Di nuovo Abruzzo, di nuovo Maiella

agosto 5th, 2010

7 agosto, tempo di riflessioni:

facciamo un po’ di chiarezza sulla strada percorsa fino ad oggi da mountain-fitness, su come vedo il presente, il panorama montagna e i nostri obbiettivi futuri,

Di nuovo alle prese con i preparativi, per i prossimi impegni (9-10-11 agosto) con Giampiero di Federico alla Maiella. Mi rendo conto che molti lettori del blog probabilmente piu’ runners che alpinisti, si chiederanno come mai questo pesante sconfinamento in un mondo poco frequentato fino adesso da Mountain-fitness. In realta’ distinguerei una cosa fondamentale. Una cosa sono le attivita’, come per altro ben specificato nelle nostra sezione ATTIVITA’ a disposizione dei clienti che in qualita’ di guida, la legge mi permette di esercitare, una cosa sono le reali passioni, che un frequentatore assiduo di outdoor, in anni e anni, ha provato e sperimentato. Questa distinzione vi fa’ subito capire che per la legislazione, che sancisce i limiti dell’accompagnamento alla categoria di cui faccio parte, permette di esercitare in montagna, fin dove si riesce con l’uso delle gambe, ma per il mio bagaglio di esperienze maturate in anni di montagna, spesso da autodidatta, si deve ricorrere spesso all’uso delle mani(vedi piccozze) e soprattutto cosa che molti non immaginano fermandosi al semplice gesto della corsa, ad usare la testa.(non mi riferisco alla resilienza, peraltro fondamentale nella corsa oltre un certo chilometraggio) Immaginate l’evoluzione, di un approccio alla montagna, che all’inizio, in una fase precoce, partendo dal basso, si limita all’uso delle gambe, poi con l’avanzare delle esperienze e difficolta’ prevede l’utilizzo di uno o entrambe le braccia, e infine si raggiunge l’apice con il coinvolgimento assiduo e costante della mente, quando dobbiamo prendere decisioni fondamentali per la nostra incolumita’, impostare un tracciato di rotta, districarsi da imprevisti con utilizzo di corde ecc… Il Trail-Skyrunning in autogestione, L’alpinismo, lo scialpinismo e l’arrampicata, il tutto magari arricchito da spedizioni, sono il massimo grado di perfezione e conoscenza dell’ambiente montano; ma allo stesso tempo pericolose e affascinanti, dove alla semplice fatica fisica, subentra un’intensa dose di adrenalina, fisiologica risposta dell’individuo all’aumentare del pericolo. Quindi le scelte sono di due tipi: O ti affidi a guide alpine ad ogni uscita, oppure ognuno dei componenti di un’uscita di un certo livello, si deve rendere autonomo. Ecco quindi e spero di essere stato chiaro, con chi puo’ a primo impatto non capire, come mai ultimamente sto cercando di elevare sempre piu’ la mia frequentazione montana all’utilizzo non solo del fisico ma anche della mente. I paletti imposti da qualcuno che oltre il proprio orticello non se la sente di andare e’ dovuto a scarsa competenza e passione in quello che sta facendo. La visione e’ piu’ globale a 360°, l’approccio alla montagna non commerciale(ossia il solo iscriversi alla garetta e affidarsi a qualcuno dalla a alla z, cosa peraltro gia effettuata in passato) e’ pur legittimo ma e’ a mio avviso un po’ limitante e ripetitivo. Apro una parentesi su quest’ultimo punto: Come molti si saranno accorti da tempo il filo conduttore del blog seppur con dovute e meritate eccezioni (i nostri atleti impegnati in ultra e durissime competizioni) non evidenzia piu’ le gesta di atleti in gare, di resonti a manifestazioni ecc ecc..Sempre piu’, e a mio avviso troppo, alcuni autori, organizzatori , spacciandosi per depositari di culture trail o sky si rendono testimoni della filosofia dell’andare in montagna. Riviste che dedicano il 90% a resoconti gare, e il resto a superficiali approfondimenti, competizioni aperte a tutti senza la minima selezione, spesso con incidenti gravi, spaziando dalla salsiccia o porchetta trail fino al utmb, mi fanno distaccare sempre piu’ da questo finto spirito di montagna, dove alla fine rimangono tonnellate di rifiuti in terra, soldi nelle tasche degli organizzatori e poco altro. Siamo stati in grado negli anni e sfido qualcuno a dire il contario, a portare la cultura podistica spesso semplicistica della strada, in montagna, su ferrate e su percorsi lunghissimi senza preoccuparci dell’impatto che potesse avere, ma pensando unicamente all’indotto che simili fenomeni portano al turismo locale. Prediligo quindi dar spazio ad autogestioni, a resoconti di viaggi, allenamenti, spedizioni, a solitarie ecc, o a semplici avventure escursionistiche in giro per le nostre montagne. Questa rimane la vera poesia a mio avviso. Il sapersi continuamente mettere in gioco, appprendere da veri maestri, le necessarie tecniche di sicurezza e autosicurezza, ci permettera’, ma solo a chi ha deciso di iniziare questo percorso, di crescere di livello, ma soprattutto di affrontare la montagna in una forma piu’ matura e consapevole. Continueremo ad amare e praticare il trailrunning, lo skyrunning, continueremo a sommare dislivelli abissali in pochi istanti, ma se serve sapremo gestire pericoli e contrattempi con la testa da alpinisti e meno da corridori, pur facendo salvo il mio stile di montagna che e’ quello del running e della velocita’. E’ questo l’impegno che spero chi mi seguira’, vorra’ condividere, per una montagna a mio avviso piu’ adatta a “montanari” piuttosto che a podisti “montanari” improvvisati della domenica..

