo in mezzo a tartarughe giganti, sabbia accecante di un bianco mai visto. foresta vergine e orchidee ovunque. Sistemazione in tenda. unici turisti a passare le notti io e diego. con noi solo le guide del parco che in 3 giorni ci hanno piacevolmente coccolato tra zuppe di pesce, riso, curry ecc…Sulle isole il turismo e ‘ di giornata. nessuno pernotta. varani, ratti, colombe delle nicobare, squali, mante, tartarughe e pesci di tutti i tipi tra la fauna di terra e di mare.

Martedi’ 1 dicembre:
Di nuovo nella grande chinatown per un immenso mercato cittadino. colori, profumi, spezie, cibi incredibili e per noi senza un nome, spese irrisorie , traffico, smog, poi mercato indiano e rientro con gli ormai famosi tuk tuk (apetti cabrio pericolosissimi) a kaosan road. Massage thai di un’ora, devastati e sconocchiati, e via di corsa verso il bus terminal sud per la lunghissima traversata in pulman di 11 ore verso kaolak punto di partenza per l’arcipelago delle similan.

Uno shock inevitabile l’impatto con Bangkok, questa la nostra prima impressione.

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(Diego a Chinatown, spesa 3 euro)

picture-029.jpg
(tagliolini cinesi con anatra laccata)

Lunedi 30 novembre

di rilievo

-colazione con succo di tamarindo, mango e banane
-smog
-wat pho uno dei migliori templi in thainlandia con decine di buddha d’oro
-massaggi thai e coconuts oil 2 ore
-chinatown un quartiere immenso dove trovi di tutto
-tagliolini in brodo di anatra laccata alla sampei per 2 euro
-tanon silon, patpong
-chuk chuk ossia “apetto taxi cabrio” economico ma con rischio incidente elevatissimo
-cena in tarda notte a base di zuppa di cocco e frutti di mare e granchio al c

-dopo 24 ore passate in viaggio con un incredibile scalo a Dubai siamo finalmente atterrati nella mitica Bangkok. Gia’ le 4 ore passate in aeroporto di Dubai meriterebbero un post tante le cose viste in un aeroporto grosso come una citta’ dove alle 7.30 e’ possibile mangiarsi un sushi freschissimo, oppure ostriche pescate nel golfo persico, o dove tutti gli orologi a muro dell’aeroporto sono Rolex!! Un lusso sfrenato,sceicchi che si confondono tra normali turisti e una possibilita’ di fare shopping allucinante.. ma parliamo dell’arrivo a Bangkok…metropoli immensa ci ha accolto al buio. erano le 20 circa. taxi diretto fino al centro in kaosan road e poi immersione totale nella piu’ caotica, pazzesca, inquinata citta’ del sud est asiatico.

di rilievo
-cena nel centro di Kaosan a base thai, poi cavallette,bachi da seta e altro
-citta aperta 24 ore al giorno
-turisti inglesi ovunque
-camera per 8 euro circa a testa in Lamphu House

Domenica 29 novembre

-dopo 24 ore passate in viaggio con un incredibile scalo a Dubai siamo finalmente atterrati nella mitica Bangkok. Gia’ le 4 ore passate in aeroporto di Dubai meriterebbero un post tante le cose viste in un aeroporto grosso come una citta’ dove alle 7.30 e’ possibile mangiarsi un sushi freschissimo, oppure ostriche pescate nel golfo persico, o dove tutti gli orologi a muro dell’aeroporto sono Rolex!! Un lusso sfrenato,sceicchi che si confondono tra normali turisti e una possibilita’ di fare shopping allucinante.. ma parliamo dell’arrivo a Bangkok…metropoli immensa ci ha accolto al buio. erano le 20 circa. taxi diretto fino al centro in kaosan road e poi immersione totale nella piu’ caotica, pazzesca, inquinata citta’ del sud est asiatico.

di rilievo
-cena nel centro di Kaosan a base thai, poi cavallette,bachi da seta e altro
-citta aperta 24 ore al giorno
-turisti inglesi ovunque
-camera per 8 euro circa a testa in Lamphu House

Foto

picture-001.jpg
(sushi a dubai )

picture-005.jpg
(cavallette, bachi, scorpioni, una delizia)

picture-011.jpg
(wat pho il piu grande buddha d’oro sdraiato)

picture-030.jpg
(l’ingresso del quartiere piu’ malfamato di Bangkok)

picture-022.jpg
(all’interno del wat pho un centro fenomenale per massaggi thai)

domani in serata viaggio di 12 ore per trasferimento in pulman a kaolak porto d’imbarco per le similan.

