A scuola dallo storico: Timoteo Galanti
gennaio 17th, 2012
Inizia una nuova avventura e un nuovo capitolo si apre per Mountain-Fitness e gli amici di Laturo.

Il grande storico del brigantaggio e non solo, Galanti, fornira’ al gruppo amici di Laturo sposando a pieno la nostra causa preziosissimi reperti di archivio, sulla vita del borgo, oggetto ormai da alcuni mesi dell’interessamento del gruppo.
La sezione in attesa di essere aperta su un sito dedicato, verra’ pubblicata a puntate sia su questo blog che sul gruppo chiuso amici di laturo
Intanto grazie di aver condiviso con noi questa immensa avventura
TERZA PUNTATA A SCUOLA DA TIMOTEO GALANTI
COSTRUZIONE DELLA CAPPELLINA DI LATURO DEDICATA ALLA MADONNA DI LORETO
LA NOSTRA SPLENDIDA ATTUALE CHIESETTA
UN DOCUMENTO DI INESTIMABILE VALORE
L’dea di fare la Cappellina all’ingresso del paese di Laturo risale al 1927. Don Alfredo Novelli, ne espose i motivi(ricordati nella seconda puntata relativa a san Egidio), prima al Vescovo Mons Apollonio Maggio deceduto il (21-10-1927) indi al suo succesore Lodovico Cattaneo che plaudendo alla proposta, invio’ a Laturo il Subeconomo vescovile Don Secondo Cicchi per le valutazioni del caso e per ascoltare il parere e la disponibilita’ materiale della popolazione che era entusiasta del progetto. Non sono chiari i termini e le modalita’ con cui la Curia approvo’ disegno concernente il lato finanziario dell’impresa che fu’ anche appoggiata favorevolmente dal Maresciallo di Valle Castellana e dell’Ispettore della Guardia Forestale.
“Il paese di Laturo era tutto d’accordo prima che si cominciassero i lavori: tutti volevano aiutare, tutti volevano fare a piu’ non posso, per farla bella e per la comodita’ al paese..ma le opere di Dio sono proprio cosi’…sono sempre ostacolate, ma si va avanti” commenta amaramente Don Alfredo Novelli
Ci furono sicuramente dei contrasti tra il parroco ed i paesani, nonche anche tra abitanti concernente i lavori e la donazione del terreno su cii edificare la Cappellina finche’
“Domenico Sabbtaucci ad honorem B. M. V. Lauretanae ci ha dato il terreno occorrente per la cappellina, solo.” Sottolineata a penna da Don Alfredo nel suo diario, si riferisca al fatto che unicamente il Sabbatucci tra tutti i paesani avesse donato il terreno oppure che la donazione del terreno era subordinata alla costruzione della sola Cappellina e non dell’abitazione per il parroco come non e’ chiaro se subordinasse la costruzione della Cappellina alla dedica della stessa Madonna di Loreto. Finlmente dopo 4 anni di lavoro il 25 ottobre 1936 festa di Cristo Re, la Cappellina fu consacrata e dedicata alla Madonna di Loreto.
Nelle righe che seguono le fasi della lavorazione
nel 1932 furono segati alcuni travi occorrenti per il tetto da Giovanno’. Nel 1933 fu fatta la fornace da Domenico Sabbatucci che fu’ utilizzata dal fornaciaro detto il Merlo di Leofara. Fu comprata polvere da sparo e miccia per procurarsi pietra occorrente che fu sagomata in due settimane da due scalpellini di Collegrato. Nel frattempo i muratori Piccioni Domenico e sabbatucci Domenico di Settcerri in circa 15 giorni tagliarono quattro travi vicino Fonte Cuculo e nella Valle Grande(ag giungo io, parte alta della Pantana)56 tavole, tavolette e 2 tavoloni. Tutto il legname fu poi portato a Laturo da Piccioni Giuseppe. Poi nel 1934, forse per mancanza fondi il lavoro si interruppe. Nel 1935 riprende e Vincenzo Bianchini di Collegrato lavora all’interno della Cappellina per 13 giorni mentre Baro’, Giovanno’ ed Eugenio, portano pietre. Intanto Razzetti Francesco si interessa al trasporto dei coppi della calce e delle mattonelle. Nel 1936 si avvicendano nei lavori i muratori Vincenzo Bianchini per 7 giorni di lavoro, Giulio Fiori, per 22 giornate e Giuseppe de Paolis di Colli di Lisciano per 9 giornate, mentre Giovanni Chiappini trasporta le pietre. Il 4 dicembre il De paolis in due giorni mette la porta alla Cappellina che era stata costruita insieme alle tre finestre dal falegname Adamo Zenobi. Nel 1936 si ricostruisce la fornace per fare 3000 coppi, 300 mattonelle, 1500 quadri, 800 mattoni, che furono costruiti dallo “spianatore” Nicola di Rocca Monte Calvo aiutato da Sabatucci Domenico e De Simone Domenico di Laturo e cotti da Biagio Angelini di castel Trosino.
