ATTENZIONE. A CAUSA A TUTT’OGGI DI ASSENZA DI NEVE NELLA ZONA DI CASTELLUCCIO UTILE A UNA CIASPOLATA IN PAESAGGIO INVERNALE, RIMANDO A SABATO 25 O DOMENICA 26 FEBBRAIO LA CIASPOLATA IN QUESTIONE.
LE NEVICATE IN PROGRAMMA NON DOVREBBERO COLMARE IL VUOTO DI NEVE DEGLI ULTIMI MESI, NECESSARIO AD UNA CIASPOLATA SPORTIVA DI ALCUNE ORE.
Inizia una nuova avventura e un nuovo capitolo si apre per Mountain-Fitness e gli amici di Laturo.
Il grande storico del brigantaggio e non solo, Galanti, fornira’ al gruppo amici di Laturo sposando a pieno la nostra causa preziosissimi reperti di archivio, sulla vita del borgo, oggetto ormai da alcuni mesi dell’interessamento del gruppo.
La sezione in attesa di essere aperta su un sito dedicato, verra’ pubblicata a puntate sia su questo blog che sul gruppo chiuso amici di laturo
Intanto grazie di aver condiviso con noi questa immensa avventura
TERZA PUNTATA A SCUOLA DA TIMOTEO GALANTI
COSTRUZIONE DELLA CAPPELLINA DI LATURO DEDICATA ALLA MADONNA DI LORETO
LA NOSTRA SPLENDIDA ATTUALE CHIESETTA
UN DOCUMENTO DI INESTIMABILE VALORE
L’dea di fare la Cappellina all’ingresso del paese di Laturo risale al 1927. Don Alfredo Novelli, ne espose i motivi(ricordati nella seconda puntata relativa a san Egidio), prima al Vescovo Mons Apollonio Maggio deceduto il (21-10-1927) indi al suo succesore Lodovico Cattaneo che plaudendo alla proposta, invio’ a Laturo il Subeconomo vescovile Don Secondo Cicchi per le valutazioni del caso e per ascoltare il parere e la disponibilita’ materiale della popolazione che era entusiasta del progetto. Non sono chiari i termini e le modalita’ con cui la Curia approvo’ disegno concernente il lato finanziario dell’impresa che fu’ anche appoggiata favorevolmente dal Maresciallo di Valle Castellana e dell’Ispettore della Guardia Forestale.
“Il paese di Laturo era tutto d’accordo prima che si cominciassero i lavori: tutti volevano aiutare, tutti volevano fare a piu’ non posso, per farla bella e per la comodita’ al paese..ma le opere di Dio sono proprio cosi’…sono sempre ostacolate, ma si va avanti” commenta amaramente Don Alfredo Novelli
Ci furono sicuramente dei contrasti tra il parroco ed i paesani, nonche anche tra abitanti concernente i lavori e la donazione del terreno su cii edificare la Cappellina finche’
“Domenico Sabbtaucci ad honorem B. M. V. Lauretanae ci ha dato il terreno occorrente per la cappellina, solo.” Sottolineata a penna da Don Alfredo nel suo diario, si riferisca al fatto che unicamente il Sabbatucci tra tutti i paesani avesse donato il terreno oppure che la donazione del terreno era subordinata alla costruzione della sola Cappellina e non dell’abitazione per il parroco come non e’ chiaro se subordinasse la costruzione della Cappellina alla dedica della stessa Madonna di Loreto. Finlmente dopo 4 anni di lavoro il 25 ottobre 1936 festa di Cristo Re, la Cappellina fu consacrata e dedicata alla Madonna di Loreto.
