pedalate verso il cielo.

luglio 7th, 2008

miki, mike e fede verso il ritorno.
michele focanti, michele luconi, federico panchetti.

aveva ragione marco, quando parlava di esperienza definitiva.

macera della morte, non e’ solo un nome che fa balzare alla mente strani pensieri, e’ una vetta strana da qualsiasi verso la si guardi, soprattutto da dove siamo partiti, con il suo verde che piega dolcemente e la neve poco piu’ a destra.

la nostra meta molto lontana.
la macera della morte molto lontana.

l’itinerario e’ stato precisamente quello tracciato dal preparatore in persona e messo su gps da miki (per gli amici mikiccc).

“porta chi vuoi, sara’ un’andatura da sbadiglio, molto piu’ facile dell’altra volta“.
queste le semplici parole di fede nel presentare l’uscita, ma chi lo conosce non credeva ad una sola parola. tanto che johnny non ci vuole piu’ vedere in sella ad una bici prima del 2017.
ma miki non si tira indietro e sceglie il modo migliore per fare il suo esordio assoluto in mountain-fitness, nonostante il giro sia di quelli tosti.

partenza dai 990 m. di spelonga (ap), dove la salita comincia inesorabile, lenta ma costante su una strada di ghiaia senza nessuna spianata, su ed ancora su fino al nostro “punto 2″ del percorso, l’inizio del sentiero.
miki comincia a sentire la stanchezza dopo questi primi 8 km “ho gia’ finito i rapporti”, ma non demorde, ha l’obiettivo di arrivare a quella vetta che ci ricorda quant’e’ alta e distante ad ogni curva, e ci riuscira’.
fede e’ agile come al solito sui pedali come a piedi, non vede l’ora di lasciare la ghiaia per cominciare a parlare di salita (e poi discesa) seria, dove non conta solo la gamba ma anche dove metti la ruota, se vuoi arrivare sano e salvo alla meta.
i monti della laga sono un contorno favoloso per ogni appassionato di natura e silenzio, cosi’ saliamo senza troppe parole, ritmo costante e monte vettore e redentore che si allontanano alla nostra destra.
poche soste e tanta voglia di arrivare lassu’, mentre la salita si fa sempre piu’ dura e le gambe cominciano ad avere qualcosa da ridire.
passo il chino ce lo lasciamo alle spalle in un attimo, il nostro obiettivo e’ ancora lontano ed usciti dal bosco arriva il pezzo piu’ duro, tre/quattro strappi che ti lasciano senza fiato, solo fede in sella alla bici quando non ne deve spingere due.
testa bassa, uno sguardo all’insu’ solo per assicurarti che stai seguendo la rotta giusta e via pedalare, i polpacci che vorrebbero solo un po’ di riposo, senza sapere che non ci fermeremo mai prima di mettere piede lassu’.

il nostro percorso continua tra gli alberi.
il sentiero che si tuffa in mezzo al bosco.

macera della morte.
ci guardiamo e non c’e’ bisogno di dire niente, la vetta proprio li’ alla nostra sinistra, a destra la neve cosi’ vicina e via via tutte le altre cime che si stagliano silenziose in una giornata splendida, un’aria che chi sta tanti metri piu’ sotto ci invidia senz’altro.
qualche centinaia di metri in un sentiero favoloso in quota, sarebbe difficile passare anche a piedi, tanto e’ stretto e con forte pendio, ma pedalare li’ non ha eguali.
quasi a meta’ del nostro percorso e comincia la parte a fiuto, dove il gps puo’ essere solo un punto di riferimento e poco piu’, ma noi abbiamo fede che da queste parti e’ di casa, uno sguardo a destra, uno a sinistra e ci buttiamo giu’ verso il bosco, con pendenze da fuori sella e rocce assassine.
assassine, tanto che mike e fede si ritrovano con le gomme forate nel giro di 500 metri, cambio veloce e di nuovo verso il basso caschetto ben piantato in testa e mani salde sui freni.
un po’ piu’ a destra, va bene qui
e ci infiliamo di nuovo nel bosco, alla ricerca del sentiero giusto in un letto di foglie.
eccolo, comincia la discesa un po’ piu’ veloce, solo fastidiosi rami che ti entrano da tutte le parti.
questa volta le pause sono solo per far riposare le braccia sollecitate dal terreno sconnesso e per ammirare quanto e’ bello passare in mezzo a questi faggi secolari, un odore intenso di porcini tutt’intorno.
ancora un po’ e comincia la ghiaia che ci riporta alla realta’, prima dell’asfalto e del chilometro finale fino a san martino di acquasanta terme, dove ci aspetta la macchina ed un pranzo degno di questo nome, sempre negli occhi e nel respiro quello che abbiamo vissuto lassu’.

un sentiero favoloso a 2000 metri.
il sentiero in vetta.