I Lavori intanto si intensificano. Giuseppe De Paolis lavora alacremente per circa un mese, cosi’ come Filippo Sabbatucci, Vincenzo Bianchini e Eugenio. Si comprano i vetri per le finestre, si tinge l’interno di color rosso, finche giunge il giorno dell’inaugurazione: 25 ottobre 1936.
Timoteo Galanti
SECONDA PUNTATA CON LO STORICO TIMOTEO GALANTI:
LA CHIESA ALTA(LA PRIMA E L’UNICA VERA CHIESA,L’ATTUALE E’ LA CAPPELLINA EDIFICATA NEL 1936 DOPO LA DISTRUZIONE DELLA PRECEDENTE ORMAI SOLO MACERIE)
CHIESA DI S. EGIDIO
Scarsissime sono le notizie storiche a riguardo, non avendo il paese alcuna importanza ed essendo abitato solo da poche anime. La sua costruzione risale intorno alla prima meta’ del 1500 e dipendeva dal Duca di Atri “in temporalibus” La prima menzione dell’esistenza di una chiesa a Laturo e’ del vescovo di Ascoli Camaiani che transita per Laturo nel 1571 durante la prima visita pastorale di un vescovo nei paesi di Valle Castellana e prega nella chiesa dedicata a sant’Egidio. Questa visita e’ seguita dalla successiva del vescovo Nicolo II di Aragona nel 1580
Il 1 maggio 1910 fu inviato quale successore di Don Giulio Travaglini, alla parrocchia di san Filippo e Giacomo di Olmeto in qualita’ di economo e di Parroco dal Vescovo Pacifico Fiorani, Don Alfredo Novelli che ebbe la ratifica della nomina dal Vescovo successivo Mons. Apollonio Maggio. La chiesa di Laturo, dipendente da quella di Olmeto, era talmente abbandonata e “misera di arredi” al punto da indire il Novelli, nella stessa giornata del suo insediamento, a pubblicare, il decreto di interdetto della chiesa. Sicuramente quest’atto suscito’ molto sconcerto tra gli abitanti che si adoperarono alacremente alla sistemazione della Chiesa. Si distinsero in modo particolare Domenico Monti, De Simone Francesco, Sabatini Egidio e Chiappini Giuseppe. Tra l’altro fu dorato il calice, comperato il messale per i morti ed una pianeta color viola. Cosi’ dopo tre mesi, la Chiesa fu riaperta al culto. “Per rinnovare lo spirito in questa villa” il parroco Don Alfredo Novelli decise di organizzare degli esercizi spirituali da farsi contemporaneamente ad Olmeto, per opera di P. Egidio Ricotta ed a Laturo dal Novelli parroco di Castel Trosino. L’idea di farli in contemporanea era dovuta al fatto che “l’accesso in Olmeto specie di notte e’ difficilissimo e impraticabile per le pessime strade e poi anche per la lontananza”..Le spese per gli esercizi spirituali a Laturo furono sostenute dalla “casa ospitale e generosa di Domenico Monti”… Durante l’attuazione degli esercizi a Laturo furono decise due cose. La prima fu l’istituzione dell’Associazione delle “Figlie di Maria”. Furono elette “Superiori” Maria di Giuseppe e Giuseppina Patacca mentre la “patronessa” non poteva che essere Maria Antonini moglie di Domenico Monti. Il compito di questa associazione era quello di mantenere viva la fede in Dio, di custodire il Santissimo Sacramento e mantenere accesa la Lampada Votiva. La seconda decisione spiritualmente piu’ importante , fu quella, di conservare il SS. Sacramento, nella chiesa di Laturo. “Sia perche mi e’ piu comodo da Settecerri portarmi a Laturo sia perche’ l’abitato di questa frazione e’ vicina alla chiesa, sia perche ho affidato la custodia della lampada alle fiiglie di Maria”. Don Novell iera del parere che il Sacramento ad Olmeto non si poteva conservare perche’ la chiesa, “resta proprio fuori di mano, non essendo di passaggio, non andandoci mai nessuno a farvi visita, perche’ la chiesa dista un 600 dall’abitato”. Gli anni successivi non presentano alcunche’ di particolare: le note seguenti sono segnalate solo per curiosita. Il 19 dicembre 1911 fu messa la serratura alla porta d’ingressa e comprati alcuni vetri che si erano rotti; nel 1912 fu’ comprata una rete metallica per transennare l’esterno della chiesa; nel 1913 una navicella, mentre il 15 giugno, 1915 furono acquistate le tendine color verde del confessionale. Il 19 settembre di questo stesso anno, con l’intento di “togliere”, l’umidita alla chiesa, fu eseguito uno sterro intorno alla stessa. Il