anello del Monte Porche

febbraio 28th, 2010

Sabato 27 febbraio

itin_1479.jpg
(parete ovest del Porche)

p2.jpg
(itinerario di salita e discesa)

Una giornata difficile da organizzare, causa temperature tardo primaverili i giorni precedenti l’uscita e addirittura piogge fin a quote elevate, con venti da ovest-sud ovest. Non credendo molto che avrebbe meritato un viaggio fin alla Maiella o Gran sasso, dato anche il rischio che si manteneva alto, (grado 3 sui sibillini, 4 in abruzzo) dopo aver analizzato bene il meteo, l’unica giornata valida era il sabato. Lo zero termico infatti rimaneva ad una quota accettabile di 2200 metri circa e il cielo stellato della notte, tra venerdi e sabato, avrebbe indurito il manto permettendo l’indomani una scialpinistica sicura e dalla tarda mattinata una probabile sciata su neve trasformata. Con queste premesse avrei ipotizzato un giro tecnico e lungo con discese fino ad una scala di os-bsa(buoni sciatori -tratti alpinistrici-). E cosi’, un anello doveva partire non sotto i 1400 metri circa, rischiando di non trovare neve ed effetuare un avvicinamento su erba.La scelta e’ andata sulla parete nord e ovest del Porche, entrambe tecniche e lunghe con partenza da Pian Perduto a quota 1300m. Necessaria una stabilita’ del manto e affrontarle quando la neve gelata in superficie inizia a trasformarsi!. Sul percorso pero’ , una neve ventata e ghiacciata in alcuni tratti in maniera notevole, mi faceva pensare ad una pioggia e successiva gelata(verglas) cosa che avrebbe ritardato il metaformismo della tarda mattinata. Ho preferito quindi una volta sulla vetta del Porche, non scendere il severo versante nord per la variante in Vallelunga. In circa 3 ore siamo arrivati in cima ed effettuato 1000 metri circa di dislivello.

Itinerario Salita: Pian perduto, Portella del Vao, Canale di Palazzo Borghese salito sulla spalla adiacente, Palazzo Borghese, Vetta del Porche. Discesa: Dalla cima siamo scesi per 50 metri circa in direzione sud e appena i fiori di neve ventata diminuivano, siamo entrati nella superba e perfetta parete ovest e abbiamo sciato fino al Fosso del Brecciaro ricongiungendoci all’itinerario di salita. Tecnica e difficile per differenti tipi di neve incontrata, la discesa mi ha emozionato enormemente e sembrava non finisse mai.

Con me’ l’amico Stefano e Marco. Non potevamo desiderare altro. Un buon piatto consumato al Capitano con il viso arrossato dal sole di questo fine di febbraio e la speranza che presto ritorni un accenno di vero inverno..altrimenti sono dolori.

Fede

Consigli su tecnica in dicese ripide per lo scialpinismo: www.scialp.it

Entry Filed under: snowboard/sci alpinismo

1 Comment Add your own

  • 1. il Mascherone  |  marzo 11th, 2010 at 18:04

    il tuo sito è stato linkato sul nostro blog
    ad majora

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