6 ore e qualche spicciolo, una trentina di km e poco piu’.
un’esperienza davvero unica, pedalare a 2000 metri di altezza, a sinistra la cima della macera della morte, a destra il nulla colorato di verde ti ripaga di tutti gli sforzi fatti per arrivare li’, un percorso faticoso a piedi, figuriamoci in bici.

in evidenza.

  1. il braccialetto che fede ha regalato a miki prima di partire.
  2. la faccia della signora dove abbiamo mangiato a san martino di acquasanta terme, quando il mattino gli abbiamo detto il giro che avevamo intenzione di fare “mah..in bici?!”
  3. la maledizione della macera, una marea di assenti prima della partenza per cause incredibili e due gomme forate in 500 metri.
  4. 3 pirla che hanno studiato tutto per portare due auto e fare la “traversata ottimizzata”, peccato che si scordano di un pezzo fondamentale alla partenza, cosi’ fanno N chilometri con un iveco daily su strade impossibili.
  5. fede che si dimostra un grande guidatore anche di furgoni (come lo era gia’ di scuolabus), peccato per i freni ora da buttare.
  6. il pranzo, con dei porcini arrosto appena raccolti. stellari.
  7. la faccia di fede quando miki, a 2000 metri, ha infilato una bottiglia di levissima nel portaborracce della bici.
  8. lo zaino di miki che conteneva barrette energetiche di tutti i tipi, N bottiglie di liquidi piu’ o meno legali, croccante, barrette di riso di marca greca, salviettine umidificanti.
  9. il vino del pranzo.
  10. tutto il percorso, dall’inizio alla fine; il preparatore e’ unico.
  11. le foto di questa splendida giornata.

miki & mike.

Entry Filed under: escursionismo

16 Comments Add your own

  • 1. micheleluconi.it » &hellip  |  luglio 7th, 2008 at 15:04

    [...] il resoconto lo trovate qui. [...]

  • 2. Johnny  |  luglio 7th, 2008 at 16:48

    …che me sò perso… :(

  • 3. PREPARATORE  |  luglio 7th, 2008 at 21:57

    La mia emozione chiaramente non e’ stata raggiungere per l’ennesima volta la Macera ma, compiere quel ” viaggio” , di sole 6 ore, con due belle persone come Mike e Miki. L’ansia, la sfida, la preparazione, la grinta, il divertimento, la gioia del successo, sono solo alcuni degli aggettivi che in un’uscita con me e’ obbligatorio provare. L’agonismo fa parte del gioco ma sarebbe riduttivo e non appagante. Il vedere un articolo cosi’ ben fatto dove il cuore prevale sulle gambe e con due firme cosi’ autorevoli, mi fa’ capire che Mountain-Fitness e’ un gran bel progetto. Grazie ragazzi alla prossima

  • 4. Lorenzo  |  luglio 8th, 2008 at 07:33

    Beh, che dire… mi fate venire voglia di partire… ma è chiaro che se un giorno troverò il coraggio di partecipare ad un altra uscita di Mountain-Fitness mi farò preparare lo zaino da miki e magari mi faccio prestare anche il braccialetto ;-D

    Siete fantastici!!!

  • 5. Cisco  |  luglio 8th, 2008 at 11:30

    Ho letto il resoconto quasi con le lacrime agli occhi, consapevole – ad ogni riga di più !! – di essermi perso qualcosa di assolutamente fantastico.

    Complimenti a tutti e tre !!

    Questo di Mountain Fitness è davvero un bel progetto.

    A presto, Cisco

  • 6. DIEGO  |  luglio 8th, 2008 at 11:57

    bravi davvero spero che fede organizzi un altra uscita di questo tipo magari dopo le vacanze, così se sono pronto partecipo pure io . ancora complimenti a tutti e tre .

