Un per ..”corso”.. doveroso
marzo 21st, 2010

(via salita in falesia, immagine google)
Dopo aver, per ragioni di lavoro, dovuto abbandonare il secondo livello di scialpinismo del cai, nonostante istruttori bravi e preparati, ho cercato altrove, chi mi poteva dare le basi per la sicurezza in montagna in vie piu’ difficili, cordate, conserve e ferrate. La necessita’ di sapere le basi per fare sicura ad un compagno in una gita su neve piu’ complicata, il sapermi calare da un canalone non praticabile o con salti di roccia per l’impossibilita’ di togliere gli sci o tavola, il frequentare le vie ferrate di appennini e alpi anche abbinandole a vacanze, mi ha da molto tempo motivato a saperne di piu’. La mia montagna e’ prevalentemente di gambe, corsa e individualita’ forti e preparate che prediligono l’aspetto velocita’ e raid alla parte tecnica e quindi alpinistica. Sono due montagne diverse ma che in alcuni momenti e ultimamente spesso, si incontrano. Trovarsi alla fine di un canale con gli sci ai piedi, ancora in ombra, dopo averlo sceso tutto e accorgersi che un salto di 10 metri di roccia ci impedisce di superarlo potrebbe rovinare non solo il proseguio della giornata…..ma ben altro. E allora avendo in certe uscite, il materiale minimo a sufficienza, per farsi autosicura o sicura ad altri, potrebbe minimizzare i rischi di uscite che a volte si spingono un po’ oltre. E in ultima analisi l’allenarsi all’esposizione e a situazioni critiche spesso ci aiutano poi su difficolta’ di scala minore. Abbandonato il cai quindi convinto di ritrovarlo piu’ avanti mi sono appoggiato in chiave puramente di amicizia a Stefano, alpinista e climber nonche snowboard e scialpinista di livello che opera anche nel soccorso alpino.
Con lui ho iniziato un percorso decisamente piu’ completo di quello che avrei intrapreso con il cai che in alcune giornate di teoria in indoor e con uscite in ambiente su roccia e neve mi avrebbero gettato le basi per i rudimenti di
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-1)progressione in parete a tiri (sicura al primo e recupero del secondo)
-2)discese in doppia su soste o corpi morti
-3)come e dove fare le soste
-4)conserva per ghiacciai o rapporto guida-cliente
-5)conoscenza dell’attrezzatura, corde, nodi ecc..
-6)teoria e pratica in uscite negli appennini

Tutto quindi si e’ mosso in 2 giornate dedicate ad apprendere la conoscenza dei materiali, i nodi, e la scelta dell’attrezzatura minima sufficente per caversela in molte situazioni. Specifico molte e non tutte per il semplice fatto che in questo durissimo mondo le variabili sono infinite. Non esiste una regola che vale per tutte le situazioni che si trovano in ambiente. Spesso e’ la mente, la pratica e l’esperienza che giocano un ruolo fondamentale nel sapersi districare dai guai. Il kit quindi da comprare presso il negozio Pennente che comprende varie dotazioni base, quali moschettoni, kit piastrina, kit machard, kit secchiello, rinvii, kit longe, cordini, fettucce, mezze corde, ecc….

(il nodo machard)

(piastrina usata come freno sia per recuperare il secondo che su doppie)

(secchiello o tuber usato per sicura al primo)
Poi finalmente ieri pomeriggio ci siamo incontrati presso la falesia di Rosara(Ascoli) dove nel cuore della palestra degli ascolani per l’arrampicata abbiamo salito alcune vie, per il sottoscritto decisamente impegnative data l’ignoranza in materia fino ad un grado 5 b.
Il pomeriggio e’ passato su 4 vie di difficolta’ decrescente dove in situazione di stress emotivo dovuto agli strapiombi di 30 metri e oltre, difficolta’ nel salire e spostarsi su roccia, ho ripassato quello imparato in palestra con la sicura fatta al primo (stefano) che attrezzava la via, e le varie doppie una volta in cima per ridiscendere.
Credo di aver dimostarto una capacita’ inaspettata nel salire anche tratti strapiombanti, e saper gestire l’emozioni di trovarsi appesi ad un nodo all’imbrago come unica sicura che ti tiene in vita…Mi sono piu’ volte fermato nei tiri a volte con piccolissimi appigli, per riposare avambracci duri e gonfi dallo sforzo, e poi in cima con un sudore freddo nella schiena allestire su un balconcino di 20 cm a strapiombo doppie in totale autonomia. Da collaudato ed esperto dell’ambiente, stefano, mi ha aiutato ben poco, ribadendo che dagli errori e dalle situazioni di forte stress le cose si imprimono nella mente sicuramente meglio. Bella consolazione!!
Alle 18.30 al buio dalla collina di Rosara tra Ascoli e Acquasanta mi calavo per l’ultima volta sospeso nel vuoto scorrendo lungo una piastrina e grazie alla sicura di un portentoso nodo autobloccante machard…
..Alla prossima. Grazie ste
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