Nelle righe che seguono le fasi della lavorazione
nel 1932 furono segati alcuni travi occorrenti per il tetto da Giovanno’. Nel 1933 fu fatta la fornace da Domenico Sabbatucci che fu’ utilizzata dal fornaciaro detto il Merlo di Leofara. Fu comprata polvere da sparo e miccia per procurarsi pietra occorrente che fu sagomata in due settimane da due scalpellini di Collegrato. Nel frattempo i muratori Piccioni Domenico e sabbatucci Domenico di Settcerri in circa 15 giorni tagliarono quattro travi vicino Fonte Cuculo e nella Valle Grande(ag giungo io, parte alta della Pantana)56 tavole, tavolette e 2 tavoloni. Tutto il legname fu poi portato a Laturo da Piccioni Giuseppe. Poi nel 1934, forse per mancanza fondi il lavoro si interruppe. Nel 1935 riprende e Vincenzo Bianchini di Collegrato lavora all’interno della Cappellina per 13 giorni mentre Baro’, Giovanno’ ed Eugenio, portano pietre. Intanto Razzetti Francesco si interessa al trasporto dei coppi della calce e delle mattonelle. Nel 1936 si avvicendano nei lavori i muratori Vincenzo Bianchini per 7 giorni di lavoro, Giulio Fiori, per 22 giornate e Giuseppe de Paolis di Colli di Lisciano per 9 giornate, mentre Giovanni Chiappini trasporta le pietre. Il 4 dicembre il De paolis in due giorni mette la porta alla Cappellina che era stata costruita insieme alle tre finestre dal falegname Adamo Zenobi. Nel 1936 si ricostruisce la fornace per fare 3000 coppi, 300 mattonelle, 1500 quadri, 800 mattoni, che furono costruiti dallo “spianatore” Nicola di Rocca Monte Calvo aiutato da Sabatucci Domenico e De Simone Domenico di Laturo e cotti da Biagio Angelini di castel Trosino.
I Lavori intanto si intensificano. Giuseppe De Paolis lavora alacremente per circa un mese, cosi’ come Filippo Sabbatucci, Vincenzo Bianchini e Eugenio. Si comprano i vetri per le finestre, si tinge l’interno di color rosso, finche giunge il giorno dell’inaugurazione: 25 ottobre 1936.
Timoteo Galanti
SECONDA PUNTATA CON LO STORICO TIMOTEO GALANTI:
LA CHIESA ALTA(LA PRIMA E L’UNICA VERA CHIESA,L’ATTUALE E’ LA CAPPELLINA EDIFICATA NEL 1936 DOPO LA DISTRUZIONE DELLA PRECEDENTE ORMAI SOLO MACERIE)
CHIESA DI S. EGIDIO
Scarsissime sono le notizie storiche a riguardo, non avendo il paese alcuna importanza ed essendo abitato solo da poche anime. La sua costruzione risale intorno alla prima meta’ del 1500 e dipendeva dal Duca di Atri “in temporalibus” La prima menzione dell’esistenza di una chiesa a Laturo e’ del vescovo di Ascoli Camaiani che transita per Laturo nel 1571 durante la prima visita pastorale di un vescovo nei paesi di Valle Castellana e prega nella chiesa dedicata a sant’Egidio. Questa visita e’ seguita dalla successiva del vescovo Nicolo II di Aragona nel 1580
Il 1 maggio 1910 fu inviato quale successore di Don Giulio Travaglini, alla parrocchia di san Filippo e Giacomo di Olmeto in qualita’ di economo e di Parroco dal Vescovo Pacifico Fiorani, Don Alfredo Novelli che ebbe la ratifica della nomina dal Vescovo successivo Mons. Apollonio Maggio. La chiesa di Laturo, dipendente da quella di Olmeto, era talmente abbandonata e “misera di arredi” al punto da indire il Novelli, nella stessa giornata del suo insediamento, a pubblicare, il decreto di interdetto della chiesa. Sicuramente quest’atto suscito’ molto sconcerto tra gli abitanti che si adoperarono alacremente alla sistemazione della Chiesa. Si distinsero in modo particolare Domenico Monti, De Simone Francesco, Sabatini Egidio e Chiappini Giuseppe. Tra l’altro fu dorato il calice, comperato il messale per i morti ed una pianeta color viola. Cosi’ dopo tre mesi, la Chiesa fu riaperta al culto. “Per rinnovare lo spirito in questa villa” il parroco Don Alfredo Novelli decise di organizzare degli esercizi spirituali da farsi contemporaneamente ad Olmeto, per opera di P. Egidio Ricotta ed a Laturo dal Novelli parroco di Castel Trosino. L’idea di farli in contemporanea era dovuta al fatto che “l’accesso in Olmeto specie di notte e’ difficilissimo e impraticabile per le pessime strade e poi anche per la lontananza”..Le spese per gli esercizi spirituali a Laturo furono sostenute dalla “casa ospitale e generosa di Domenico Monti”… Durante l’attuazione degli esercizi a Laturo furono decise due cose. La