A buon intenditor

Tra alcuni giorni vi faro’ saper come sta’ procedendo l’approccio con il verticale e su cosa consiste tecnicamente questa full immersion con la guida e istruttore Giampiero.

Ps. Ho appreso solo oggi dal link di Montagna tv che uno dei piu’ forti skifreerider lo svedese Ericson e’ deceduto nel tentativo di discesa con gli sci dal K2. Era una delle poche leggende viventi in grado di imprese simili. Un destino infame dopo che al precedente tentativo era deceduto l’Italiano Fait. Date un’occhio al link Montagna tv


(Un saluto da “tetto-” grado 6a Falesia di Roccamorice)

Appena tornati da 5 intensi giorni immersi nella Maiella piu’ autentica, ospiti in una “dimora” che regala emozioni profonde, ma solo a chi in grado di carpirle. Per chi apprezza un Abruzzo autentico fatto di sapori, di vette, di aria rarefatta, di temporali improvvisi, di animali selvatici, forre e eremi inaccesibili. Una Maiella ricca di storia e abitata da gente ospitale e tenace. L’abbiamo di nuovo vissuta da dentro, dall’interno, appesi alle verticali pareti, di duro calcare, con il nostro grande Giampiero, per continuare il corso di alpinismo/arrampicata, dove oltre ai rapaci che ti volteggiano sopra, pochi altri rumori disturbano un’oasi di autentica pace. Abbiamo percorso in lungo e in largo i suoi valloni, corso per ore e ore sommando dislivelli himalayani, ci siamo misurati con le orride e inaccessibili rave dell’alto Orfento,con le gole di Santo Spirito, i valloni delle Mandrelle, Cannella e Macchia lunga, ripercorso i sentieri spesso cancellati dal tempo che collegavano, alpeggi e Eremi, ma soprattutto ci siamo dedicati anima e corpo, con sincera passione all’apprendere dal Maestro, l’arte delle manovre su corda e le giuste tecniche per arrampicare. Una dimora-museo dove come in un tempio religioso, mente e corpo si fondono per regalare sensazioni e emozioni sportive che ci hanno lasciato ricordi bellissimi.


(le greggi, i tholos e le imponenti vette: questa e’ la Maiella)


(L’ immensa val Cannella al Monte Amaro quota 2800m.)


(L’odore del Pino Mugo, simbolo della montagna Madre)

Non aggiungerei altro, il corso andra’ avanti e tornare nel B&B Santo Spirito vi giuro sara’ di nuovo un vero piacere.

www.montabruzzo.it

All’attacco e buona estate

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