lavoro inizialmente, fu fatto, da Sante di Sante ed Angelantonio Sabbatucci. : Duro’ tre giorni, fu pagato da Maria Monti ed Egidio Sabatini e fu terminato un mese dopo da Francesco De Simone. Il 1 ottobre furono acquistate le ampolline per la santa messa, L’8 dicembre fu riparato l’incensiere che si era rotto, mentre il giorno prima, festa dell’Immacolata concezione, furono venduti 2 anelli, il cui ricavato fu utilizzato, per le spese correnti della chiesa. Il 1917 si presenta invece ricco di particolari. Fu restaurato il ceppo della campana, furono fatti 2 banchi per le figlie di Maria e riparato il confessionale. All’interno della chiesa, per dare maggiore luce, fu’ aperta una finestra, mentre all’esterno, per agevolare la salita alla chiesa fu rifatta, la scalinata. Il lavoro, fu eseguito da Agostino Sabatucci aiutato da Giovanni Di sante. Fu anche comprato un nuovo tabernacolo, le stazioni della via Crucis e riparata la statua del patrono del paese che era stata interdetta da Maria Monti. Per adornare ulteriormente la chiesa, fuorono acquistate 2 sopra tovaglie, rossa e verde, del merletto per cornice nonche’ 2 lumi a petrolio, 6 candelieri di piombo, 2 tendine per finestre, e la carta gloria per l’altare maggiore. Gli abitanti donarono 12 candelieri dorati, e la croce, mentre michele monti dono’ una lampada che fu messa al centro della chiesa il 26 aprile 1918. Nel 1922 fu restaurata una porzione del tetto da de Simone Domenico, mentre il 26 giugno del 1924, furono tenuti gli esercizi spirituali sia a Laturo che ad Olmeto dal solito Ricotta Egidio il parroco. In occasione della festivita’ di S.Egidio, il 1 settembre 1926 Luigi Ticchiarelli di San Vito offri in onore del Santo la considerevole somma di lire 55. Nel 1932 fu comperato un nuovo messale, e la chiesa subi’ un restauro dal muratore Piccioni Domenico aiutato da Sabatucci Domenico di Settecerri. Successivamente, la chiesa perse notevolmente di importanza per la costruzione della cappellina dedicata alla Madonna di Loreto(la chiesa attuale), anche se Don Novelli .era del parere che la chiesa di S. Egidio…” e’ sempre un monumento della villa e percio’ deve essere conservato….” Il motivo della costruzione di un altro sito devozionale era ..”che la chiesa, e’ sita in cima ad una collina ed e’ battuta da venti specie di Tramontana..inoltre dista troppo dall’abitato e se bisogna qualcosa avoglia a chiamare….stando cosi’ le cose ho deciso di fare giu in paese una cappellina e sopra una stanza in caso che il parroco deve alloggiare senza scocciare a nessuno nel paese e servira per dire la S.Messa specie nell’inverno e per comodita’ per fare il catechismo altrimenti si puo’ pur suonare che non viene quasi mai nessuno”. E cosi la chiesa di S. Egidio cadde inevitabilmete in lenta ma costante rovina, anche se rimase luogo di sepoltura fino a verso la meta’ del 1900 e chi scrive queste righe ricorda la festa di S. Egidio 1963
Timoteo Galanti
PRIMA PUNTATA: COSTRUZIONE DELLA STRADA-MULATTIERA TRA LATURO E SETTECERRI
“Nel 1928 fu’ costruita la strada detta di “Venagrande” tra i due paesi, perche’ la vecchia mulattiera era inaccessibile, specie d’inverno, sia in localita’ “Renara quanto in localita “Capolaselva”. Le spese furono sostenute da Don Alfredo Novelli(245 lire) con il contributo gratuito del fabbro Di Domenico Vincenzo di Laturo che si occupo’ dei manufatti in ferro occorrenti per i lavori. Questi furono eseguiti con entusiasmo ed a titolo gratuito, dagli abitanti di Laturo e Settecerri, al punto che durante l’ultimo giorno, vi lavorarono 40 persone. Quest’opera servi ad avvicinare materialmente ed amichevolmente i due paesi”
Timoteo Galanti
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3 Comments Add your own
1. Mario | gennaio 19th, 2012 at 21:25
Ho trovato il tutto molto interessante.
Hai fatto davvero un buon lavoro.
2. fede | gennaio 20th, 2012 at 00:26
grazie mario. su internet anche tu? grande
3. Domenico M. | gennaio 23rd, 2012 at 15:29
Un saluto agli amici di Laturo e a Federico
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