prima fu l’istituzione dell’Associazione delle “Figlie di Maria”. Furono elette “Superiori” Maria di Giuseppe e Giuseppina Patacca mentre la “patronessa” non poteva che essere Maria Antonini moglie di Domenico Monti. Il compito di questa associazione era quello di mantenere viva la fede in Dio, di custodire il Santissimo Sacramento e mantenere accesa la Lampada Votiva. La seconda decisione spiritualmente piu’ importante , fu quella, di conservare il SS. Sacramento, nella chiesa di Laturo. “Sia perche mi e’ piu comodo da Settecerri portarmi a Laturo sia perche’ l’abitato di questa frazione e’ vicina alla chiesa, sia perche ho affidato la custodia della lampada alle fiiglie di Maria”. Don Novell iera del parere che il Sacramento ad Olmeto non si poteva conservare perche’ la chiesa, “resta proprio fuori di mano, non essendo di passaggio, non andandoci mai nessuno a farvi visita, perche’ la chiesa dista un 600 dall’abitato”. Gli anni successivi non presentano alcunche’ di particolare: le note seguenti sono segnalate solo per curiosita. Il 19 dicembre 1911 fu messa la serratura alla porta d’ingressa e comprati alcuni vetri che si erano rotti; nel 1912 fu’ comprata una rete metallica per transennare l’esterno della chiesa; nel 1913 una navicella, mentre il 15 giugno, 1915 furono acquistate le tendine color verde del confessionale. Il 19 settembre di questo stesso anno, con l’intento di “togliere”, l’umidita alla chiesa, fu eseguito uno sterro intorno alla stessa. Il lavoro inizialmente, fu fatto, da Sante di Sante ed Angelantonio Sabbatucci. : Duro’ tre giorni, fu pagato da Maria Monti ed Egidio Sabatini e fu terminato un mese dopo da Francesco De Simone. Il 1 ottobre furono acquistate le ampolline per la santa messa, L’8 dicembre fu riparato l’incensiere che si era rotto, mentre il giorno prima, festa dell’Immacolata concezione, furono venduti 2 anelli, il cui ricavato fu utilizzato, per le spese correnti della chiesa. Il 1917 si presenta invece ricco di particolari. Fu restaurato il ceppo della campana, furono fatti 2 banchi per le figlie di Maria e riparato il confessionale. All’interno della chiesa, per dare maggiore luce, fu’ aperta una finestra, mentre all’esterno, per agevolare la salita alla chiesa fu rifatta, la scalinata. Il lavoro, fu eseguito da Agostino Sabatucci aiutato da Giovanni Di sante. Fu anche comprato un nuovo tabernacolo, le stazioni della via Crucis e riparata la statua del patrono del paese che era stata interdetta da Maria Monti. Per adornare ulteriormente la chiesa, fuorono acquistate 2 sopra tovaglie, rossa e verde, del merletto per cornice nonche’ 2 lumi a petrolio, 6 candelieri di piombo, 2 tendine per finestre, e la carta gloria per l’altare maggiore. Gli abitanti donarono 12 candelieri dorati, e la croce, mentre michele monti dono’ una lampada che fu messa al centro della chiesa il 26 aprile 1918. Nel 1922 fu restaurata una porzione del tetto da de Simone Domenico, mentre il 26 giugno del 1924, furono tenuti gli esercizi spirituali sia a Laturo che ad Olmeto dal solito Ricotta Egidio il parroco. In occasione della festivita’ di S.Egidio, il 1 settembre 1926 Luigi Ticchiarelli di San Vito offri in onore del Santo la considerevole somma di lire 55. Nel 1932 fu comperato un nuovo messale, e la chiesa subi’ un restauro dal muratore Piccioni Domenico aiutato da Sabatucci Domenico di Settecerri. Successivamente, la chiesa perse notevolmente di importanza per la costruzione della cappellina dedicata alla Madonna di Loreto(la chiesa attuale), anche se Don Novelli .era del parere che la chiesa di S. Egidio…” e’ sempre un monumento della villa e percio’ deve essere conservato….” Il motivo della costruzione di un altro sito devozionale era ..”che la chiesa, e’ sita in cima ad una collina ed e’ battuta da venti specie di Tramontana..inoltre dista troppo dall’abitato e se bisogna qualcosa avoglia a chiamare….stando cosi’ le cose ho deciso di fare giu in paese una cappellina e sopra una stanza in caso che il parroco deve alloggiare senza scocciare a nessuno nel paese e servira per dire la S.Messa specie nell’inverno e per comodita’ per fare il catechismo altrimenti si puo’ pur suonare che non viene quasi mai nessuno”. E cosi la chiesa di S. Egidio cadde inevitabilmete in lenta ma costante rovina, anche se rimase luogo di sepoltura fino a verso la meta’ del 1900 e chi scrive queste righe ricorda la festa di S. Egidio 1963