  • 7. PREPARATORE  |  luglio 8th, 2008 at 13:09

    Una nota per diego, che ricordo non e’ diego di mountain-fitness, ma il meccanico di jesi. fine luglio probabile escursione a piedi di un certo impegno. da definire. per la bici slitta ad agosto. ho saputo che porti la donna al ceresa. tempo fa’ ho esplorato alla grande la zona. entra nel motore del sito e scrivi la frase “appennino perduto”. dagli un’occhio e’ interessante e troverai spunti. a presto

  • 8. emiliano  |  luglio 8th, 2008 at 13:57

    cavolo….ora mi tocca comprare la mountain…..

  • 9. diego  |  luglio 9th, 2008 at 08:36

    gran bella uscita e ottimo resoconto!!!!!
    A presto ragazzi

  • 10. PREPARATORE  |  luglio 9th, 2008 at 10:48

    X emi: so’ da fonti certe che e’ in vendita una battaglin dal peso di 48 kg e un po’ datata come anno di fabbricazione. credo sia del 1983.

  • 11. mike  |  luglio 10th, 2008 at 10:28

    mi dispiace, miki ha vendito la battaglin alla figlia di 7 anni, comprensiva di bottiglia di acqua levissima da 1,5 litri.

    mike.

  • 12. Cisco  |  luglio 10th, 2008 at 12:03

    Per Mike, Miki, Johnny, ecc: se in attesa del prossimo itinerario “impegnativo” disegnato dal Preparatore vi viene in mente, tanto per rimanere in allenamento, di fare qualche giretto in Vallesina e dintorni (Conero, San Vicino, ecc), fatemelo sapere !!

    Per il Preparatore: l’escursione a piedi di luglio è aperta a tutti ?

    Per Emiliano (che non conosco personalmente): io ho una magnifica Razzo Squirrel del ’99 (1899, naturalmente) da 59 kg di colore girgio “anticato”: ti può interessare ? Purtroppo non è predisposta per la bottiglia da 1,5 lt. di Levissima, ma può essere adattata !!

    Ciao, Cisco

  • 13. PREPARATORE  |  luglio 10th, 2008 at 13:03

    certo cisco che puoi venire. una “sgambatura” per amatori, non priva di semplici nozioni alpinistiche, passaggi su roccia di secondo grado e laghetti di disgelo da attreversare a nuoto… il tutto su sentiero inesistente e vecchie piste dei pastori da riaprire e fiutare… per chi tutto questo lo considera un limite allora non e’ aperta a tutti. a presto

  • 14. Cisco  |  luglio 11th, 2008 at 08:50

    Il fatto preoccupante è che secondo me non stavi affatto scherzando !!

  • 15. emiliano  |  luglio 11th, 2008 at 09:39

    grazie per l’interessamento cisco…vista la moltitudine di offerte alla fine ho optato per la più comoda…me la stò facendo fare su misura…ho assunto una squadra di saldatori che provvederà ad assemblare tubi zincati da 2 pollici…alla fine dovrei avere una bici del peso di 5 quintali circa ma munita di verricello porta borraccia con miscelatore per acqua gassata bauletto porta-oggetti frontale e laterale e pila telescopica.

  • 16. PREPARATORE  |  luglio 11th, 2008 at 13:55

    cisco, non credo assolutamente di aver esagerato. probabilmente posso aggiungere che non e’ detto che troviamo il bandolo della matassa alla fine…ma dato che tu hai chiesto se e’ per tutti, ovvio ti rispondo di no,o meglio aperta a tutti na non per tutti…..e tu ti consideri uno che deve fare cose alla portata di “tutti” ? ti aspetto anche perche in un’occasione hai gia dimostrato tenacia e grinta oltre che solide gambe.. P.s al ritorno dalle ferie scansiono l’itinerario tratto dalla guida della Laga, ma se intanto vuoi sbirciare qualcosa su internet credo trovi notizie. ciao

Leave a Comment

Required

Required, hidden

Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed




seguimi anche su Facebook

cerca



ultimi 5 articoli

categorie

link

Giunelblu-scuola-apnea

Agisko-Sport-Nutrition

ANCHE IO SONO UN BLOG DI MONTAGNA.











ETOILE FILANTE (Tributo a Marco Siffredi)

(CIASPOLATA 2010)

(PESCOFALCONE 2010)

(MTB-CASENTINO)

(SARDEGNA,SELVAGGIO BLU)

(FAST TREK)

(T-A, CON SPIRITOTRAIL)