Quasi pronto il Trail Autogestito

1 comment ottobre 11th, 2009

Sabato 10 ottobre Comprensorio del Ceresa

In compagnia di Giulia e Diego, oggi abbiamo dedicato la giornata, alla stesura del giro completo per il trail autogestito di fine novembre. Il percorso tra i luoghi piu’ belli e remoti del nostro appennino, gia percorsi dal sottoscritto in numerosi allenamenti ed uscite, credo sia quello definitivo, al fine di avere una visione completa del Ceresa e dei suoi borghi fantasma. E’ di circa 40 km con 1800 metri di dislivello positivo e si sviluppa su sentieri chiusi, con folta vegetazione e fondo sicuramente viscido e fangoso in quel periodo. Allenarsi da queste parti, tracciare le rotte, scoprire varianti, aprire e trovare passaggi nuovi, con l’aiuto spesso di qualche anziano abitante dei luoghi, e’ semplicemente fantastico. A volte mi sembra, a due passi da casa, di vivere in una giungla del Borneo Malese, fitta e impenetrabile, dove gli unici percorsi riaperti dal Cai, sono come un filo di arianna, in un oceano di foresta. E cosi’ alle 7 gia’ li sul posto, in pieno autunno, con l’esplosione di castagne e funghi e con un ottima andatura, completiamo il lungo anello in circa 7 ore. Graffi da rovi e bolle per l’ortica sono il giusto prezzo da pagare per girovagare per ore tra questi luoghi.

xtempogtx.jpg
(la xtempo in versione alta)

In questa occasione provata la Salomon xtempo gtx (con membrana in goretex) una scarpa polivalente, adatta a questo tipo di lavori. Si pone in una fascia di mercato e di target tra le scarpe da corsa vere e proprie e quelle da escursionismo classico, esiste sia in versione alta che con profilo piu’ basso e quindi leggera. Ho provato quest’ultima, in condizioni di fango nella prima parte e su sentieri piu’ secchi e veloci nella restante parte del giro. Una volta che si adatta ai piedi(necessario almeno 3/4 uscite) non rimpiangerete le leggere scarpe da corsa, dato il notevole grado di comodita’ e protezione, la robustezza che dimostra in queste situazioni e la facilita’ con cui ti permette errori. La membrana in gore assicura impermeabilita’ mentre, se ancora siamo in presenza di giornate calde, la traspirabilita’ non mi e’ sembrata eccelsa. (il sudore del piede prodotto dallo sforzo con un caldo eccessivo tende a rimanere imprigionato nella scarpa). I peso sui 410 gr la rende perfetta per un primo approccio con la corsa o con l’escursionismo sportivo (vedi fast trek), data la notevole capacita’ di flettersi e di garantire quindi un gesto tecnico piu’ atletico. Da provare per chi si voglia avvicinare alla velocita’ in montagna.

Per info www.salomon.com

Dante Massari: istruttore di Nordic Walking

Add comment settembre 23rd, 2009

logo_sinw_nero.jpg

Finalmente in Mountain-Fitness-Marche, anche un istruttore nazionale di Nordic Walking. Dante Massari, gia’ atleta di ultratrail, nelle piu’ importanti gare del calendario nazionale e internazionale, ha da poco conseguito l’abilitazione per l’insegnamento della disciplina originale finlandese, secondo le direttive sella Scuola Italiana NW, e dell’associazione Pole About. Con questa nuova esperienza, si arricchisce il panorama di offerte che siamo in grado di offrire a chi in maniera dolce, voglia avvicinarsi al mondo del fitness all’aperto, in pianura e collina con un occhio di riguardo a tonificazione e dimagrimento.

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Da oggi quindi nella sezione guide, troverete anche il nome del caro amico Dante disponibile per divulgare questo fantastico mondo del NW.

Qualsiasi richiesta o informazioni potete inviarla alla mail del sito : info@mountain-fitness.it

Complimenti

Tecnologia Garmin

Add comment settembre 17th, 2009

In questo autunno che vedra’ Mountain-fitness impegnato in allenamenti, ricerca percorsi, mappatura di zone poco battute, uscite con clienti e tanto altro, non potevamo altro che aggiornare il nostro “magazzino tecnico outdoor” con un marchio leader nel settore: GARMIN

01.jpg
(orologio cardio e virtual partner fr60)

E piu’ precisamente sara’ al mio polso un orologio Cardio Fr60 negli allenamenti intensi di tutti i giorni, come nei fine settimana, con la possibilta’ di interfacciarsi al pc con la tecnologia Garmin wireless ant+ in modo da monitorare costantemente progressi e grafici di lavoro da archiviare tramite penna usb. Inoltre sostituiro’ l’ormai datato seppur indistruttibile Etrex con il nuovissimo Garmin Colorado 300 palmare di ultima generazione ideale negli sport in outdoor.

garmin_colorado_300_2.jpg
(il Palmare a colori con cartografia da caricare Colorado 300)

Per i vostri acquisti Garmin consultate le specifiche del prodotto su www.garmin.it

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