Timoteo Galanti
PRIMA PUNTATA: COSTRUZIONE DELLA STRADA-MULATTIERA TRA LATURO E SETTECERRI
“Nel 1928 fu’ costruita la strada detta di “Venagrande” tra i due paesi, perche’ la vecchia mulattiera era inaccessibile, specie d’inverno, sia in localita’ “Renara quanto in localita “Capolaselva”. Le spese furono sostenute da Don Alfredo Novelli(245 lire) con il contributo gratuito del fabbro Di Domenico Vincenzo di Laturo che si occupo’ dei manufatti in ferro occorrenti per i lavori. Questi furono eseguiti con entusiasmo ed a titolo gratuito, dagli abitanti di Laturo e Settecerri, al punto che durante l’ultimo giorno, vi lavorarono 40 persone. Quest’opera servi ad avvicinare materialmente ed amichevolmente i due paesi”
RITROVO: castelluccio di norcia ore 8.30 in piazzetta
COSTI: guida per la ciaspolata: (10 euro)NOLEGGIO CIASPOLE:( 5 euro) (per chi ne fosse sprovvisto)
PARTENZA ESCURSIONE: ore 9
DIFFICOLTA’ E SVILUPPO:escursione su neve di media/lunga durata,adatta a chi gia’ in discreta forma fisica si voglia avvicinare alla montagna invernale purche’ adeguatamente provvisto del giusto vestiario, aggiungendo all’uscita un tocco sportivo. Nuotatori, Escursionisti, corridori, ciclisti, insomma siete i benvenuti a questa uscita in giornata targata Mountain-Fitness.
MERENDA: decideremo tutti insieme al termine dove mangiare.
ABBIGLIAMENTO OBBLIGATORIO:
Scarponi invernali impermeabili con suola antiscivolo
calzini invernale
ghette
calzamaglia
calzone da sci, o fuseaux impermeabili
termiche di vari strati leggero, pesante
giacca in goretex o simili
guanti invernali
cappello pile o lana
zaino leggero (max 30 l)
termos e cibi energetici
occhiali da sole o mascherina
ciaspole+bastoncini(a noleggio)
molto importante: qualsiasi abbigliamento non adatto alla montagna invernale e comunque non disporre del materiale nella lista sopra indicata mi costringera’ a escludere il soggetto dall’evento.
. COME ADERIRE?
- mail del sito www.mountain-fitness.it
– cellulare di Federico
– bacheca presso la Piscina di Falconara m
– facebook
l’adesione all’uscita e’ un impegno a partecipare. fatelo solo se sicuri di venire.
Lettori del blog e amici, dopo alcuni mesi trascorsi ad impostare un cambiamento radicale al mio modo di vedere la montagna e il blog come avete letto in un precedente articolo, e’ arrivato per me il momento di coinvolgere altri in questa mia ricerca di ridare anima e voce al borgo fantasma di Laturo presso Valle Castellana, Teramo. Ma piu’ in generale faccio da oggi un appello per invogliare altri, nel progetto di credere che e’ impellente salvare un patrimonio di abitazioni rurali del castellano e tornare perche’ no’, ad una vita rurale e non solo ad un turismo rurale di giornata mordi e fuggi.
Perche’ questa idea o passione:
Perche’ quel territorio di montagna di un’estensione sconfinata, troppo per essere gestito e curato da un comune di appena 1000 anime (sito comune), pur con una voglia di lottare e non morire, ha bisogno di investimenti, amore e passione anche da fuori comune, regione, nazione. All’interno del territorio ci sono piu di 34 frazioni con una media di 2-3 residenti, molte di queste in completo abbandono da decenni. Alcune come Laturo abbandonate prima dell’arrivo della strada. Gioelli architettonici tramandati nei secoli. Villaggi che da ricerche fatte si sono mantenuti intatti per almeno 500-600 anni- Ed ora per il sopraggiungere dell’era industriale e del lento ma inesorabile spopolamento montano, hanno conosciuto una morte inarrestabile. In pochi legati fortemente alle proprie radici, tra immense difficolta’ hanno investito nel loro passato, proiettando una speranza di rinascita montana e continuando seppur come seconde case a non lasciar morire un sapere montano lungo secoli. Ma sono in pochi. Il resto si sta’ cancellando sotto le piogge autunnali o le pesanti nevicate invernali. I tetti non reggono, le travi si piegano sotto la neve, gli angoli si sgretonalo e cosi’ anno dopo anno, ripassando dagli stessi sentieri non puoi far altro che assistere all’involuzione.
