“adottare un borgo”
ottobre 24th, 2011


Lettori del blog e amici, dopo alcuni mesi trascorsi ad impostare un cambiamento radicale al mio modo di vedere la montagna e il blog come avete letto in un precedente articolo, e’ arrivato per me il momento di coinvolgere altri in questa mia ricerca di ridare anima e voce al borgo fantasma di Laturo presso Valle Castellana, Teramo. Ma piu’ in generale faccio da oggi un appello per invogliare altri, nel progetto di credere che e’ impellente salvare un patrimonio di abitazioni rurali del castellano e tornare perche’ no’, ad una vita rurale e non solo ad un turismo rurale di giornata mordi e fuggi.
Perche’ questa idea o passione:
Perche’ quel territorio di montagna di un’estensione sconfinata, troppo per essere gestito e curato da un comune di appena 1000 anime (sito comune), pur con una voglia di lottare e non morire, ha bisogno di investimenti, amore e passione anche da fuori comune, regione, nazione. All’interno del territorio ci sono piu di 34 frazioni con una media di 2-3 residenti, molte di queste in completo abbandono da decenni. Alcune come Laturo abbandonate prima dell’arrivo della strada. Gioelli architettonici tramandati nei secoli. Villaggi che da ricerche fatte si sono mantenuti intatti per almeno 500-600 anni- Ed ora per il sopraggiungere dell’era industriale e del lento ma inesorabile spopolamento montano, hanno conosciuto una morte inarrestabile. In pochi legati fortemente alle proprie radici, tra immense difficolta’ hanno investito nel loro passato, proiettando una speranza di rinascita montana e continuando seppur come seconde case a non lasciar morire un sapere montano lungo secoli. Ma sono in pochi. Il resto si sta’ cancellando sotto le piogge autunnali o le pesanti nevicate invernali. I tetti non reggono, le travi si piegano sotto la neve, gli angoli si sgretonalo e cosi’ anno dopo anno, ripassando dagli stessi sentieri non puoi far altro che assistere all’involuzione.
Fermiamo questo declino. Abbiamo un patrimonio che ci invidiano nel mondo!!!
Vi faccio un piccolo flash back. Un anno fa’ correndo, mi imbatto nel preappennino dei monti Gemelli all’interno dei Monti Gran Sasso Laga. Qui tra le varie mulattiere di collegamento non posso far altro che rimanere estereffatto dallo stato di abbandono non solo dei sentieri, ma dei villaggi un tempo importanti nuclei di vita e scambi tra gente di montagna. In questo lembo di montagna posta tra i 600 e i 1000 metri troppo distante da Teramo per essere presa in considerazione, molto vicino ad Ascoli , ma purtroppo fuori comune, c’e una zona che passa per le Vallate di Olmeto, Laturo, Pantana, San Vito, Leofara ecc, dove fioccano splendidi casolari vecchi di secoli fino a interi villaggi da poche case a numerose, con tanto di chiese e scuole. Insomma piccoli nuclei autosuffcienti che ormai da 50 anni sono abbandonati o fortemente spopolati. In questo sito trovate un archivio frutto di un bellissimo lavoro di censimento:
www.seripubbli.it
Dei tanti troppi ruderi e paesini sparsi tra queste selvaggie e rigogliose montagne appenniniche, ne cito alcuni che in questi mesi sono stati meta dei miei trek o dei lavori di volontariato per la ripulitura delle piste di collegamento:
lepora, serra, collegrato, valzo, olmeto, laturo, corvino, il pizzo, vallecchia, cornito vecchia e nuova e una innumerevole presenza di splendide costruzioni in pietra, piu’ o meno isolate dal mondo disseminate in un territorio di una vastita’ impressionante.
Io rimasi folgorato dal piu’ grande, Laturo. 150 persone fino al 1950 vi abitavano stabilmente. 30 case ormai solo 4-5 salvabili, sparse su uno sperone di roccia, che domina una valle ricca di acque e di boschi. non una luce, ne’ un rumore. ne’ strada. solo una ripida pista per fuoristrada, la puo’ collegare al mondo in stagioni non piovose. laturo e’ il simbolo a mio avviso di uno degli ultimi angoli di vita autentica di montagna. L’isolamento e’ stato la sfortuna per i proprietari costretti ad abbandonare l’intero villaggio, ma la fortuna per un luogo che e’ rimasto praticamente intatto, per nulla antropizzato. Qui da giugno 2011 sto portando avanti un personale progetto di riaprire le vie di collegamento per laturo dopo aver di recente completato la puliza da rovine e da rovi della via principale. Un luogo fiabesco di stampo medievale con un lungo vialone di accesso e muretti di sostegno, che conducono al nucleo centrale. Qui dopo malintesi iniziali, con anziani eredi spesso inconsapevoli dello stato di forte degrado che versa il paese, direi inagibile, non si lasciano facilmente coinvolgere nella vendita o affitto di splendide seppur malandate abitazioni di un tempo, fatte da mastri scalpellini, con opere di edilizia impensabili ai giorni nostri. Travi e architravi intagliati a mano, edifici con muri da 90 di spessore dove grazie alla dimesione, la temperatura e’ fresca in estate e tiepida in inverno ; qui’ si viveva con poco o nulla, bastava il cibo. Inverni lunghi e nevosi, estati di duro lavoro, ma dopo aver intervistato chi ancora puo’ raccontare, tutti mi dicono: si stava male ma oggi si sta’ peggio. L’obbiettivo un tempo era mangiare, oggi non sappiamo piu’ quale e’ il vero obbiettivo oltre lo spendere e sperperare.