Fermiamo questo declino. Abbiamo un patrimonio che ci invidiano nel mondo!!!
Vi faccio un piccolo flash back. Un anno fa’ correndo, mi imbatto nel preappennino dei monti Gemelli all’interno dei Monti Gran Sasso Laga. Qui tra le varie mulattiere di collegamento non posso far altro che rimanere estereffatto dallo stato di abbandono non solo dei sentieri, ma dei villaggi un tempo importanti nuclei di vita e scambi tra gente di montagna. In questo lembo di montagna posta tra i 600 e i 1000 metri troppo distante da Teramo per essere presa in considerazione, molto vicino ad Ascoli , ma purtroppo fuori comune, c’e una zona che passa per le Vallate di Olmeto, Laturo, Pantana, San Vito, Leofara ecc, dove fioccano splendidi casolari vecchi di secoli fino a interi villaggi da poche case a numerose, con tanto di chiese e scuole. Insomma piccoli nuclei autosuffcienti che ormai da 50 anni sono abbandonati o fortemente spopolati. In questo sito trovate un archivio frutto di un bellissimo lavoro di censimento:
www.seripubbli.it
Dei tanti troppi ruderi e paesini sparsi tra queste selvaggie e rigogliose montagne appenniniche, ne cito alcuni che in questi mesi sono stati meta dei miei trek o dei lavori di volontariato per la ripulitura delle piste di collegamento:
lepora, serra, collegrato, valzo, olmeto, laturo, corvino, il pizzo, vallecchia, cornito vecchia e nuova e una innumerevole presenza di splendide costruzioni in pietra, piu’ o meno isolate dal mondo disseminate in un territorio di una vastita’ impressionante.
Io rimasi folgorato dal piu’ grande, Laturo. 150 persone fino al 1950 vi abitavano stabilmente. 30 case ormai solo 4-5 salvabili, sparse su uno sperone di roccia, che domina una valle ricca di acque e di boschi. non una luce, ne’ un rumore. ne’ strada. solo una ripida pista per fuoristrada, la puo’ collegare al mondo in stagioni non piovose. laturo e’ il simbolo a mio avviso di uno degli ultimi angoli di vita autentica di montagna. L’isolamento e’ stato la sfortuna per i proprietari costretti ad abbandonare l’intero villaggio, ma la fortuna per un luogo che e’ rimasto praticamente intatto, per nulla antropizzato. Qui da giugno 2011 sto portando avanti un personale progetto di riaprire le vie di collegamento per laturo dopo aver di recente completato la puliza da rovine e da rovi della via principale. Un luogo fiabesco di stampo medievale con un lungo vialone di accesso e muretti di sostegno, che conducono al nucleo centrale. Qui dopo malintesi iniziali, con anziani eredi spesso inconsapevoli dello stato di forte degrado che versa il paese, direi inagibile, non si lasciano facilmente coinvolgere nella vendita o affitto di splendide seppur malandate abitazioni di un tempo, fatte da mastri scalpellini, con opere di edilizia impensabili ai giorni nostri. Travi e architravi intagliati a mano, edifici con muri da 90 di spessore dove grazie alla dimesione, la temperatura e’ fresca in estate e tiepida in inverno ; qui’ si viveva con poco o nulla, bastava il cibo. Inverni lunghi e nevosi, estati di duro lavoro, ma dopo aver intervistato chi ancora puo’ raccontare, tutti mi dicono: si stava male ma oggi si sta’ peggio. L’obbiettivo un tempo era mangiare, oggi non sappiamo piu’ quale e’ il vero obbiettivo oltre lo spendere e sperperare.
Ma veniamo a noi. Da solo amici e appassionati di montagna non riusciro’ mai a salvare il poco rimasto in piedi. La mia attivita’ di guida e di futura associazione si sta’ concentrando in quell’area. Dopo mesi ho ottenuto un comodato per un piccolo fienile a laturo che personalmente e con immense ma appaganti, scomodita’, stiamo sistemando. Ma altre splendide case sono li’ che aspettano voi amanti dell’outdoor e della vita autentica di montagna per essere adottate e sistemate. Ho le visure in mano di tutto il paese, ormai sono conosciuto in zona per aver riaperto alla visita un borgo che fino a maggio 2011 era impossibile solo entrarci. Appoggiatemi, aiutatemi nell’”adottare laturo” nel diventare con me comproprietari, ugnuno con una piccola cifra simbolica di poche migliaia di euro. Negli anni diventereste titolari non solo di uno dei nuclei abitativi piu’ grandi e affascinanti della Laga, ma mettere a mio avviso un’ipoteca seria e alternativa, su un mondo che sta’ andando a rotoli. Dopo che anche Dario Fo’ non molto per scherzo, su Che Tempo che Fa’, sabato scorso,’ urla a gran voce che per salvarsi bisogna ritornare alla vita di un tempo e che le uniche popolazioni che sopravviveranno a questo declino saranno chi rimasto per secoli senza luce, riscaldamento ecc, cioe’ le popolazioni tribali ancora presenti numerosi nel pianeta, non vi esorto a mettervi l’anello al naso e a governare l’aratro.Giammai, troppo pessimismo seppur in tono ironico di un grandissimo premio nobel.. Vi chiedo perche’ non farci una visita. Saro’ disposto ad accompagnarvi e mettere al vostro servizio l’esperienza maturata in questi mesi.
Perche’ investireste piccole cifre per “adottare un borgo”??:
una sola o tutte insieme queste motivazioni valgono il piccolo investimento, se a crederci non rimango solo..
Per le ferie
per sport in tutte le stagioni
per respirare aria buona
per raccogliere castagne e funghi
per essere all’interno di una delle zone montane piu belle del centro Italia e vicinissimi a tutti i parchi piu famosi
per allontanarsi da un mondo troppo caotico
per ricercare se stessi
per tornare a vivere con i mestieri di un tempo, imparando dai pochi anziani in grado di tramandarli
Per non lasciar morire splendidi edifici in pietra che potrebbero essere un patrimonio dell’unesco
per andare a spasso con mulo o cavallo
per chi e’ amante della vita di un tempo
per dedicarsi alla scrittura o alla lettura
per chi possiede della sana follia nel suo dna
per portarci la compagna
per portarci la moglie
per creare una famiglia
per cercare tartufi in compagnia dell’amato cane
per ritornare e provare a coltivare e allevare come i contadini di una volta
per chi crede nella bioedilizia e nella facilita’ oggi grazie alla tecnologia di abitare dove prima era difficile
per chi si accontenta delle cose semplici
per chi si adatta a tutto rinunciando al superfluo
per chi pensa che cosi’ non si puo andare avanti per molto
per chi non crede che a laturo si puo’ campare bene con 100-15o euro al mese
per passarci un giorno
per passarci un mese
per abbandonare tutto e andarci a vivere
venitemi a trovare (ma prima chiamatemi non abito ovviamente li) a Laturo di Valle castellana prima che arrivi la neve. saro’ lieto di accompagnarvi e spiegarvi tutto. Adottare un borgo e’ chiaramente un invito anche per altri nuclei abitativi del castellano.
Questo e’ lo step a mio avviso :
1)innamoratevi di un posto
2)esploratelo e capite pro e contro
3)tornateci alcune volte
4)cercate le visure delle case che vi interessano e commissionate ad un bravo geometra la trattativa spesso estenuante
5)iniziate se la cosa va a buon fine a prendevi cura del luogo e dei suoi collegamenti, reintrecciando, conoscenze e maestranze montane, contattando i vicini, scambiando merci e aiuti vari.
6) dopo mesi o anni , potete essere certi di aver adottato una casa, averla salvata, averci ricreato vita e movimento e interesse in un luogo che poco prima era dimenticato.
7) e’ iniziato il viaggio all’incontrario. le citta’ ormai al collasso, la migrazione verso le aree montane dove legna da bruciare, acqua da bere per ora non sono un lusso per pochi.
Proprio quello che da mesi noi di Mountain-Fitness stiamo portando avati a Laturo, dedicandogli ferie e tempo libero
Benvenuti a Laturo, il motto che vi si presenta appena arrivate in paese,