Ma veniamo a noi. Da solo amici e appassionati di montagna non riusciro’ mai a salvare il poco rimasto in piedi. La mia attivita’ di guida e di futura associazione si sta’ concentrando in quell’area. Dopo mesi ho ottenuto un comodato per un piccolo fienile a laturo che personalmente e con immense ma appaganti, scomodita’, stiamo sistemando. Ma altre splendide case sono li’ che aspettano voi amanti dell’outdoor e della vita autentica di montagna per essere adottate e sistemate. Ho le visure in mano di tutto il paese, ormai sono conosciuto in zona per aver riaperto alla visita un borgo che fino a maggio 2011 era impossibile solo entrarci. Appoggiatemi, aiutatemi nell’”adottare laturo” nel diventare con me comproprietari, ugnuno con una piccola cifra simbolica di poche migliaia di euro. Negli anni diventereste titolari non solo di uno dei nuclei abitativi piu’ grandi e affascinanti della Laga, ma mettere a mio avviso un’ipoteca seria e alternativa, su un mondo che sta’ andando a rotoli. Dopo che anche Dario Fo’ non molto per scherzo, su Che Tempo che Fa’, sabato scorso,’ urla a gran voce che per salvarsi bisogna ritornare alla vita di un tempo e che le uniche popolazioni che sopravviveranno a questo declino saranno chi rimasto per secoli senza luce, riscaldamento ecc, cioe’ le popolazioni tribali ancora presenti numerosi nel pianeta, non vi esorto a mettervi l’anello al naso e a governare l’aratro.Giammai, troppo pessimismo seppur in tono ironico di un grandissimo premio nobel.. Vi chiedo perche’ non farci una visita. Saro’ disposto ad accompagnarvi e mettere al vostro servizio l’esperienza maturata in questi mesi.
Perche’ investireste piccole cifre per “adottare un borgo”??:
una sola o tutte insieme queste motivazioni valgono il piccolo investimento, se a crederci non rimango solo..
Per le ferie
per sport in tutte le stagioni
per respirare aria buona
per raccogliere castagne e funghi
per essere all’interno di una delle zone montane piu belle del centro Italia e vicinissimi a tutti i parchi piu famosi
per allontanarsi da un mondo troppo caotico
per ricercare se stessi
per tornare a vivere con i mestieri di un tempo, imparando dai pochi anziani in grado di tramandarli
Per non lasciar morire splendidi edifici in pietra che potrebbero essere un patrimonio dell’unesco
per andare a spasso con mulo o cavallo
per chi e’ amante della vita di un tempo
per dedicarsi alla scrittura o alla lettura
per chi possiede della sana follia nel suo dna
per portarci la compagna
per portarci la moglie
per creare una famiglia
per cercare tartufi in compagnia dell’amato cane
per ritornare e provare a coltivare e allevare come i contadini di una volta
per chi crede nella bioedilizia e nella facilita’ oggi grazie alla tecnologia di abitare dove prima era difficile
per chi si accontenta delle cose semplici
per chi si adatta a tutto rinunciando al superfluo
per chi pensa che cosi’ non si puo andare avanti per molto
per chi non crede che a laturo si puo’ campare bene con 100-15o euro al mese
per passarci un giorno
per passarci un mese
per abbandonare tutto e andarci a vivere
venitemi a trovare (ma prima chiamatemi non abito ovviamente li) a Laturo di Valle castellana prima che arrivi la neve. saro’ lieto di accompagnarvi e spiegarvi tutto. Adottare un borgo e’ chiaramente un invito anche per altri nuclei abitativi del castellano.
Questo e’ lo step a mio avviso :
1)innamoratevi di un posto
2)esploratelo e capite pro e contro
3)tornateci alcune volte
4)cercate le visure delle case che vi interessano e commissionate ad un bravo geometra la trattativa spesso estenuante
5)iniziate se la cosa va a buon fine a prendevi cura del luogo e dei suoi collegamenti, reintrecciando, conoscenze e maestranze montane, contattando i vicini, scambiando merci e aiuti vari.
6) dopo mesi o anni , potete essere certi di aver adottato una casa, averla salvata, averci ricreato vita e movimento e interesse in un luogo che poco prima era dimenticato.
7) e’ iniziato il viaggio all’incontrario. le citta’ ormai al collasso, la migrazione verso le aree montane dove legna da bruciare, acqua da bere per ora non sono un lusso per pochi.
Proprio quello che da mesi noi di Mountain-Fitness stiamo portando avati a Laturo, dedicandogli ferie e tempo libero
Benvenuti a Laturo, il motto che vi si presenta appena arrivate in paese,
L’ultima frontiera
Fede
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